MODA AL FEMMINILE. IL SUCCESSO? «SAPERE ESSERE INNOVATIVE»

  • 29
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

What-u ha intervistato Fiorella Ciaboco, Caterina Maestro, Tina Zanaboni per farsi raccontare la loro storia

di Ilaria Monti

Sono 13 mila le imprenditrici nei settori della moda, inclusa produzione e commercio, su 93 mila in Italia con 32 mila addetti. Principale sedi d’impresa nel fashion femminile è Milano con 4.398 imprese e quasi 10 mila addetti. Moda, crescono le designer, +10% le imprese a Milano in un anno, +5% in Lombardia e +5% in Italia. Quattro imprese su dieci nella moda sono guidate da una donna, in Lombardia e in Italia. 

Da sinistra Caterina Maestro, Debora Oliosi, Tina Zanaboni, Marzia Maiorano, Fiorella Ciaboco, Melania Benassi e Alessandra Guffanti

Così dopo la Fashion Week, What-u ha intervistato alcune delle stiliste che sul territorio lombardo hanno una presenza significativa perché hanno puntato su un modello imprenditoriale innovativo e proprio per questo motivo sono state scelte dal Presidente del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi Marzia Maiorano, per parlare di moda al recente convegno “Sfilata Innovazione, a Palazzo Giureconsulti al quale poi è seguita una mostra presso “Yes Milano Tourism Space”, dove le imprenditrici hanno fatto sfilare le loro creazioni.  Ma chi sono queste fashion entrepreneur che si sono distinte per creatività e la voglia di un nuovo tipo di imprenditorialità?

What-u ne ha intervistate alcune. Fiorella Ciaboco, Caterina Maestro, Tina Zanaboni per farsi raccontare la loro storia. 

Fiorella Ciaboco, titolare dell’omonima Sartoria FIORELLA CIABOCO

Fiorella Ciaboco, titolare dell’omonima sartoria Fiorella Ciaboco, dopo essersi diplomata in modellistica a Perugia, ha dato vita al suo primo laboratorio nel 1987, a 21 anni.  Il laboratorio sartoriale, con sede a Jesi, è composto da maestranze specializzate. Una piccola e affiatata squadra di esperte che, dal taglio alla confezione, partecipa attivamente alle singole fasi produttive per garantire il miglior risultato. «Ad ogni capo viene dedicato un tempo esclusivo. Dal progetto alla confezione, dalla scelta dei tessuti alle rifiniture a mano, ogni modello viene affrontato e curato in ogni minimo dettaglio in un’appassionata e instancabile ricerca della perfezione», spiega Fiorella. «Modelli, tessuti, accessori, tutto è a portata di mano affinché ogni cliente possa partecipare attivamente alla scelta e alla creazione del proprio abito. Bellezza intramontabile e praticità sono le coordinate principali che guidano lo stile della sartoria».

Fiorella Ciaboco nella sua sartoria
Fiorella Ciaboco con Marzia Maiorano,
Presidente del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi

E riguardo al know how aggiunge: «Puntiamo sulle forme classiche rivisitate da accorgimenti innovativi e tessuti tecnologici che suggeriscono nuove interpretazioni dell’eleganza senza tempo. E per soddisfare la richiesta crescente di un pubblico alla ricerca dell’abito fatto a mano, nel 2002 la sartoria avvia un ponte con il mercato milanese che nel 2010 si concretizza con l’apertura nel 2010 di un atelier in Corso Como a Milano, poi trasferito in una sede più grande in via Carlo De Cristoforis, a due passi da piazza Gae Aulenti».  Obiettivi dell’azienda? «Uno appena realizzato è stato quello di finalizzare una partnership con Design Boutique Italia, www.designboutiqueitalia.it , altra eccellenza del made in italy che è sia un luogo dove acquistare, online e nello store, oggetti, opere d’arte, accessori e molto altro realizzati in unici esemplari, ma anche punto di incontro per eventi, mostre, incontri tra collezionisti ed estimatori del bello. Il secondo è quello di fondare una scuola di formazione».

Caterina Maestro, founder e Ceo di DRESSYOUCAN

Per Caterina Maestro, founder e Ceo di DressYouCan, l’idea di lavorare nel mondo nasce nel 2014 quando è in vacanza con amiche in Marocco, e in un clima di shopping compulsivo condiviso, inizia a pensare all’idea di avere e condividere un grande armadio stipato di abiti da condividere con le amiche. Quella che allora era solo un’idea è oggi un nuovo capitolo per la moda: è il capitolo dell’Airbnb dei guardaroba, accessibile da ogni punto di vista: economico, fisico e ideologico, dove mettere a noleggio i propri abiti (e dunque ottimizzare il proprio capitale), prendere a noleggio i vestiti a catalogo (approfittare delle risorse condivise) e contribuire a rendere l’approccio alla moda più sostenibile.

Da sinistra, Caterina Maestro, Ceo,  Carola Ferrari, chief financial officer, Elena Battaglia, direttore marketing
Da sinistra, Gloria Contrafatto showroom manager,
Elena Battaglia direttore marketing ,
Caterina Maestro Ceo, Carola Ferrari chief financial officer

«A 2 anni dall’apertura del nostro primo negozio, siamo orgogliose di rivendicare una conoscenza profonda del prodotto e dei processi di noleggio, il servizio è all inclusive, così che ogni donna possa realmente accedere ogni giorno ad un “Armadio Infinito” senza preoccupazioni di sorta», spiega Caterina.

Che cosa differenzia Dressyoucan dagli altri players del mercato? «Il fatto di fornire a giovani designer emergenti una vetrina per promuovere le loro creazioni senza incorrere in costi fissi grazie a uno speciale accordo di partnership con noi», precisa Caterina,  «e contestualmente offrire alla clientela l’opportunità di permettersi il lusso di un look diverso ogni giorno senza farsi venire i sensi di colpa che di prassi assalgono molte di noi quando ci avventuriamo in acquisti d’impulso offrendo l’opportunità di scegliere tra una vasta gamma di abbigliamento, grazie alla fornitura congiunta e spontanea di utenti privati e giovani designer, ma anche grazie alla presenza  di marchi di fama internazionale, con la formula del noleggio, dello sharing e del pay-per-use».

Una foto d’interni dell’atelier DRESSYOUCAN

Ma come funziona la vostra formula di noleggio? «Abbiamo pensato a una formula di fruizione in abbonamento in couponistica. In pratica acquistando una DressCard, al costo fisso di 299€, si ha la possibilità di usufruire di 4 noleggi in un anno. Ma se una persona preferisce optare per il noleggio di un singolo prodotto, che può essere una pochette, un copriabito, un abito, delle scarpe, il costo parte dai 44 euro fino a un massimo di 144 euro. E in caso di ripensamento è previsto il cambio abito o accessorio». Quali i vostri obiettivi? «Abbiamo in programma di ampliare la gamma di prodotti che offriamo ai nostri clienti, per esempio aggiungendo gioielli, abbigliamento bambina, premaman, abbigliamento extra-size e, proprio in occasione della prossima design week lanceremo il primo “not for sale store” a Milano per fashion».

Tina Zanaboni, titolare di GIADA SPOSI, con Devin Devasquez moglie di Ron Moss

Devin Devasquez moglie di Ron Moss
Tina Zanaboni con Ron Moss, il mitico
Ridge Forrester nella soap opera “Beautiful”

Per Tina Zanaboni, titolare assieme al marito Pierluca, dell’azienda “Giada Sposi” e componente del Comitato per l’Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Milano, delegata da Unione Artigiani della provincia di Milano, la sua avventura nel campo della moda nasce a nord di Milano, in Brianza, precisamente a Bovisio Masciago circa 25 anni fa, anche se la sua passione per la moda ha inizio molto tempo prima. «Sono sempre stata attratta dai tessuti e affascinata dal modo in cui potevano essere trasformati», spiega Tina. «Studiare moda mi ha dato la conferma che questa mia passione poteva diventare qualcosa di più. E quando quasi per caso ho iniziato a lavorare nello studio di un rinomato stilista monzese, ho capito che il mio ruolo nel mondo della moda era quello di dedicarmi all’abbigliamento da sposa e dell’alta moda». E poiché l’audacia apre tante porte  nel 1994 , Tina con l’aiuto del marito Pierluca, apre il primo atelier.

Tina e Pierluca Zanaboni alla
75ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia



«La nostra azienda nasce come studio di progettazione di abiti da sposa, da cerimonia, e di abiti eleganti per le grandi occasioni creando e sviluppando i prototipi  per le più grandi griffe di abiti da sposa. Le fasi del processo lavorativo sono molteplici. Partendo dall’idea e dal disegno iniziale, alla scelta dei tessuti, e successivamente al modello, al taglio, al cucito, fino alla realizzazione dell’abito finale», spiega Tina, «intercorre un processo creativo e tecnico veramente minuzioso in tutte le fasi della lavorazione. Il nostro punto di forza è la creazione sartoriale di abiti esclusivi da sposa e cerimonia “su misura. La ricerca costante di nuovi materiali e tecniche lavorative sono un tassello molto importante per la nostra azienda, perché ci permette di essere sempre aggiornati e stare al passo con i tempi».


Francesca Brambilla modella e showgirl in “Avanti un altro”, lo scorso settembre,
alla 75ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia (abito Giada Sposi)

 Quali le problematiche di questo settore? «Purtroppo, attualmente, la ricerca di personale è sempre più difficoltosa e il mercato dell’abbigliamento è saturo di capi a basso costo provenienti da manifatture estere. Per noi l’innovazione è stata anche quella di entrare, negli ultimi anni, in mercati più specifici, in particolar modo nel mondo dello spettacolo, vestendo le celebrities durante grandi eventi come Sanremo, il festival del cinema di Venezia e ultimamente anche nella notte degli Oscar di Hollywood».


Marzia Maiorano, Presidente del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi

Ora alla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi Milano,
dopo il successo del recente convegno “Sfilata Innovazione, a Palazzo Giureconsulti e la mostra, ha in agenda nuovi appuntamenti dedicati alla Moda. Marzia Maiorano, Presidente del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi ha così commentato l’ultima kermesse: «E’ stata un’iniziativa tutta dedicata alla valorizzazione della creatività al femminile in un settore importante come quello della moda. Un’opportunità per sottolineare, anche attraverso il lavoro di queste stiliste, come il saper innovare sia centrale per rafforzare la competitività di tutte le imprese».   


  • 29
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

What-u.com

Executive Editor Patrizia Vassallo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »
error: Content is protected !!