ASSOMUSICA CHIEDE SANZIONI PER I SITI DI “SECONDARY TICKETING”

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Segnalate all'Agcom maggiorazioni fino a 15 volte e oltre dei prezzi ufficiali dei biglietti sui siti 'Viagogo', 'StubHub' e 'MyWayTicket' per alcuni concerti come i tour di Jovanotti, Laura Pausini, Biagio Antonacci, Elisa, The Giornalisti e Jack Savoretti

Assomusica, l’associazione degli organizzatori e produttori di spettacoli di musica dal vivo, alla quale aderiscono oltre 120 imprese che realizzano l’80% dei concerti in Italia, ha presentato un esposto all’autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) e all’Antitrust (Agcm) per chiedere di sanzionare i siti di secondary ticketing, segnalando all’Agcom le maggiorazioni fino a 15 volte e oltre dei prezzi ufficiali dei biglietti sui siti ‘Viagogo’, ‘StubHub’ e ‘MyWayTicket‘ per alcuni concerti come i tour di Jovanotti, Laura Pausini, Biagio Antonacci, Elisa, The Giornalisti e Jack Savoretti. Un esempio? Per il tour di Jovanotti ‘Jova Beach Party‘ a fronte di un biglietto con posto unico fissato a 52 euro per la data del 28 agosto a Lignano Sabbiadoro, su Viagogo si può arrivare fino a 300 euro, cioè 6 volte in più (+500%). Per altre date (6 e 27 luglio 2019) su MyWayTicket si possono toccare anche i 402 euro e su StubHub anche i 960 euro (+1.750%)”.

ASSOMUSICA CHIEDE SANZIONI PER I SITI DI "SECONDARY TICKETING"

Il 29 marzo scorso, sul sito di Assomusica, il presidente di Assomusica, Vincenzo Spera aveva scritto: “Siamo contrari a ogni forma di bagarinaggio ma i consumatori devono sapere che con l’introduzione dal 1° luglio del biglietto nominativo per i concerti dal vivo, i costi dei biglietti aumenteranno, cambiare il nome dell’utilizzatore non sarà una procedura veloce e si creeranno più code agli ingressi per i controlli”.

“Quest’emendamento”, ha proseguito Spera, ” approvato nell’ultima legge di bilancio del Governo come strumento di contrasto al fenomeno del secondary ticketing rischia di generare soltanto un grande caos. Per attuare i necessari controlli, gli organizzatori dovranno aprire i cancelli molto tempo prima, impegnando più personale su più turni. Questi costi saranno pagati dai cittadini che acquisteranno il biglietto, aumenteranno code e tempi di attesa, specie in occasione di grandi manifestazioni. I consumatori non potranno più regalare un biglietto a un familiare, amico o parente. Le procedure per il cambio del nominativo non saranno semplici e immediate e potranno comportare ulteriori costi. In questo scenario rischiamo di perdere anche i grandi gruppi organizzati”.

“Assomusica – proseguiva la nota – è da sempre sensibile al tema della legalità e si è già adoperata per limitare il fenomeno del ‘bagarinaggio online’ proponendo, in altre occasioni, misure ritenute idonee a superare questo annoso problema per la filiera. Anzitutto si possono chiudere tutti i siti di rivendita dei biglietti o si possono utilizzare delle app che consentono di tracciare l’eventuale passaggio di mano dei biglietti già emessi. Pur condividendo l’obiettivo che la legge si prefigge, riteniamo che le misure disposte, invece di perseguire l’attività criminosa di alcuni soggetti e/o imprese che sono la causa del fenomeno e che su di esso lucrano ingentemente, colpiscano fortemente i consumatori e gli organizzatori di spettacoli dal vivo, comportando ricadute negative, certe, sull’intero settore”.

“Il settore della musica live – ha concluso Spera – rappresenta una filiera di circa 1000 imprese che dà lavoro a oltre 36.000 persone, impiegate direttamente nel settore. L’anno scorso il comparto ha avvicinato al mondo degli spettacoli e della cultura popolare quasi 10 milioni di spettatori, specialmente giovani. Gli spettacoli di musica dal vivo creano valore a livello locale e costituiscono una cinghia di trasmissione per lo sviluppo del Made in Italy (turismo, enogastronomia, cultura ecc.). Da una ricerca di Cerved si evince come i concerti di musica popolare contemporanea siano uno stimolo per l’economia del territorio: la ricaduta minima sulle città è di 1,20 € aggiuntivi per ogni euro speso sul biglietto – pertanto, pur nella comprensione dell’obiettivo della proposta, riteniamo ingiustificato colpire un settore florido dell’industria culturale.”


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Mi chiamo Patrizia Vassallo, sono il direttore di What-u, scrivo da sempre, da quando alle elementari ho iniziato a fare il mio primo giornalino scolastico e sono una giornalista professionista dal 1993 (iscritta all'Albo dei Giornalisti Professionisti della Lombardia). Ho lavorato per alcuni quotidiani, (Il Secolo XIX, Il Mercantile, The Daily Mirror, Le Monde), e poi per molti magazine italiani e alcuni stranieri, The Face, Gente, Onda Tv, Gente Viaggi, Gioia, Gente Money, Il Nostro Budget, Eva Tremila, Marie Claire), sono spesso stata in giro per il mondo... Ora, da poco più di un anno, sono il direttore di What-u! Scrivere per me non è una professione, ma una passione da condividere con i lettori!

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