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di Beppe Vigani

L’Inter sta trattando il forte centrocampista del Real Madrid. Il nodo da sciogliere è l’elevato ingaggio del quasi 33enne croato. L’Inter chiama, Luka Modric risponde. Inizia così una nuova storia estiva, del pallone sotto l’ombrellone. Se la sponda rossonera del Naviglio festeggia l’arrivo di Higuain e Caldara e, soprattutto, la partenza di Bonucci, quella nerazzurra sogna a occhi aperti la venuta del messia croato, vero fuoriclasse dell’arte pedatoria, califfo mondiale di centrocampo, ineguagliabile interprete di un calcio fatto di poesia e talento cristallino. Il Real Madrid, la squadra più forte del mondo, dopo aver perso Cristiano Ronaldo e mister Zidane, rischia l’addio anche di Modric. Il croato, ancora in vacanza in Sardegna, è atteso l’8 agosto a Madrid, data del probabile incontro con Perez nel quale il giocatore sembra intenzionato a chiedere la cessione ricordando la promessa fatta anni fa dal presidente: “Se vinci tre Champions sei libero di andare”.

Così San Siro, in un solo colpo, riscopre nuovamente i galloni di Scala del calcio, dopo anni di follie, fatti di bidoni, titoli di giornali inutili, chiacchiere e distintivi. L’arcano però incombe nella zucca di chi non l’ha solo per dividere le orecchie. Modric perché verrebbe all’Inter, dopo aver vinto 4 Champions con i Blancos? I motivi sono diversi. Innanzitutto la consapevolezza che il ciclo sia finito. Il presidente del Real, Florentino Perez, pare stia usando lo sfollagente per liberarsi degli ultra trentenni. Un motivo non secondario è la questione fiscale che in Spagna sta coinvolgendo diversi calciatori. Non va sottovalutata anche la forte ascendenza della moglie di Luka, Vanja Bosnic, la quale sta cercando di convincerlo a seguire i suoi connazionali: Perisic, Brozovic e Vrsaljko, l’ultimo arrivato non più di quarantotto ore fa. È ovvio che il sodalizio nerazzurro sta pesando sulla bilancia alcune considerazioni che non passano in secondo piano. Prima di tutto l’età. Il centrocampista, nativo di Zara, compirà il 9 settembre 33 primavere; certo non da catetere, ma si comincia a entrare nella fase di bolliti misti. Per i centrocampisti, anche quelli di rara bellezza come lui, i chilometri fatti sono tanti e non è detto che la cinghia di trasmissione sia più quella di una volta. Il secondo dubbio, quello che alla fine conta di più, anche per i non pezzenti, è l’ingaggio. Modric avrebbe lo stesso stipendio da 10 milioni, più 1,5 di bonus fino al 2022, due anni in più rispetto al 2020, quando scadrà il contratto con il Real Madrid. In più il giocatore beneficerebbe di un regime fiscale agevolato. Sullo stipendio percepito dall’Inter pagherebbe le normali tasse, ma i redditi prodotti all’estero sarebbero soggetti a un’imposizione sostitutiva forfettaria annuale di 100 mila euro: un bel guadagno, cifre fuori mercato in Italia, a parte Cristiano Ronaldo, su cui è meglio sorvolare per non creare problemi a chi studia macroeconomia. Al Real andrebbero circa 12-15 milioni per il prestito oneroso e a giugno dell’anno prossimo (quando Modric sarà in scadenza con gli spagnoli e avrà quasi 34 anni) altri 20-25 milioni per il diritto di riscatto. Il club nerazzurro resta in fiduciosa attesa e capirà l’evoluzione la prossima settimana.

Il nodo da sciogliere ora passa attraverso le mani e il melone degli agenti del giocatore: se loro riusciranno a liberarlo dal Real Madrid a un prezzo accettabile e alle condizioni dell’Inter – ovvero se riusciranno a convincere Perez ad annullare la causola rescissoria di 750 milioni che Suning dovrebbe pagare al Real Madrid per avere Modric – il calciatore croato riuscirà a indossare la maglia dell’Inter.  Quali potrebbero essere le condizioni di Perez e quelle di Suning è ancora un fitto mistero.

Quello che è certo è che l’Inter non ha intenzione di trattare con Florentino Perez, vuole ritrovarsi con l’operazione già impacchettata dagli agenti, come accaduto per il passaggio di Ronaldo alla Juventus, realizzato quasi in toto da Jorge Mendes.

E’ un momento caldo per i tifosi nerazzurri che, solo pochi giorni fa, erano stati folgorati dal possibile arrivo di Vidal, guerriero del Bayern, che nelle ultime ore è stato dimenticato nel parcheggio di qualche cervellone col risultato che ora Re Artù è stato accostato al Barcellona. Modric farebbe dimenticare il cileno, ma se non dovesse arrivare nessuno di questi due l’Inter rischierebbe di finire in un mare di cioccolata. Tifosi compresi.


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