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Incredibile colpo della Juventus che è riuscito a chiudere il trasferimento del secolo. Tra cartellino e contratto, spesi oltre 350 milioni, che saranno sicuramente recuperati attraverso merchandising e sponsor già a caccia di visibilità

di Beppe Vigani

Italia al tracollo, Italia in default. Italia con le pezze al sedere, Italia che piange, Italia che muore. Letteratura spiccia di un Paese che prova a risalire la china, che sgomita tra le buche romane e una mozzarella in carrozza di napoletana memoria. A rendere le notti stellate di questo desolante panorama, sotto la Mole Antonelliana, esattamente alla Continassa, ci hanno pensato i cervelloni con il pigiama in bianconero. L’acquisto di Cristiano Ronaldo è il genio visto solo in “Amici miei”, tradotto in un investimento milionario. L’arrivo dell’asso portoghese sta procurando esplosioni di entusiasmo, ma soprattutto casse gonfie di soldi destinati a moltiplicarsi come pani e pesci. Se da una parte le cifre che hanno portato CR7 alla corte di Andrea Agnelli sono da polemiche, dall’altra il “colpo” produrrà degli effetti clamorosi che autofinanzierà l’operazione. Numeri alla mano, la Juventus pagherà agli spagnoli 100 milioni di euro oltre il contributo di solidarietà previsto dal regolamento Fifa (5 milioni) e oneri accessori per 12 milioni di euro. Aggiungere a queste cifre il contratto quadriennale sottoscritto da Ronaldo da 60 milioni lordi (31 netti) a stagione che il club bianconero coprirà grazie anche al sostegno di Fca, della quale il portoghese sarà testimonial.

Nelle casse della stanza dei bottoni confidano nella vendita di circa 3 milioni di magliette bianconere nei prossimi due anni, la maggior parte delle quali porterà sulla schiena il numero 7: negli store di Milano e Torino il ritmo di vendita è di una maglietta ogni minuto, 480 divise ufficiali al giorno per singolo negozio, senza considerare quelle vendute online. Il prezzo di vendita, personalizzazioni incluse, parte dai 110 ai 150 euro. Oltre al merchandising ci sono gli sponsor.  Stare dalla parte della Juventus è come vedere un bambino con le mani nella marmellata: troppo facile. I proventi che arriveranno dagli accordi commerciali che condivideranno il progetto bianconero saranno equamente suddivisi tra le due aziende: quella presieduta da Andrea Agnelli e quella guidata da CR7. L’impressione è che gli eventuali sponsor dovranno prendere il numerino come si fa in un ufficio postale o nell’accettazione di qualsiasi ospedale. Immaginiamo il centralino intasato, chiamate che arriveranno anche a orari più improbabili, magari anche dalla luna. Il progetto è ambizioso: l’obiettivo è aumentare i ricavi di 100-120 milioni all’anno dal prossimo bilancio, il primo con l’effetto Ronaldo. Tutto moltiplicato per quattro (gli anni di contratto dell’ex Blancos). Per far capire anche ancora di più la portata dell’operazione-Ronaldo, diamo una breve scorsa ai numeri social. Subito dopo l’acquisto del portoghese, la Juventus in due giorni, ha guadagnato 1.1 milioni di follower per raggiungere i 6.16 milioni, il Real Madrid, invece, pare ne abbia persi quasi un milione in poco più di 24 ore: da 31.97 milioni martedì scorso, a meno di 31.02 nelle prime ore di giovedì mattina. I detrattori pensano che il club bianconero abbia portato in seno una volpe nel pollaio: sul taccuino degli operatori bianconeri sembrano siano comparsi dei nomi per accontentare il lusitano più importante del mondo. Ora si parla di Marcelo, Pogba e Milinkovic-Savic. Valigia in mano per Higuain, Pjaca, Rugani e Alex Sandro. Il campo dovrà dire ancora la sua. Cristiano Ronaldo, intanto, sarà presentato dalla società lunedì, all’Allianz Stadium dopo le visite mediche, Dopo di che il nuovo numero 7 bianconero ripartirà per le vacanze. Beato lui.


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