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Michael Schumacher

di Paolo Nardi

Dopo il no a Willi Weber, lo storico manager da lungo tempo di Michael Schumacher, presente in tutti i momenti clou della sua carriera costellata di record e vittorie fino al 2005, anche per Rubens Barrichello, pilota brasiliano ex-Formula 1, che tra il 2000 e il 2005 è stato compagno di di Schumacher alla Ferrari, (assieme avevano vinto 5 titoli Costruttori), la porta di casa Schumacher continua a restare chiusa. «Ho tentato in tanti modi di andarlo a trovare», ha detto Barrichello, «al mio primo tentativo, hanno rifiutato. Mi hanno detto: «Non stai facendo del bene né a lui e né a te stesso. Quindi ora non ho notizie di lui», riporta il quotidiano tedesco Die Welt.

C’è chi dice che proprio ora che la riabilitazione di Schumi, (N.d.R. che lo scorso 3 gennaio ha compiuto 50 anni), ha iniziato a dare i risultati sperati, la famiglia, in primis la granitica moglie Corinna, e il suo addetto stampa Sabina Kehm, preferiscono ancora di più mantenere il più stretto riserbo sul suo stato di salute per evitare il diffondersi di informazioni e rumors che non gioverebbero al 7 volte campione del Mondo e potrebbero soltanto inficiare la sua tranquillità. «Ogni frase», ha detto in passato Sabine Kehm, «è l’innesco di nuove richieste, ogni parola è un segnale per ulteriori informazioni. Non sarebbe mai tranquillo».

«Tutti possono essere sicuri che è nelle migliori mani », è il messaggio che
Corinna Schumacher ha divulgato a nome della famiglia, e che stiamo facendo tutto il possibile per aiutarlo”. Aggiungendo pochi giorni fa:
«Il desiderio di Michael, è che un tema sensibile come la salute, resti tutelato dalla privacy».

Pochi gli eletti che hanno avuto il permesso di andarlo a trovare, l’amico di una vita Jean Todt, ex amministratore delegato della Ferrari SpA e direttore generale della Scuderia Ferrari e Luca Badoer ex pilota della Scuderia Ferrari, anche lui molto vicino alla famiglia.

Mick Schumacher

Quello che fa tirare un sospiro di sollievo a tanti amici e fan è la notizia che a distanza di 5 anni dopo il grave incidente di sci del 29 dicembre 2013 sulle nevi francesi, ora Michael sta davvero migliorando. Una nuova sferzata di energia per la famiglia e soprattutto per il figlio Mick, che da questa disgrazia ha tratto la forza e la determinazione che già tanto lo fanno somigliare a papà Schumi sulle piste.

Non a caso, proprio oggi Mick ha aggiunto un altro tassello a quella che si profila una prestigiosa carriera sportiva: è entrato a far parte della Ferrari Driver Academy, come annunciato dalla stessa “scuola piloti” di Maranello. Così dopo avere gareggiato in F3, ora Schumi jr, nel 2019 correrà nel campionato di Formula 2 e dalla settimana prossima sarà impegnato con i compagni della FDA nelle attività di preparazione pre-stagione.


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