Ecco Mario Batali in una foto scattata venerdì, 24 maggio 2019, in occasione della prima udienza del processo dove lui è coinvolto in qualità di imputato presso il tribunale municipale di Boston. Batali, la cui carriera si è sbriciolata dopo le accuse di cattiva condotta sessuale, non possiede più alcuna partecipazione in Eataly. 
Chris Giglio, portavoce di Eataly USA, oggi ha comunicato all’Associated Press, che Eataly ha acquistato le quote di minoranza di Batali, ponendo formalmente fine al rapporto di lavoro con lui. (Foto AP / Josh Reynolds)

di Julie Preston

Lo chef Mario Batali, affermato gastronomo e ristoratore, di origini italiane, esperto di storia e di cultura della cucina made in Italy, anche quella regionale, è stato licenziato da Eataly Usa, dove lavorava dal dicembre 2017 per la presunta accusa di avere tentato di baciare con forza una donna e avere anche cercato di avere con lei un maggiore coinvolgimento sessuale in un ristorante di Boston nel 2017. Fin dalla prima udienza che si è tenuta il 24 maggio scorso, Batali si è dichiarato non colpevole e ora verrà risentito dai giudici il 30 agosto. Chris Giglio, portavoce di Eataly USA, ha riferito all’Associated Press che la società ha acquistato le quote di minoranza di Batali, concludendo formalmente la relazione sottolineando che Batali non ha più avuto un coinvolgimento diretto con Eataly da dicembre 2017. Va anche detto però che Batali aveva già rinunciato alla posta in gioco in tutti i suoi ristoranti, interrompendo tra l’altro una collaborazione ventennale con Joe Bastianich (N.d.R. figlio di Lidia Bastianich), con il quale aveva aperto numerosi ristoranti tra i quali il”Ponel 1993 e il “Babbo Ristorante e Enotecanel 1998 a New York.

Noto per i suoi Crocs e la coda di cavallo arancione, comproprietario di diversi ristoranti a New York, Las Vegas, Los Angeles e Singapore, Mario è passato alle cronache perché avere scritto numerosi libri di cucina, per avere partecipato a vari talent show culinari e più recentemente, per la precisione nel 2016, per avere cucinato per l’ultima cena di Stato dell’ex Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che guarda caso in quell’occasione aveva come ospite un italiano, l’ex premier Matteo Renzi.


        
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