PER UE, ITALIA ULTIMA PER CRESCITA, LEGA E M5S DISCUTONO SUI TAGLI DELLE TASSE - WHAT-U

di Manfredi Willerman

Ieri al ministro Lorenzo Fontana è stato assegnato il ministero degli Affari Europei e ad Alessandra Locatelli, prima alla Camera dei Deputati, sono state consegnate le deleghe per quello della Famiglia. “Si tratta di uno spostamento con l’acquisizione di un nuovo ministro nella compagine governativa di cui completiamo l’assetto e potremo così proseguire l’attività di governo” aveva detto il premier Giuseppe Conte.

Lorenzo Fontana, nominato ministro degli Affari Europei ha promesso grandi passi per l’Italia affinché non venga più considerato un paese di serie B”. Il vice premier e ministro dell’Interno Matteo Salvini intanto va dritto come un treno sul suo piano della flat tax. “Non da subito e non per tutti”, avevo detto qualche giorno fa.  E poi non un’aliquota fissa sui redditi che verrebbe a costare troppo, circa 15-17 miliardi di euro, com’era stata inizialmente concepita. Pertanto il governo starebbe pensando a una sua introduzione graduale. Un’potesi di flat tax pari al 15% per i redditi fra 35mila e 50mila euro, circa 3 milioni di italiani, che ora pagano un’aliquota media del 24% cui verrebbero dimezzate le tasse e, in alternativa, riduzione a tre scaglioni dell’IRPEF, modulando l’intervento nell’ambito di un piano triennale: si partirebbe nel 2020. La riduzione avrebbe un impatto anche sulla fascia di reddito 15-35mila euro, che paga in media tra il “16 e il 17%”mentre tra 0 e 15mila euro l’aliquota media è “il 5,41%”. Nella fase iniziale di introduzione della Flat Tax, il 15% si applicherebbe ai redditi individuali, studiando una soluzione compatibile con il quoziente familiare che vada a regime nel triennio. Per questo motivo ora la Lega starebbe studiando una soluzione compatibile con il quoziente familiare, in questo modo non ci sarebbe più un reddito famigliare tassabile, ma verrebbe calcolato un reddito pro-capite, ossia per ogni componente famigliare.

Il sottosegretario al Mef, Massimo Bitonci (Lega)

Il sottosegretario al Mef, Massimo Bitonci (Lega),  ha comunque ribadito che l’obiettivo rimane comunque quello di una semplificazione e di un alleggerimento del carico fiscale. E sul fronte imprese ha detto di avere in programma “un’ulteriore riduzione dell’Ires, già scesa dal 27 al 24%. Il traguardo finale è portare l’aliquota al 20% entro il 2021“.

A mettere le mani avanti sulle tasse e sulla flat tax ci ha pensato ancora una volta Di Maio che ha scritto i giorni scorsi su Facebook: “Sulle tasse ieri ho sentito parlare di condoni. Il Movimento 5S di condoni non ne fa e non ne farà mai e troviamo assurdo che, quando si parla di tasse, il primo pensiero di qualcuno sia fare dei regali ai grandi evasori. Per noi i grandi evasori vanno in carcere!”. E sulla flat tax ha aggiunto: “Sulla Flat Tax aspettiamo ancora le coperture. Basta che per farla non si aumenti l’Iva, appunto, o si tolgano soldi già in tasca agli italiani, perché sarebbe una presa in giro che già abbiamo visto per molti, molti anni”. Al momento i CinqueStelle stanno studiando nuove ipotesi di riforma fiscale, che riducano a tre gli scaglioni di reddito (rispetto agli attuali cinque), alzando contemporaneamente la no tax area a 10mila euro (dagli attuali 8mila). Anche l’emersione del contante è al centro delle loro elaborazioni, dopo il messaggio lanciato nei mesi scorsi da Salvini sulle ricchezze detenute nelle cassette di sicurezza. Il nuovo pacchetto leghista non si fermerebbe quindi a una riedizione di rottamazione e saldo e stralcio: come spiega il sottosegretario Massimo Bitonci ci sarebbero anche nuove norme per ridurre il contenzioso e un ampliamento alle imprese delle norme pensate per venire incontro ai contribuenti in difficoltà (si salda pagando il 16% il 20% o il 35% e si cancellano non solo sanzioni e interessi ma anche il debito originario). Nel decreto fiscale collegato alla manovra pare che ci sia l’intenzione di spingere l’emersione, tenendo conto deiredditi incrementali e dando una spinta ai pagamenti tracciabili, ma senza inasprimento del tetto al contante. Si pensa piuttosto all’azzeramento delle commissioni per le piccole transazioni con bancomat e carte di credito sotto i 30 euro.

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha ribadito che tra i provvedimenti su cui punta c’è la riduzione dell’Irpef, soprattutto per le classi medie, anche attraverso una riduzione delle aliquote e un accorpamento degli scaglioni. Continuando a sottolineare quanto espresso a Bruxelles ossia la sua preferenza per una “riduzione della fiscalità diretta a favore delle imposte indirette”. Una preferenza, insistono al Tesoro, espressa “da economista”, mentre nel suo ruolo di ministro Tria resta impegnato a disinnescare gli aumenti Iva con altre misure, così come chiesto dal Parlamento. Salvini intervistato dal giornalista Nicola Porro nel corso di “Quarta Repubblica” ha detto che sul taglio delle tasse si può trovare una sintesi tra M5S e Lega, con “un misto di flat tax e taglio del cuneo fiscale, possiamo anche trovare un accordo” firmando un impegno per introdurre la flat tax al 15% per le famiglie del ceto medio dal 2020.  Ora occorre solo attendere che dalle parole si passi ai fatti.

Intanto in Europa l’Italia resta ultima per crescita

La Commissione Ue lascia invariate le stime sulla crescita italiana del 2019 (0,1%), che definisce “marginale”, e del 2020 (0,7%), considerata una “ripresa moderata”. Per Bruxelles in Italia “non ci si attende che l’attività economica rimbalzi significativamente prima della fine dell’anno”, e “i rischi alla crescita restano pronunciati, specialmente nel 2020, quando le politiche di bilancio affrontano particolari sfide”. Con un Pil che sale di 0,1% nel 2019 e di 0,7% nel 2020, l’Italia resta ultima per crescita nella Ue in entrambi gli anni. Nelle nuove previsioni economiche della Commissione europea, è Malta al top nel 2019 (+5,3%), seguita da Ungheria e Polonia (+4,4%), e dall’Irlanda (+4%). In fondo alla classifica, ma prima dell’Italia, c’è la Germania (+0,5%), che però nel 2020 recupera (+1,4%).La crescita italiana 2019-2020 “è legata soprattutto ai consumi privati, sostenuti da prezzi dell’energia più bassi e dal reddito di cittadinanza. Ma questi fattori positivi è probabile che vengano attenuati da un mercato del lavoro meno dinamico e dal calo della fiducia dei consumatori associata all’aumento di risparmi preventivi”: lo scrive la Commissione Ue nelle nuove previsioni economiche.


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