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SASSOLI: “LA PENA DI MORTE VA ABOLITA”


di Margareth Becker

Oggi si celebra la giornata mondiale contro la pena capitale , una ricorrenza che non passa inosservata perché questa volta è dedicata alle migliaia di bambini figli di genitori nei bracci della morte in attesa di esecuzione o già giustiziati. La Giornata arrivata alla sua XVII edizione ed è stata celebrata la prima volta nel 2003 per iniziativa della Coalizione mondiale contro la pena di morte, che riunisce 159 organizzazioni impegnate per abolirla in tutto il pianeta. “Vorrei ricordare che oggi si celebra la giornata europea e mondiale contro la pena di morte. In un mondo in cui i valori e i diritti umani tendono a diventare relativi, la pena di morte è un affronto alla dignità umana che non può essere tollerato in nessun caso”, queste le parole del presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli. “Quest’anno rendiamo un omaggio particolare ai bambini i cui genitori sono stati condannati a morte. Resto convinto che la morte inflitta dallo Stato non può mai costituire una vera giustizia.

David Sassoli, presidente del Parlamento europeo

È altrettanto importante considerare i traumi che subiscono questi bambini. Ecco perché, più che mai il nostro Parlamento è determinato e impegnato a difendere la dignità umana com’è sancito nei nostri Trattati. Faremo tutto il possibile”, ha aggiunto, “per avvicinarci al giorno in cui tutti i Paesi aboliranno la pena di morte. Lo dobbiamo alle future generazioni e a noi stessi. Sono sicuro che questo sia il sentimento di tutto il Parlamento”.

Ad oggi ci sono migliaia di condannati a morte nelle carceri di numerosi Paesi: quasi 1.300 nella sola Malesia in attesa di esecuzione. “Un tempo infinito e spesso una pena scontata anche in condizioni di isolamento. Io credo invece che la speranza debba essere coltivata da tutte le persone ristrette nei bracci della morte e quindi anche a loro deve essere data una possibilità di cambiamento e deve essere riconosciuto questo diritto fondamentale che è il diritto alla speranza. Questo significa anche ripensare l’intero impianto del carcere”, ha dichiarato a VaricanNews.it  Elisabetta Zamparutti dell’organizzazione internazionale non governativa “Nessuno tocchi Caino”, impegnata da oltre 25 anni per l’abolizione della pena capitale in tutto il mondo .


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