TRUMP SOTTO ASSEDIO ANCHE SUL FRONTE FISCALE

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Lui dice di avere un'immunità totale, ma un giudice dice di no

 (AP Photo/Carolyn Kaster, File)

di Patty Collins

Lunedì un giudice federale ha respinto con enfasi la sfida del presidente Donald Trump al rilascio delle sue dichiarazioni fiscali ai pubblici ministeri di New York, affermando che l’ampia richiesta di immunità del presidente da tutte le indagini penali è in contrasto con la Costituzione. Per ora la corte d’appello ha bloccato qualsiasi consegna dei registri.

“I Democratici di Sinistra Radicale hanno fallito su tutti i fronti”, ha dichiarato Trump su Twitter, “quindi ora stanno spingendo i procuratori locali di New York e dei Democratici di Stato per ottenere il la testa del Presidente Trump. Una cosa del genere non è mai successa a nessun Presidente prima d’ora. Neanche vicino!”

Oggi un tribunale federale ha dichiarato che non avrebbe impedito al procuratore distrettuale della contea di New York Cyrus Vance Jr. di far valere un mandato di comparizione in cerca di vari documenti finanziari dalla società contabile del presidente Trump, inclusi otto anni di dichiarazioni fiscali di Trump risalenti a gennaio 2011. Trump in sua difesa ha dichiarato che in quanto presidente degli Stati Uniti non può essere messo sotto accusa, ma il giudice Victor Marrero non gli ha dato ragione e ha descritto l’affermazione di Trump come una “pretesa straordinaria”, non riconoscendogli quello status super partes che lui sventaglia ai quattro venti. Una buona notizia per Cyrus Vance, il cui motto (N.d.R. scritto pure sul suo profilo Twitter) è “Moving justice forward”, che da mesi sta cercando documenti finanziari da usare contro Trump e sembra disposto a qualsiasi sacrificio per trovarli. Marrero però è solo un giudice processuale, e oltre il suo giudizio c’è quello della corte d’appello federale e poi quello della Corte Suprema. Vero è però che l’affermazione di Trump di essere immune dalle indagini è particolarmente debole perché Vance cerca documenti non correlati alla condotta di Trump in carica.

Basta riavvolgere il nastro della storia indietro quando la Corte Suprema è stata chiamata in causa nel caso  Clinton contro Jones (1997), “è legge consolidata che la dottrina della separazione dei poteri non esclude ogni esercizio di giurisdizione sul Presidente degli Stati Uniti”.

Pertanto, la richiesta di immunità di Trump è debole. Come scrive Marrero, l’interesse del presidente a mantenere segreti i documenti “che si riferiscono a un periodo precedente il suo incarico, è ampiamente compensato dagli interessi degli agenti delle forze dell’ordine e tribunali federali nel garantire la piena, equa ed efficace amministrazione della giustizia”.


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