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Da sinistra, Giancarlo Giorgetti, sottosegretariodi Stato alla Presidenza del governo Conte e il presidente del Coni, Giovanni Malagò nella sede del CONI a Roma
(Fabio Cimaglia/LaPresse)

di Mauro Ciacci

Con 154 sì, 54 no e 52 astenuti il Senato ha approvato in via definitiva il ddl n. 1371, che attribuisce al governo la delega a intervenire su materie di sport, anche con il riordino del Coni e della disciplina di settore. Fra gli scopi del ddl, quello di “organizzare e sviluppare la pratica dell’attività sportiva” nelle scuole, di riordinare le norme di sicurezza per la costruzione e l’uso degli impianti sportivi” e di riformare “le disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici”.

Il relatore, sen. Barbaro (L-SP), prima del voto ha illustrato il provvedimento con il quale il Governo ha proposto un’ampia delega volta a ridisegnare il settore e a proseguire il riordino avviato con la legge di bilancio che ha stanziato 60 milioni di euro di risorse mentre il ridimensionamento del ruolo del Coni, ricondotto alla funzione di Comitato olimpico come negli altri Paesi del mondo, si accompagna l’esigenza di dare risposte sia per i profili sanitari dello sport sia per quelli dell’istruzione.

Contrari al disegno legge la relatrice di minoranza sen. Sbrollini (PD), che richiamando la lettera inviata questa mattina dal Comitato internazionale olimpico, ha contestato l’eccessiva ampiezza della delega, affermando che contrasta con i principi della carta olimpica, limita l’autonomia dello sport, svilisce il CONI che è ridotto a un ruolo di rappresentanza, non tiene conto delle indicazioni emerse nelle audizioni.

Alla discussione generale hanno partecipato i sen. Tatjana Rojc, Taricco (PD), Laniece (Aut), Ciriani (FdI), Cangini (FI) i quali hanno paventato il rischio che la politica invada l’ambito sportivo e che l’Italia sia esclusa dalle competizioni olimpiche.

Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Valente ha ricordato le storture della gestione clientelare del CONI e ha difeso la scelta di attribuire compiti finanziari a Sport e Salute Spa. Ha richiamato i principi della delega che tutelano espressamente l’autonomia del CONI, cui spettano in via esclusiva compiti di vigilanza, e ha assicurato che i decreti delegati rispetteranno la carta olimpica. Ha ricordato inoltre che il Governo ha svolto un confronto con il mondo sportivo e ha posto l’accento sull’articolo 5 che riconosce il lavoro sportivo con le relative tutele previdenziali e assicurative.

Respinti tutti gli emendamenti, nelle dichiarazioni finali i sen. Errani (Misto-LeU) e Daniela Sbrollini (PD) hanno annunciato voto contrario rimproverando al Governo di aver creato una spaccatura nel mondo dello sport; i sen. Iannone (FdI) e Moles (FI) hanno annunciato l’astensione confidando nel confronto in sede di attuazione della delega mentre il sen. Rufa (L-SP), annunciando voto favorevole, ha rivendicato allo Stato le scelte di indirizzo e la responsabilità dello sport, che in passato sono state delegate al CIO, e ha richiamato le norme sull’istituzione di centri sportivi nelle scuole, sulla valorizzazione dei laureati in scienze motorie e sulla tutela del lavoro sportivo. La sen. Angela Piarulli (M5S), annunciando voto favorevole, ha posto l’accento sulla funzione sociale dello sport, su una visione di lungo periodo e sulla trasparenza degli investimenti.

IL DDL IN SINTESI

Il Capo I, reca disposizioni in materia di ordinamento sportivo e conferisce delega al Governo per il riordino del Comitato olimpico nazionale (CONI) e della disciplina di settore. Tra i principi e criteri direttivi della delega vi sono: la definizione degli ambiti di attività del CONI, delle Federazioni sportive nazionali, delle discipline sportive associate, degli enti di promozione sportiva, in coerenza sia con le novità introdotte dall’ultima legge di bilancio sia con il ruolo proprio del CONI quale organo di governo dell’attività olimpica; la conferma dell’attribuzione al CONI, in coerenza con quanto disposto dalla Carta olimpica, della missione di incoraggiare e divulgare i principi e i valori dell’olimpismo, in armonia con l’ordinamento sportivo internazionale; la previsione di limitazioni e vincoli – inclusa la possibilità di disporne il divieto – per le scommesse sulle partite di calcio delle società che giocano nei campionati della Lega nazionale dilettanti; la previsione che il CONI eserciti poteri di vigilanza sulle attività sportive delle federazioni sportive nazionali, delle discipline sportive associate, degli enti di promozione sportiva e delle associazioni benemerite, al fine di garantire il loro svolgimento in armonia con le deliberazioni e gli indirizzi del Comitato olimpico internazionale e del CONI medesimo. L’articolo 2 introduce misure relative ai centri sportivi scolastici con l’obiettivo di organizzare e sviluppare la pratica dell’attività sportiva nelle istituzioni scolastiche. L’articolo 3 reca disciplina relativa alla cessione, al trasferimento o all’attribuzione del titolo sportivo, definito quale insieme delle condizioni che consentono la partecipazione di una società sportiva a una determinata competizione nazionale. L’articolo 4 introduce l’obbligo, per gli atti costitutivi delle società sportive professionistiche, di prevedere la costituzione di un organo consultivo deputato a tutelare gli interessi dei tifosi tramite l’espressione di pareri obbligatori, ma non vincolanti, sulle questioni di loro interesse. Il Capo II interviene in materia di professioni sportive. L’articolo 5 conferisce delega al Governo per il riordino e la riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici, nonché del rapporto di lavoro sportivo. Tra i principi e criteri direttivi della delega: il riconoscimento del carattere sociale e preventivo-sanitario dell’attività sportiva, quale strumento di miglioramento della qualità della vita e della salute, nonché quale mezzo di educazione e sviluppo sociale; il riconoscimento dei principi di specificità dello sport e del rapporto di lavoro sportivo (come definito a livello nazionale ed europeo) e delle pari opportunità, anche per le persone con disabilità; l’individuazione della figura del lavoratore sportivo. L’articolo 6 conferisce delega al Governo per il riordino delle disposizioni in materia di rapporti di rappresentanza di atleti e di società sportive e di accesso ed esercizio della professione di agente sportivo. Il Capo III reca disposizioni di semplificazione e sicurezza in materia di sport. L’articolo 7 conferisce delega al Governo per il riordino e la riforma delle norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi, nonché della disciplina relativa alla costruzione di nuovi impianti sportivi, alla ristrutturazione e al ripristino di quelli già esistenti, inclusi quelli scolastici. L’articolo 8 conferisce delega al Governo per il riordino delle disposizioni legislative relative agli adempimenti e agli oneri amministrativi e di natura contabile a carico delle Federazioni sportive nazionali, delle discipline sportive associate, degli enti di promozione sportiva, delle associazioni benemerite e delle loro affiliate riconosciuti dal CONI. L’articolo 9 conferisce delega al Governo per l’adozione di uno o più decreti legislativi in materia di sicurezza nelle discipline sportive invernali, al fine di garantire livelli di sicurezza più elevati. Il Capo IV, costituito dal solo articolo 10, reca le disposizioni finali.


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