GOVERNO SI VA VERSO UN CONTE BIS. DOMANI INIZIANO LE CONSULTAZIONI CON MATTARELLA - WHAT-U

Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti in un immagine del 10 dicembre 2018
ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

di Colin Anthony Groves

Tra poche ore i capigruppo di partito incontreranno il presidente della Repubblica Sergio Matterella, al quale dovranno riferire se è stata individuata una via maestra nel nome della continuità o del cambiamento, ossia dovranno fargli sapere se hanno le idee chiare per andare avanti altri 3 anni oppure no. Fitte le consultazioni di questi giorni. “O Conte o niente” per i M5s mentre per Zingaretti l’orientamento era “siamo d’accordo a fare un’alleanza con il M5s, purché di punti a una svolta, quindi senza Conte”, due posizioni apparentemente assolutamente inconciliabili, ma che con il passare delle ore hanno trovato sempre più punti di incontro. Anche perché il M5s , tradito dalla Lega, doveva per forza trovare un altro alleato di consistenza per governare (magari con l’aggiunta dei Leu) e per il Pd, oramai un deparasidos dai grandi tavoli politici, questa è un’occasione troppo ghiotta per tornare al Governo con voce da padrone. Certo sia M5s sia il Pd hanno già messo in conto il fatto di dovere fare i conti con l’elettorato, ma quello sarà un aspetto da affrontare dopo. Quindi il Conte-bis sembra oramai cosa fatta tra M5s e Pd. Oggi pomeriggio a Roma, in un appartamento del centro storico, si è svolta una riunione dei vertici dei Cinque stelle per decidere sul governo. All’incontro Luigi Di Maio che è stato a Palazzo Chigi prima di dirigersi all’appuntamento, i capigruppo Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli e gli altri esponenti di spicco del Movimento. E martedì alle 19, a quanto si apprende, si terrà l’assemblea congiunta dei gruppi M5S. Nelle stesse ore domani anche la direzione nazionale del Partito Democratico verrà convocata dal presidente del partito, Paolo Gentiloni. All’ordine del giorno, la “crisi di Governo” e varie ed eventuali. I capigruppo Pd Andrea Marcucci e Graziano Delrio oggi dopo l’incontro con il segretario Nicola Zingaretti sono apparsi sereni e Marcucci ai cronisti che lo hanno incalzato sull’ipotesi di un Conte bis di un governo M5s-Pd, ha risposto: “Non ci sono veti, vogliamo parlare di contenuti”. 

Al momento (N.d.R. : alle 23,30 del 26 agosto) è ancora in corso un vertice notturno tra le due delegazioni, una con il leader Dem, Nicola Zingaretti, e il vicesegretario Andrea Orlando e l’altra con il segretario M5s, Luigi Di Maio e il premier, Giuseppe Conte, che dopo l’incontro del pomeriggio stanno tirando le fila. “Credo che siamo sulla strada giusta. Avevamo chiesto che si partisse su idee e contenuti e stasera continueremo ad approfondire, sono ottimista”,  ha detto Zingaretti oggi sotto la sede del Pd. “Sono e rimango convinto che serva un governo per questo paese, un governo di svolta”, ha proseguito il segretario del Pd . “Voglio difendere l’Italia dai rischi che corre, che vuol dire anche difendere le idee, la dignità i valori e la forza del Pd. Bisogna ascoltarsi a vicenda, le ragioni degli uni e degli altri e mi auguro che nelle prossime ore ci sia la possibilità di farlo, finora non era avvenuto. Servono elementi di discontinuità sia sui contenuti sia su una squadra da costruire”, lasciando intendere comunque che le consultazioni con i grillini oramai sono arrivate a buon punto.

Due giorni di consultazioni con Mattarella a partire da domani

Domani il capo dello Stato sentirà al telefono Giorgio Napolitano, poi alle 16 riceverà il presidente del Senato Elisabetta Casellati e alle 17 il presidente della Camera Roberto Fico. A seguire i partiti. Il M5s sarà l’ultimo della lista a parlare con Mattarella.

Il dimissionario primo ministro Conte al summit del G7
ph. ANSA/CHIGI PALACE PRESS OFFICE/FILIPPO ATTILI

Oggi l’ex premier Conte su Facebook ha raccontato i risultati del G7

Oggi Conte ha scritto su Fb un post, che riportiamo, tirando le fila del vertice del g7 a Biarritz : “Sono stati tre giorni di intenso lavoro, dialogo e confronto con gli altri leaders del G7 e con i responsabili di alcune delle principali organizzazioni internazionali su temi fondamentali per il futuro del nostro pianeta quali: la tutela dell’ambiente, il commercio e l’andamento dell’economia globale, il contrasto delle diseguaglianze e il partenariato con l’Africa. Abbiamo esaminato anche le principali crisi internazionali, a cominciare dalla Libia, che è un dossier cruciale per l’Italia. Ho riaffermato la necessità di uno sforzo congiunto della comunità internazionale per percorrere soluzioni politiche e per contrastare tutte le formazioni terroristiche. Occorre governare processi complessi come la trasformazione digitale. È fondamentale ridare slancio all’economia. Soprattutto al commercio, all’attività manifatturiera e agli investimenti. Gli atteggiamenti protezionistici creano tensioni che rallentano l’economia. È urgente una riforma del sistema multilaterale degli scambi, con una profonda riorganizzazione dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. Sono sfide che sollecitano l’Italia a svolgere un ruolo da protagonista, nella consapevolezza che la mancanza di determinazione o, peggio, l’inerzia si rifletteranno negativamente anche sul futuro dei nostri figli. Abbiamo il dovere e la responsabilità di salvaguardare il pianeta, la sua biodiversità e i suoi oceani, mobilizzando maggiori finanziamenti pubblici e privati, in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Sul fronte del contrasto ai cambiamenti climatici molto importante è il progetto di partenariato dell’Italia con il Regno Unito in vista del grande evento COP26. Sono stati tre giorni fruttuosi. A Biarritz ho annunciato la partecipazione dell’Italia a ben cinque coalizioni su importanti questioni ambientali, quali la riduzione delle emissioni, del consumo di plastica e di carburanti. Questa agenda politica non può subire distrazioni o rallentamenti“. Riflessioni quelle di oggi, che come il discorso che ha fatto al Senato poco prima delle sue dimissioni, e la successiva dichiarazione rilasciata ai giornalisti poco prima di partire per la Francia, “mai più con la Lega”, lasciavano già intendere un possibile disegno politico che andava oltre quelle apparenti semplici parole.

Salvini ora è fuori dai giochi

Che Matteo Salvini ora sia fuori dai giochi è una realtà sempre più palpabile. Lo ha capito pure lui che da trionfatore nelle piazze è ritornato un po’ più mesto a Palazzo Chigi, preferendolo ora gioco-forza, alle spiagge del Sud, cercando di non fare trasparire troppo l’amarezza. E nei suoi ultimi post e dirette alla lista dei nemici di sempre, ossia il Pd, definito “il partito di Bibbiano”, Renzi, Boschi, ora ha aggiunto anche il nome del presidente Conte: “Sta nascendo da un gioco di Palazzo che è esattamente il contrario di quello che la maggioranza silenziosa e laboriosa del popolo italiano ha votato in tutte le ultime occasioni da due anni a questa parte. Pare a questo punto che avessero ragione coloro che dicevano che ci fosse un ribaltone pronto da tempo perché se non cambia il presidente del consiglio, ma con nonchalance si passa da una settimana all’altra dalla Lega al PD, evidentemente l’accordo nato a Bruxelles votando la commissione imposta dalla Merkel e da Macron era un accordo che aveva l’obiettivo di portare di riportare indietro anche l’Italia. A questo punto si spiegano anche i tanti no, delle ultime settimane , degli ultimi mesi al governo e io ribadisco con forza con orgoglio la scelta della Lega, perché dignità, onore e coerenza valgono più di 1000 Ministeri. Io sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto per l’Italia e per gli italiani del paese più sicuro che stiamo lasciando, io inorridisco all’idea che qualcuno nel nome del patto per le poltrone voglia smontare quello che abbiamo faticosamente montato per un anno, decreti sicurezza e immigrazione, quota 100, la legge Fornero, i decreti sulle banche, i decreti sul lavoro, le iniziative relative alla scuola capiamo adesso il perché dei tanti no ad esempio sulla giustizia, sull’autonomia, sulle riforme rimaniamo increduli di fronte al fatto che il taglio dei parlamentari sia improvvisamente sparito dall’orizzonte. Noi siamo prontissimi”, prosegue Salvini, “a continuare ad ascoltare a prendere per mano milioni di Italiani che aspettano la rivoluzione fiscale. C’è qualcuno pensa di cambiare questo paese con chi fino a ieri era identificato col partito delle banche dei poteri forti e dei bambini portati via i genitori …auguri …Ognuno è padrone delle sue scelte sono orgoglioso della scelta di libertà fatta dalla Lega che sono convinto sia sostenuta da milioni e milioni di cittadini italiani. Noi non siamo nati per occupare poltrone”. C’è chi gli ha detto…” chi la fa la aspetti.”Ma Matteo evidentemente non ha saputo cogliere in tempo i tatticismi in corso.


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