DIMINUISCE LA DISOCCUPAZIONE IN TUTTA L'AREA EU - WHAT-U

di Marco Mangiagalli

Oggi la Fed ha tagliato i tassi di interesse di un quarto di punto. Si tratta del primo taglio del costo del denaro dalla crisi del 2008. Il costo del denaro scende in una forchetta fra il 2 e il 2,5%. La decisione non è stata presa all’unanimità. Esther George, il presidente della Fed di Kansas City, e Eric Rosengren, il presidente della Fed di Boston, hanno votato contro. Sulle prospettive economiche, restano incertezze, è emerso al termine della due giorni di riunione: “Agiremo in modo appropriato”.

Cosa sta accadendo sul fronte europeo?

Il tasso di disoccupazione destagionalizzato dell’area dell’euro (EA19) è stato del 7,5% a giugno 2019, in calo rispetto al 7,6% del mese precedente ossia maggio 2019 e allo stesso periodo dello scorso anno ossia al giugno 2018. Un tasso considerato record perché stimato il più basso registrato nell’area dell’euro dal luglio 2008. Nell’EU28 il tasso di disoccupazione si è aggirato intorno al 6,3% a giugno 2019, ed è risultato stabile rispetto al maggio 2019 e in calo nel giugno 2018 (6,8%), anche in questo caso facendo registrare un altro record come tasso più basso registrato nell’UE-28 dall’inizio gennaio 2000. Queste le cifre pubblicate da Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea che ha stimato che in totale i disoccupati nel giugno 2019 erano 15.674 milioni fra uomini e donne nell’UE-28, di cui 12.377 milioni nell’area dell’euro. Numeri in ribasso quindi visto che a maggio 2019, il numero di disoccupati è diminuito di 36.000 nella zona EU28 e di 45.000 nell’area dell’euro. Rispetto a giugno 2018, la disoccupazione è diminuita di 1,205 milioni nel EU28 e di 1,032 milioni nell’area dell’euro.

Tra gli Stati membri, i tassi di disoccupazione più bassi nel giugno 2019 sono stati registrati in Repubblica ceca (1,9%) e Germania (3,1%). I più alti invece sono stato rilevati in Grecia (17,6% ad aprile 2019) e in Spagna
(14,0%). Rispetto a un anno fa, il tasso di disoccupazione è sceso in 24 Stati membri ed è rimasto stabile in Estonia e Polonia, mentre è aumentato in Svezia (dal 6,3% al 6,4%) e in Lussemburgo (dal 5,6% al 5,8%). Il più grande
le riduzioni sono state registrate in Grecia (dal 19,8% al 17,6% tra aprile 2018 e aprile 2019), Cipro (dal 8,3% al 6,5%), Croazia (dall’8,6% al 7,1%), Irlanda (dal 5,9% al 4,5%) e Slovacchia (dal 6,7% al 5,4%).
A giugno 2019, il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti è stato del 3,7%, in aumento rispetto al 3,6% a maggio 2019 e in calo del 4,0% a giugno 2018.

Disoccupazione giovanile

Nel giugno 2019, 3.176 milioni di giovani (sotto i 25 anni) erano disoccupati nell’UE-28, di cui 2.251 milioni nell’area dell’euro. Rispetto a giugno 2018, la disoccupazione giovanile è diminuita di 239.000 nell’UE28 e di
179.000 nell’area dell’euro. Nel giugno 2019, il tasso di disoccupazione giovanile era del 14,1% nell’UE-28 e del 15,4% nell’UE area dell’euro, rispetto rispettivamente al 15,2% e al 17,0% a giugno 2018. A giugno 2019, i tassi più bassi sono stati rilevati in Germania (5,5%), Paesi Bassi (6,5%) e Repubblica Ceca (6,6%), mentre i più alti sono stati registrati in
Grecia (39,6% nel primo trimestre del 2019), Spagna (32,4%) e Italia (28,1%).

LE STIME DI ISTAT

Nel trimestre aprile-giugno 2019 crescita record dell’occupazione

Dopo la crescita registrata nei primi mesi dell’anno, a giugno 2019 la stima degli occupati risulta sostanzialmente stabile rispetto al mese precedente; il tasso di occupazione sale al 59,2% (+0,1 punti percentuali).La stabilità dell’occupazione è sintesi di una crescita tra le donne (+15 mila) e una diminuzione tra gli uomini (-21 mila); per età sono in aumento i 15-24enni (+10 mila) e i 35-49enni (+5 mila), in calo i 25-34enni (-4 mila) e gli ultracinquantenni (-18 mila). Si registra un’ampia divaricazione delle dinamiche occupazionali per tipologia, con una crescita dei dipendenti, sia permanenti sia a termine (+52 mila nel complesso) e una diminuzione degli indipendenti (-58 mila). Le persone in cerca di occupazione sono ancora in calo (-1,1%, pari a -29 mila unità nell’ultimo mese). La diminuzione è determinata da entrambe le componenti di genere ed è distribuita in tutte le classi d’età ad eccezione dei 25-34enni. Il tasso di disoccupazione cala al 9,7% (-0,1 punti percentuali). La stima complessiva degli inattivi tra i 15 e i 64 anni a giugno è in lieve calo (-0,1%, pari a -14 mila unità), l’andamento è sintesi di un aumento tra gli uomini (+18 mila) e una diminuzione tra le donne (-33 mila). Il tasso di inattività è invariato al 34,3% per il quinto mese consecutivo. Nel trimestre aprile-giugno 2019 l’occupazione ha registrato una crescita consistente rispetto ai tre mesi precedenti (+0,5%, pari a +124 mila unità), verificata per entrambi i generi. Nello stesso periodo aumentano sia i dipendenti permanenti (+0,8%, +114 mila) sia quelli a termine (+0,6%, +19 mila) mentre calano gli indipendenti (-0,2%, pari a -10 mila); per età si registrano segnali positivi tra i 15-24enni e gli ultracinquantenni e negativi nelle classi d’età centrali. All’aumento degli occupati si associa, nel trimestre, il calo delle persone in cerca di occupazione (-4,3%, pari a -114 mila) e degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,2%, -22 mila). Anche su base annua l’occupazione risulta in crescita (+0,5%, pari a +115 mila unità). L’espansione riguarda entrambe le componenti di genere, i 15-24enni (+46 mila) e soprattutto gli ultracinquantenni (+292 mila) mentre risultano in calo le fasce di età centrali. Al netto della componente demografica la variazione è positiva per tutte le classi di età. La crescita nrll’anno si distribuisce tra dipendenti permanenti (+177 mila) e a termine (+14 mila) mentre sono in calo gli indipendenti (-76 mila). Nei dodici mesi, la crescita degli occupati si accompagna a un forte calo dei disoccupati (-10,2%, pari a -288 mila unità) e a un aumento degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,2%, pari a 23 mila).

legenda:

L’ UE-28 è l’abbreviazione di Unione Europea (UE) che comprende un gruppo di 28 paesi (Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia, Finlandia, Svezia, Regno Unito). 

L’EA19 ossia i 19 Paesi (su 28) che hanno aderito all’Unione monetaria e quindi hanno adottato l’euro come moneta comune e unica moneta a corso legale, fanno parte della zona euro , ufficialmente denominata area dell’euro. L’autorità monetaria della zona euro è l’ Eurosistema . Gli altri nove membri dell’Unione europea che continuano a utilizzare le proprie valute nazionali, si sono impegnati ad adottare l’euro in futuro.

Glossario: allargamenti dell’area dell’euro

L’ area dell’euro , che comprende gli Stati membri dell’Unione europea (UE) che hanno adottato l’ euro come moneta comune, è iniziata nel gennaio 1999 con 11 paesi e finora si è estesa attraverso una serie di allargamenti a 19 paesi.

I dati di Eurostat nell’area dell’euro possono riferirsi a una composizione per paese fissa (EA-15, EA-16, EA-17 …) o ad una composizione per paese fluttuante (EA). Nella composizione del paese fluttuante (EA), i dati di un anno specifico si riferiscono sempre alla composizione del paese dell’area dell’euro di quell’anno. Nella composizione del paese fisso, i valori di tutti gli anni si riferiscono allo stesso elenco di paesi.

Di seguito è riportata l’evoluzione dell’area dell’euro dal 1999:

  • EA-11 ( 1 gennaio 1999 – 31 dicembre 2000 ):

Austria (AT), Belgio (BE), Finlandia (FI), Francia (FR), Germania (DE), Irlanda (IE), Italia (IT), Lussemburgo (LU), Paesi Bassi (NL), Portogallo (PT), Spagna (ES)

  • EA-12 ( 1 gennaio 2001 – 31 dicembre 2006 ):

EA-11 + Grecia (EL)

  • EA-13 ( 1 gennaio 2007 – 31 dicembre 2007 ):

EA-12 + Slovenia (SI)

  • EA-15 ( 1 gennaio 2008 – 31 dicembre 2008 ):

EA-13 + Cipro (CY) e Malta (MT)

  • EA-16 ( 1 gennaio 2009 – 31 dicembre 2010 ):

EA-15 + Slovacchia (SK)

  • EA-17 ( 1 gennaio 2011 – 31 dicembre 2013 ):

EA-16 + Estonia (EE)

  • EA-18 ( dal 1 gennaio 2014 ):

EA-17 + Lettonia (LV)

  • EA-19 ( dal 1 gennaio 2015 ):

EA-18 + Lituania (LT)

L’attuale EA-19, di conseguenza, è costituito da:


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