HONG KONG, UN’ALTRA GIOVANE VITTIMA. MA NONOSTANTE IL DIVIETO DELL’USO DELLE MASCHERE LA PROTESTA CONTINUA

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Un manifestante usa un sacchetto di carta tagliato come maschera nella marcia di oggi, domenica 6 ottobre 2019, a Hong Kong. Un gruppo di legislatori pro-democrazia di Hong Kong ha presentato una sfida legale contro l’uso del governo (ossia della Lam) di una legge di emergenza dell’era coloniale per criminalizzare l’uso di maschere ai raduni per reprimere le manifestazioni antigovernative, che sono diminuite di intensità ma non si sono fermate. 
(Foto AP / Kin Cheung)

di Lucas Li

Il 14enne colpito ieri sera da un colpo di arma da fuoco nelle violenti proteste di Hong Kong, a Yuen Long, e arrestato con l’accusa di aver preso parte alle rivolte e di aver attaccato un agente di polizia, pare sia la seconda vittima di questi scontri efferati iniziati dal giugno scorso. Il South China Morning Post ha riportato che il ragazzo è stato ferito a una gamba da un colpo d’avvertimento sparato da un agente (è il secondo caso nella settimana) dopo essere stato circondato da un gruppo di attivisti mascherati.

 (Foto AP / Vincent Yu)
 (Foto AP / Vincent Yu)
(Foto AP / Vincent Yu)

Nel frattempo il divieto di indossare le maschere imposto dal governatore Lam, che è l’espediente cui hanno pensato i manifestanti per potere continuare a manifestare in nome della democrazia ma nell’anonimato, sta facendo molto discutere. La legge anti.maschere è una vecchia norma emanata dai sovrani coloniali britannici nel 1922. All’epoca quella legge venne emanata per reprimere lo sciopero di un marinaio e fu usata l’ultima volta nel 1967 per reprimere delle rivolte. Ora la Lam ha detto che la userà senza alcuna reticenza non escludendo, tra l’altro, ulteriori misure repressive, se la violenza continuerà. Non tutti, anche nelle alte sfere, però sono dalla sua parte. “Questa legge di emergenza è così antica e draconiana. Carrie Lam la sta usando come una sorta di arma di distruzione di massa per colpire Hong Kong ”, ha affermato il legislatore Claudia Mo.

“Indossare una maschera non è un crimine” hanno gridato decine di migliaia di manifestanti in marcia sotto la pioggia lungo le vie del centro di Hong Kong. La polizia ha sparato gas lacrimogeni in diverse aree tra scontri tra ufficiali e manifestanti oramai all’ordine del giorno tra manifestanti e poliziotti. Il divieto di indossare le maschere è entrato in vigore sabato, innescando ulteriori scontri e distruzioni negli ultimi due giorni nel territorio semi-autonomo cinese. Il legislatore Dennis Kwok ha affermato che l’Alta Corte si è rifiutata di concedere un’ingiunzione sul divieto delle maschere, ma ha accettato di esaminare alla fine di questo mese le istanze di 24 legislatori contro il modus operandi della Lam, rea a loro avviso, di far uso del potere di emergenza per imporre una norma che le fa comodo in modo assolutamente inappropriato.


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Mi chiamo Patrizia Vassallo, sono il direttore di What-u, scrivo da sempre, da quando alle elementari ho iniziato a fare il mio primo giornalino scolastico e sono una giornalista professionista dal 1993 (iscritta all'Albo dei Giornalisti Professionisti della Lombardia). Ho lavorato per alcuni quotidiani, (Il Secolo XIX, Il Mercantile, The Daily Mirror, Le Monde), e poi per molti magazine italiani e alcuni stranieri, The Face, Gente, Onda Tv, Gente Viaggi, Gioia, Gente Money, Il Nostro Budget, Eva Tremila, Marie Claire), sono spesso stata in giro per il mondo... Ora, da poco più di un anno, sono il direttore di What-u! Scrivere per me non è una professione, ma una passione da condividere con i lettori!

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