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Prof. Santo Raffaele Mercuri, Primario Unità di Dermatologia e Cosmetologia presso L’Ospedale San Raffaele di Milano (sede centrale – Centro Resnati – Centro Respighi – Ambulatori Cesare Pozzo – Ambulatori Ville Turro).

 di Ines Roncaglia

Classe 1964, nato a Giffone, un ameno paesino dell’Aspromonte, Raffaele Santo Mercuri si  laurea in Medicina e Chirurgia, così come pure la specializzazione in Dermatologia e Venereologia, presso l’Università degli Studi di Messina, entrambe con il massimo dei voti e la lode. Ed è proprio a Messina che muove i primi passi come medico. Per amore del suo lavoro decide di emigrare al Nord, dove diventa prima Consulente presso l’Ospedale San Raffaele di Roma nel 1996 e, poi, presso l’Ospedale San Raffaele di Milano dal 1999. Dal 2002 è primario dell’Unità di Dermatologia  e Cosmetologia presso l’Ospedale San Raffaele di Milano e dall’anno accademico 2006/2007 è Professore a contratto di Dermatologia e Venereologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Dal 2009 è un Inviting Professor presso l’Università degli Studi di Campobasso e dal 2013 presso l’Università degli Studi di Parma. Speaker per numerosi congressi e Workshop nazionali ed internazionali, dove ha  apportato un contributo ritenuto significativo, per ambiti inerenti i miei studi (laser terapia -vitiligine -chirurgia dermatologica) è membro di numerose società, tra cui: SiDeMaST, ADOI, Associazione Dermatologi della Magna Grecia, Associazione Dermatologi Ionici, Associazione dermatologi Cattolici Italiani. Nel marzo 2011 è stato nominato Medico Esperto in Dermatologia presso il Consiglio Superiore di Sanità presso il Ministero della Salute. A lui, volto noto del piccolo schermo e tra i più seguiti per i consigli che dà per diventare più belli e più giovani, senza distinzione di sesso, What-u ha posto venti domande per saperne un po’ di più sui suoi inizi, i traguardi, i sogni avverati, ma anche per farci rivelare qualche consiglio da rimandare a settembre sul fronte estetico, le novità nel campo del ringiovanimento cutaneo, e poi riguardo l’eliminazione dell’acne e delle cicatrici e qualche consiglio last-minute sull’imminente (per chi non è proprio in procinto di partire) per affrontare con più sicurezza la prova costume.

Professor Mercuri ci racconti i suoi inizi….

Quando mi iscrissi a Medicina e Chirurgia volevo fare il chirurgo ma al secondo anno mio fratello ebbe una fortissima reazione allergica alla penicillina e alla aspirina. Ebbe la sindrome di Lyell, o necrolisi epidermica tossica, per cui ebbe una necrosi dell’epidermide. Decisi che la dermatologia doveva essere la mia strada. Ho sempre pensato che la pelle fosse il riflesso di ciò che siamo ed è un mezzo di comunicazione delle psiche. Pensate per esempio a quando uno si emoziona o si arrabbia, la pelle a volte si arrossa. La pelle è anche l’organo più esteso del nostro corpo e può rivelare segnali importanti di quello che non funziona dentro di noi. Ecco perché ho scelto di fare il dermatologo.

I primi traguardi raggiunti?

Venire a lavorare in un istituto prestigioso come l’IRCCS Ospedale San Raffaele è stato sicuramente, dopo la laurea, il traguardo più importante. Dopo un’esperienza all’Ospedale San Raffaele di Roma, dal 2002 dirigo l’unità di Dermatologia qui al San Raffaele di Milano, una delle 18 strutture di eccellenza del Gruppo San Donato. Qui collaboro con specialisti eccellenti, inoltre la preparazione clinica, didattica e scientifica è di alto livello e siamo competitivi non solo in Italia, ma anche all’estero.

Gli ultimi?

Altri traguardi importanti sono stati sicuramente presiedere il Convegno sulla vitiligine (dedicato ai pazienti) nel 2008 a Milano e presiedere il Vitiligo World Congress nel 2010 sempre Milano. La vitiligine è sicuramente uno dei miei campi di maggior interesse.

La sua più grande soddisfazione?

Riuscire a curare i pazienti: arrivano da noi con diversi problemi che compromettono molto spesso la loro vita sociale e lavorativa. Cerchiamo non solo di curare la malattia in sé, ma di accompagnarli in un percorso di cura completo.

Un obiettivo raggiunto?

Cerco sempre di tenermi aggiornato, così come tutto il mio staff, e di offrire ai pazienti le terapie più avanzate. Tra queste sicuramente le terapie per la vitiligine: l’unità che dirigo è infatti centro di riferimento per la diagnosi e il trattamento della vitiligine attraverso l’impiego di apparecchiature laser di ultima generazione (laser a eccimeri e UVB a banda stretta) e per la diagnosi e la terapia della psoriasi e delle malattie autoimmuni (centro PSOCARE) attraverso l’impiego di farmaci biologici e laser a eccimeri.

Un sogno ancora nel cassetto?

Ci sono tanti sogni nel cassetto, tra questi quello di poter insegnare ai giovani medici questa meravigliosa disciplina che è la dermatologia: è un campo di interesse vastissimo e in continuo aggiornamento.

Che cosa le chiedono maggiormente le sue pazienti?

Le pazienti molto spesso chiedono trattamenti cosmetologici contro l’invecchiamento cutaneo (laser, radiofrequenza e filler), per le adiposità localizzate – siamo uno dei primi centri in Italia a disporre di un’apparecchiatura per il trattamento delle adiposità localizzate (Liposonix) – per le smagliature, le macchie e le cicatrici cutanee. Non mancano pazienti che richiedono terapie localizzate dei capelli (noi utilizziamo il trattamento con PRP e la chirurgia per la calvizie).

Quali ultimi interventi e cure che consiglierebbe last minute per affrontare la prova costume e non solo?

Il trattamento Strimline: è un nuovo macchinario utile per favorire il dimagrimento, il drenaggio dei liquidi e l’allenamento cardiocircolatorio della parte inferiore del corpo. Stimola la circolazione sanguigna – attraverso il tapis roulant – e l’allenamento aerobico della camminata permette di bruciare i grassi più velocemente ed efficacemente. Inoltre l’utilizzo dei raggi infrarossi e la loro penetrazione nel tessuto adiposo aumenta la temperatura corporea e permette così di drenare le cellule adipose ed espellere le sostanze di scarto attraverso il sistema linfatico. E’ un trattamento sicuro, efficace e senza rischi.

Quelli da rimandare a settembre?

Gli interventi che consiglio di rimandare a settembre sono quelli di rimozione dei tatuaggi e delle macchie del volto e delle mani. Questo perché per rimuovere un tatuaggio e/o le macchie cutanee molto spesso sono necessarie più sedute ed inoltre è fondamentale proteggere la pelle sempre, per tanto se si va in vacanza e si prende il sole non è sicuramente il momento indicato per questo tipo di interventi.

Come valuta l’opportunità di fare o non fare un intervento di estetica?

È fondamentale prima di tutto fare un colloquio approfondito con la paziente per capire il perché vuole sottoporsi a un trattamento e qual è il suo obiettivo. Molto spesso i pazienti arrivano a noi con dei sogni che non sempre possiamo realizzare. È importante affrontare insieme le problematiche e focalizzarci su un obiettivo possibile.  Quando l’obiettivo della paziente è diverso dalle reali possibilità di riuscita dell’intervento, in questo caso è meglio non farlo piuttosto che avere un paziente insoddisfatto.

Nella sua casistica quanto è più forte la motivazione psicologica rispetto alla necessità reale dell’intervento?

Non sempre siamo in grado di concretizzare i sogni dei pazienti: è per questo che bisogna sempre essere chiari, non creare illusioni ma piuttosto costruire un percorso che porti a un obiettivo concreto e possibile.

Belle non solo le donne. L’intervento più richiesto dagli uomini?

Anche gli uomini tengono molto alla forma fisica per cui gli interventi più richiesti sono quelli di riduzione dell’adipe localizzato nella zona dell’addome e la riduzione delle cosiddette maniglie dell’amore.

Le novità nel campo del ringiovanimento cutaneo?

Tra le novità troviamo la cultura e impianto dei fibroblasti: essi sono la nostra officina di produzione del collagene e dell’elastina, sono la cosiddetta “fabbrica delle nostra bellezza”. Il trattamento funziona in questo modo: il medico dermatologo preleva un segmento di pelle dalla parte posteriore dell’orecchio. Il segmento di pelle viene poi inserito in una provetta sterile e dopo vari passaggi da questo materiale viene prelevato il plasma che contiene il siero, essenziale per la crescita di fibroblasti. I campioni vengono trasferiti in un laboratorio idoneo e viene avviato il processo di coltura delle cellule per circa 5 o 6 settimane. Al termine del processo – solitamente si ottengono 10 milioni di fibroblasti – il contenuto delle provette viene inserito in apposite siringhe pronte per essere iniettate dal chirurgo dermatologo nelle rughe naso-labiali, nelle linee sottili perioculari, sul viso, sul collo e sul dorso delle mani. È importante sottolineare che questi trattamenti devono essere eseguiti in strutture specializzate.

Fino a quale età si può tentare la rincorsa alla giovinezza?

Da dermatologo posso dire che, a meno di contro indicazioni, non ci sono limiti di età. Se la prospettiva di vita è quella dei 120 anni, direi che fino a 100 è possibile eseguire trattamenti. Certamente bisogna anche imparare ad accettarsi.

A quale età compare l’acne e quando e come intervenire?

L’acne è un disturbo strettamente correlato con gli ormoni androgeni presenti nel sangue, essa si manifesta più frequentemente e in modo più aggressivo nella pubertà, in concomitanza con lo sviluppo sessuale, circa a 13/14 anni. Bisogna intervenire precocemente per evitare il formarsi di cicatrici poi difficili da curare.

L’acne è possibile combatterla e sconfiggerla definitivamente?

Il compito più difficile per il dermatologo è quello di scegliere la terapia adatta per ogni paziente e di non limitarsi, come accadeva un tempo, alla semplice prescrizione di creme o farmaci per uso sistemico. Oggi è possibile trovare una cura reale ed efficace per tutte le tipologie d’acne, anche per le forme più severe, come la cheloidea o la nodulo-cistica, e per i quadri clinici più complessi ed eterogenei, come nei casi della tardiva o della polimorfa. Tra i trattamenti a disposizione c’è la terapia fotodinamica il cui principio si basa sulla facoltà della luce di attivare una farmaco fotosensibile, in questo caso l’acido 5-aminolevulinico. Si tratta – anche in questo caso – di un trattamento da non eseguire nei periodi estivi perché dopo le sedute di terapia fotodinamica bisogna evitare per alcuni giorni l’esposizione prolungata ai raggi ultravioletti.

Cicatrici quali i metodi per migliorarle ed eliminarle?

Abbiamo due trattamenti innovativi possibili: il primo si chiama Fraxel, un trattamento non ablativo che consiste nel produrre migliaia di minuscole, ma molto profonde, colonne di attività termica che raggiungono il derma profondo, lasciando il tessuto circostante integro e intatto. Il trattamento favorisce il naturale processo di guarigione dell’organismo grazie al quale la pelle con imperfezioni cutanee (es. cicatrici depresse post-acneiche, rughe, macchie scure del volto, come melasma e lentigo solari) viene sostituita da tessuti sani e nuovi. Il secondo è il laser Co2 frazionale con scanner, utile per le cicatrici ma anche per il fibroma pendulo, lo xantelasma, il nevo verrucoso, l’angioma, la rinofima, la verruca e le cheratosi.

Quali sono state le motivazioni per le quali lei ha detto di no a un intervento estetico?

Quando l’obiettivo della paziente era diverso dalle reali possibilità di riuscita dell’intervento.  In questo caso è meglio evitare un intervento piuttosto che avere un paziente insoddisfatto.

Quando un intervento è necessario a seguito dell’asportazione di masse tumorali (nei), quale tipo di assistenza viene riservata al paziente prima e dopo? 

Il melanoma cutaneo è un tumore maligno della pelle. Deriva dalla trasformazione tumorale dei melanociti, alcune delle cellule che formano la pelle. Il principale fattore di rischio per il melanoma cutaneo è l’esposizione eccessiva alla luce ultravioletta, (rappresentata soprattutto dai raggi del sole) oltre che da una predisposizione genetica. Anche lampade e i lettini solari sono sorgenti di raggi ultravioletti, quindi non bisogna assolutamente abusarne. Possiamo accorgerci che qualcosa non va se il solito neo cambia aspetto oppure se ne compare uno nuovo con determinate caratteristiche. Ricordiamo che solo un terzo dei melanomi insorge su nei preesistenti. Fino a pochi anni fa non vi erano terapie specifiche per il melanoma metastatico, da qualche anno la sopravvivenza media dei pazienti è aumentata grazie all’introduzione delle cosiddette “target therapies” ovvero terapie bersaglio che vanno a colpire determinati melanomi con determinate mutazioni e grazie anche all’avvento dell’immunoterapia. Il paziente qui da noi viene accolto nel percorso di trattamento e cura da un team multidisciplinare composto dal chirurgo dermatologo, dall’oncologo e se necessario abbiamo a disposizione anche uno psicologo. Una volta asportato il melanoma il paziente entra in un percorso di screening che coinvolge non solo lui ma anche i suoi familiari, per cui ogni 6 mesi viene consigliata una mappatura completa di tutti i nei. Il team medico e infermieristico è inoltre a disposizione del paziente per affrontare ogni tipo di esigenza e problematica.

Mai dire mai a cosa…?

Alla cura di se stessi.


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