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Foto Fabio Cimaglia / LaPresse

di Matteo Ciacci

Il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte è a Montecitorio dove sono riprese le consultazioni per la formazione del nuovo governo. La prima delegazione ad essere ricevuta dal neo premier è quella di Fratelli d’Italia, rappresentata oggi dai due capigruppo, Luca Ciriani e Tommaso Foti senza la leader Giorgia Meloni, che ha un solo obiettivo imprescindibile, tornare al voto, contro ad oltranza a un governo inaccettabile perché si fonda su un’ alleanza tra partiti che fino a ieri litigavano e che nasce solo per una operazione di potere e per impedire il voto dei cittadini”,  ha detto Luca Ciriani, che poi ha aggiunto: “Non abbiamo trattato né sopra né sotto il tavolo, né con il Pd né con il M5s. Forti di questa coerenza al presidente Conte abbiamo ribadito la necessità di tornare al voto e useremo tutti gli strumenti per fare opposizione in Parlamento e anche nella piazza, perché mobilitare le persone è strumento di democrazia” . Sulla manifestazione Tommaso Foti, vicepresidente del gruppo alla Camera ha aggiunto che sarà “senza bandiere di partito” e che sarà rivolta “a tutto il centrodestra e ai delusi del Pd e del M5s che se in buona fede non possono che sentirsi gabbati”.

Secondo incontro quello con la delegazione della Lega, senza il segretario Matteo Salvini e con i sottosegretari uscenti Lucia Borgonzoni e Claudio Durigon. “Speravamo di poter avere una discussione con Conte sul futuro per capire se si troveranno i voti. Speriamo che non si trovino e si torni al voto“. Lo ha detto Lucia Borgonzoni sottosegretario della Lega al termine della consultazione con il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte. “Non siamo riusciti a capire quale sarà l’indirizzo del presidente incaricato. Ha idee completamente diverse dalla Lega su immigrazione, quota 100 ed autonomie. Ha detto che difenderà i provvedimenti fatti ma si è detto pronto a modifiche, anche se non ci ha detto quali”, conclude. “I presidenti di commissione non si dimetteranno. Assolutamente no“. Lo ha ribadito Claudio Durigon della Lega al termine dell’incontro con il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte. “Sono lì e restano. Del resto, a suo tempo io ho votato per Fico…”, conclude.

Dopo la Lega il presidente incaricato Giuseppe Conte ha incontrato la delegazione di Forza Italia guidata dal presidente Silvio Berlusconi con le due capogruppo alla Camera e al Senato Maria Stella Gelmini e Anna Maria Bernini e Antonio Tajani. “Dopo il fallimento del governo siamo convinti che le maggioranze per essere garanzia di efficienza e stabilità si devono formare prima del voto da forze politiche omogenee e valoriali. Sarebbe stato assolutamente meglio ridare la parola agli italiani” ha detto Silvio Berlusconi al termine della consultazione. “Il fatto che la Lega abbia proposto di risuscitare l’esperienza gialloverde rappresenta per noi un problema politico molto serio, su cui tutti gli elettori di centrodestra devono riflettere seriamente perché così si è consegnato il Paese alla sinistra. “Faremo un’opposizione ferma, coerente, senza sconti ma composta. La condurremo innanzitutto in Parlamento, ma saremo pronti a mobilitarci se aumenteranno l’oppressione giudiziaria o la pressione fiscale mettendo le mani nelle tasche degli italiani”. Queste le parole di Silvio Berlusconi al termine delle consultazioni del premier Conte a Montecitorio. “A Conte abbiamo sottoposto le nostre priorità programmatiche a partire dall’emergenza terremoto. il ritardo accumulato non è da Paesi civili. Il futuro governo, se nascerà, ha il dovere morale di dare risposte concrete alle popolazioni colpite”. Poi è stata la volta del Pd con la delegazione guidata da Nicola Zingaretti.“E’ stato un incontro che si è svolto nel giorno nel quale l’Istat conferma purtroppo alcuni dati negativi per la nostra economia, dati che confermano la necessità di una svolta e l’esigenza di aprire quella che lo stesso presidente incaricato ha chiamato una nuova stagione politica per il Paese” ha detto Zingaretti al termine delle consultazioni. “Ribadiamo il taglio delle tasse per i salari medio-bassi del Paese come incentivo alla ripresa e come stimolo dei consumi ed elemento di giustizia rispetto alle famiglie italiane. E, sempre per i redditi medio-bassi si stanno studiando formule per la formazione gratuita per i figli dall’asilo nido all’università”. “Abbiamo proposto al Presidente che anche sui cosiddetti decreti sicurezza si proceda nelle forme dovute almeno al recepimento delle indicazioni pervenute dal Presidente della Repubblica”.

Nella realtà, ci tiene a precisare What-u, i dati Istat rivelano una una variazione nulla – quindi non negativa – ma ferma sul fronte dei consumi nazionali, evidentemente influenzata anche dall’incertezza politica che sta vivendo il Paese e una crescita dell’1,9% degli investimenti fissi lordi. Con il segno più risultano anche le esportazioni che sono cresciute dell’1% e le importazioni dell’1,1%. E sul fronte occupazionale, sempre facendo riferimento ai recenti dati Istat, l’occupazione risulta in leggera flessione per entrambe le componenti di genere: cala tra i 35-49enni (-45 mila) mentre aumenta nelle altre classi d’età.

L’ultimo ad essere sentito il M5s capeggiato da Di Maio che al termine del colloquio con il premier Conte ha detto: “Abbiamo rivolto gli auguri di buon lavoro al presidente Giuseppe Conte, un presidente che come Movimento 5 Stelle abbiamo sempre considerato super partes e che abbiamo fortemente voluto per l’eccellente lavoro svolto negli ultimi 14 mesi. Un anno e mezzo fa abbiamo vinto le elezioni politiche, ma abbiamo ottenuto solo il 33% dei voti, non il 51% per essere autonomi, ma il 33%. Undici milioni di italiani ci hanno chiesto di realizzare un programma con punti che aspettano da decenni, abbiamo fatto una scelta coraggiosa e abbiamo deciso di non relegare all’opposizione quel programma, abbiamo deciso di portarlo al governo unendoci inevitabilmente ad altre forze politiche, anche a rischio di sacrificare parte del consenso per provare a realizzare quello che avevano votato 11 milioni italiani“. Poi un Di Maio fa riferimento inevitabilmente a Salvini: “Siamo stati al Governo per per 14 mesi poi qualcuno ha deciso di far cadere tutto sprecando un’occasione storica“. “Oggi il Presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte potrebbe dar vita ad un altro governo potrebbe dare vita a un Conte bis. Uso il condizionale perché in qualità di Capo politico del MoVimento 5 sono stato e siamo stati molto chiari. O siamo d’accordo a realizzare i punti del nostro programma o non si va avanti. Abbiamo riassunto i nostri principali obiettivi nel documento che abbiamo consegnato al Presidente del Consiglio alcuni di questi li consideriamo imprescindibili o entrano nel programma di governo o non si parte. Tra le prime cose per noi fondamentali per noi espresse al presidente c’è la nostra contrarietà a qualsiasi forma di patrimoniale. Le tasse” prosegue Di Maio, “soprattutto alle nostre imprese vanno abbassate. Chi assume un dipendente Non può pagare uno stipendio a lui e altri due stipendi in tasse. L’aumento dell’Iva va bloccato e in legge di bilancio vanno approvati gli aiuti alle famiglie per il sostegno a nuove nascite. Un’altra nostra priorità e il taglio del numero dei parlamentari. Chi ha fatto cadere il governo credeva di poter evitare il taglio di 345 parlamentari della Repubblica, mancano due ore di lavoro in parlamento e diventa legge, va approvato nel primo calendario della camera alla ripresa dei lavori“. Poi Di Maio fa cenno all’ambiente dicendo che nel programma del M5s c’è la chiusura delle centrali a carbone, la costruzione entro il 2025 di nuovi inceneritori, il blocco delle trivellazioni petrolifere già sospese grazie ai grillini per i prossimi 12 mesi. Poi Di Maio parla della necessità di approvare una seria legge sul conflitto di interessi, del dimezzamento dei tempi della Giustizia su cui dice che il M5s ha pronta una riforma può portare fino a 4 anni massimo i tempi per una sentenza. “Noi siamo pronti ad approvare questa riforma”, dice.

Poi parla di sostegno alle legittime ambizioni e richieste di autonomia differenziata avanzate dalla Lombardia, dal Veneto e dall’Emilia-Romagna avviando allo stesso tempo il processo per riconoscere i livelli essenziali di prestazione a tutte le regioni e di nuovi criteri di riparto della spesa, oltre che del piano di investimenti per il Sud attraverso la creazione di una banca pubblica per gli investimenti. Sul fronte Europa aggiunge; “Il MoVimento 5 Stelle è stato determinante nell’elezione della nuova presidente della commissione europea, faremo valere i nostri voti subito dopo nascita della nuova commissione, Chiederemo che si riconosca all’Italia una procedura d’emergenza per la redistribuzione dei migranti negli altri paesi europei, questo deve essere l’obiettivo dell’Italia sul tema dell’immigrazione siamo stati lasciati soli in questi anni, per queste ragioni che riteniamo non abbia alcun senso parlare di modifiche ai decreti sicurezza vanno assolutamente tenute in considerazione le autorevoli osservazioni del capo dello Stato a quei decreti, ma senza volerne rivedere la ratio né tantomeno le linee di principio”. Sul fronte occupazionale Di Maio sottolinea: “Ho detto due giorni fa che non rinneghiamo questi 14 mesi di governo al contrario siamo orgogliosi di aver varato decreti come il decreto dignità in pochi mesi questo decreto ha prodotto effetti straordinari sul mercato del lavoro facendo registrare un aumento dei contratti stabili a tempo indeterminato del 151% parliamo di oltre 320 mila contratti che prima erano precari e ora sono stati convertiti in contratto di lavoro stabili come ha certificato l’Inps”. Riguardo al toto-ministri aggiunge: “Non troviamo sano che questo dibattito contagi anche le forze politiche soprattutto quelle più rappresentative le quali dovrebbero invece preoccuparsi di stilare un programma serio e omogeneo per i nostri concittadini. Come capo politico ho rinunciato due volte alla possibilità di fare il premier. Sono 10 anni che tutti gli eletti 5 stelle si tagliano gli stipendi anche i ministri e mancano pochi giorni e taglieremo 345 poltrone da parlamentare con l’ultimo voto alla Riforma costituzionale alla Camera dei Deputati. Questo è il momento del coraggio e ne servirà tanto per cambiare questo paese, i nostri punti di programma sono chiari se entreranno nel programma di governo si potrà partire altrimenti sarà meglio tornare al voto e aggiungo il prima possibile”, ha concluso Di Maio.


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