BREXIT, STOP ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE NEL REGNO UNITO DAL 1° GENNAIO 2021

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Durante il periodo di transizione, i cittadini dell'UE-27 continueranno a godere dei diritti alla libera circolazione. Molti i dubbi espressi oggi dal Parlamento europeo

Ieri e oggi il Parlamento europeo ha affrontato l’argomento Brexit. Un punto chiave è stato quello dell’approvazione dell’accordo di recesso che terrà conto delle garanzie fornite sulla tutela dei diritti dei cittadini. Nella risoluzione adottata oggi, i deputati hanno fatto il punto sui diritti dei cittadini coinvolti dalla Brexit, sottolineando che “la loro decisione sull’approvazione dell’accordo di recesso terrà conto “dell’esperienza acquisita e delle garanzie fornite” in relazione alla tutela dei diritti stessi”.
Questo perché esistono alcuni aspetti che ad oggi devono ancora essere chiariti. Il Parlamento ha espresso preoccupazione specialmente per l’approccio del Regno Unito nell’applicazione del regime di residenza permanente nel Regno Unito, poiché non è previsto un documento fisico che provi l’ottenuto diritto di risiedere nel Regno Unito e per il limitato livello di assistenza fornita. I deputati europei hanno messo in discussione anche l’indipendenza dell’autorità istituita dal Regno Unito e prevista nell’accordo di recesso, ritenendo invece utile un controllo congiunto da parte del Parlamento europeo e del parlamento del Regno Unito sull’attuazione e l’applicazione dell’accordo. Nel testo si invita ad avviare o intensificare campagne di informazione per i cittadini sui loro diritti e si incoraggia l’UE-27 ad adottare misure che garantiscano la certezza del diritto ai cittadini del Regno Unito residenti nel territorio degli Stati membri. La risoluzione non legislativa, che ha concluso il dibattito di ieri sul futuro della libertà di circolazione e sulla limitazione dell’impatto della Brexit sulla vita dei cittadini, è stata approvata con 610 voti favorevoli, 29 contrari and 68 astensioni.

Claude Moraes, il presidente della commissione libertà civili, del gruppo S&D
by Jon Worth – https://www.flickr.com/photos-

Il presidente della commissione libertà civili, l’inglese del gruppo S&D Claude Moraes ha detto: “Sia chiaro che si tratta di preoccupazioni reali dei cittadini dell’UE nel Regno Unito e dei cittadini britannici nel resto dell’UE. Se non riusciamo a farla (l’uscita) come si deve, si creerà una profonda cicatrice e una ingiustizia continuata, che definirà ciò che accadrà in futuro, per molti anni a venire. Questa risoluzione spara un colpo di avvertimento che deve essere ascoltato”

Video delle dichiarazioni di Nikolina Brnjac, in rappresentanza della Presidenza croata del Consiglio, e di Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione

Video del dibattito tra i deputati

Video delle dichiarazioni conclusive di Michel Barnier, capo negoziatore dell’UE per la Brexit, e Nikolina Brnjac

Per entrare in vigore, l’accordo di recesso tra l’Unione europea e il Regno Unito deve essere approvato dal Parlamento europeo a maggioranza semplice dei voti espressi (articolo 50, paragrafo 2 del trattato sull’Unione europea). Il Parlamento voterà l’accordo dopo che il processo di ratifica nel Regno Unito sarà stato completato

La seconda parte dell’accordo di recesso protegge i cittadini dell’UE nel Regno Unito e i cittadini britannici in altri paesi dell’UE, nonché le loro famiglie. Secondo le sue disposizioni, tutti i diritti di sicurezza sociale previsti dal diritto dell’UE saranno mantenuti e i diritti dei cittadini saranno garantiti per tutta la vita. Tutte le procedure amministrative pertinenti devono essere trasparenti, fluide e snelle. L’attuazione e l’applicazione di questi termini sarà controllata da un’autorità indipendente con poteri equivalenti a quelli della Commissione europea.

ECCO I PUNTI CHIAVE DELL’ACCORDO

Diritti dei cittadini durante il periodo di transizione

3.      durante il periodo transitorio che dovrebbe concludersi il 31 dicembre 2020, spetterà alla Commissione, in virtù dell’articolo 131 dell’accordo di recesso, monitorare l’attuazione della Parte due dell’accordo di recesso, comprese le procedure di domanda di residenza istituite ai sensi del suo articolo 19, sia nel Regno Unito che negli Stati membri dell’UE-27;

4.      durante il periodo di transizione, i cittadini dell’UE-27 continueranno a godere dei diritti alla libera circolazione derivanti dall’articolo 20 TFUE e dal pertinente diritto dell’UE, nei confronti del Regno Unito, così come i cittadini del Regno Unito nei confronti dell’UE-27;

5.      ricorda che, durante il periodo di transizione, la Commissione sarà responsabile di garantire il rispetto dei diritti alla libera circolazione nel Regno Unito e nell’UE-27 e chiede alla Commissione di stanziare risorse sufficienti per indagare e risolvere eventuali casi di mancato rispetto di tali diritti, in particolare i casi di discriminazione nei confronti di cittadini dell’UE-27 o di cittadini del Regno Unito;

6.      sottolinea che il periodo di transizione è più breve di quanto previsto; invita pertanto l’UE e il Regno Unito a rendere operativi in via prioritaria gli aspetti della Parte due dell’accordo di recesso riguardanti i cittadini e i loro diritti;

Attuazione della Parte due dell’accordo di recesso

7.      L’approvazione dell’accordo di recesso da parte della Commissione terrà conto dell’esperienza acquisita e delle garanzie fornite in relazione all’attuazione delle disposizioni fondamentali dell’accordo di recesso, in particolare per quanto riguarda il regime del Regno Unito per la residenza permanente dei cittadini dell’UE;

8.      Tenuto conto dell’elevata percentuale di cittadini dell’UE che hanno fatto richiesta a titolo del regime di residenza permanente nel Regno Unito ai quali è stato concesso solo lo status di residente provvisorio, si ricorda che ciò potrebbe essere evitato se il Regno Unito optasse per una procedura amministrativa di tipo dichiarativo, come consentito dall’articolo 18, paragrafo 4, dell’accordo di recesso. La Commissione esorta pertanto il Regno Unito a rivedere il suo approccio e gli Stati membri dell’UE-27 a optare anch’essi per una procedura di tipo dichiarativo ai sensi dell’articolo 18, paragrafo 4;

9.      Il Parlamento esprime profonda preoccupazione per i recenti e contraddittori annunci relativi ai cittadini dell’UE-27 nel Regno Unito che non rispetteranno il termine del 30 giugno 2021 per fare richiesta nell’ambito del regime per la residenza permanente dei cittadini dell’UE; osserva che tali annunci hanno generato incertezza e ansie tutt’altro che costruttive per i cittadini interessati di conseguenza esorta il governo del Regno Unito a chiarire come intende applicare l’articolo 18, paragrafo 1, secondo comma, lettera d), dell’accordo di recesso, in particolare per quanto riguarda quelli che considera “motivi ragionevoli per il mancato rispetto del termine”;

10.    Il Parlamento sottolinea che i cittadini dell’UE-27 nel Regno Unito beneficerebbero di maggiore certezza e di un maggiore senso di sicurezza se fosse loro rilasciato un documento fisico a prova del loro diritto di risiedere nel Regno Unito dopo la fine del periodo di transizione; ribadisce che l’assenza di una tale prova fisica aumenterà ulteriormente il rischio di discriminazione nei confronti dei cittadini dell’UE-27 da parte di potenziali datori di lavoro o di proprietari di immobili che potrebbero voler evitare gli oneri amministrativi supplementari comportati dalla verifica online, o temono erroneamente di mettersi in una situazione di illegalità;

11.    Il Parlamento segnala preoccupazione per il numero limitato di servizi di controllo dei documenti d’identità nel quadro del regime per la residenza permanente dei cittadini dell’UE, per la limitata copertura geografica dell’assistenza fornita nel territorio del Regno Unito e per il livello di assistenza fornita ai cittadini più anziani e vulnerabili, segnatamente quanti potrebbero avere difficoltà a utilizzare applicazioni digitali;

12.    Il Parlamento esprime preoccupazione per la proposta di istituire un’autorità indipendente del Regno Unito, di cui all’articolo 159 dell’accordo di recesso; si attende che il Regno Unito garantisca che tale autorità sia realmente indipendente; ricorda, a tale proposito, che l’autorità dovrebbe essere operativa a decorrere dal primo giorno successivo alla fine del periodo di transizione;

13.    Il Parlamento si aspetta chiarezza dal governo del Regno Unito sulla questione dell’applicabilità del regime del Regno Unito per la residenza permanente dei cittadini dell’UE ai cittadini dell’UE-27 in Irlanda del Nord che non hanno richiesto la cittadinanza del Regno Unito ai sensi dell’accordo del Venerdì santo;

14.    Il Parlamento ribadisce il suoo impegno a monitorare attentamente il modo in cui gli Stati membri dell’UE-27 metteranno in atto la Parte due dell’accordo di recesso, in particolare l’articolo 18, paragrafi 1 e 4, per quanto riguarda i diritti dei cittadini del Regno Unito che vivono nel loro territorio;

15.    Il Parlamento incoraggia l’UE-27 ad adottare misure che garantiscano la certezza del diritto ai cittadini del Regno Unito residenti nell’UE-27; ricorda la sua posizione secondo cui l’UE-27 dovrebbe perseguire un approccio coerente e generoso, tutelando i diritti dei cittadini del Regno Unito residenti nell’UE-27;

16.    Il Parlamento invita il Regno Unito e gli Stati membri dell’UE-27 a intensificare gli sforzi per sensibilizzare i cittadini sugli effetti del recesso del Regno Unito dall’UE e ad avviare o intensificare campagne di informazione mirate per informare tutti i cittadini cui si applica l’accordo di recesso in merito ai loro diritti e ad eventuali modifiche del loro status;

I diritti dei cittadini nel quadro delle future relazioni tra l’Unione europea e il Regno Unito

17.    Il Parlamento accoglie con favore l’impegno espresso nella dichiarazione politica che definisce il quadro delle future relazioni tra l’UE e il Regno Unito, che “tali relazioni dovrebbero operare nell’interesse dei cittadini dell’Unione e del Regno Unito, oggi e in futuro”;

18.    Il Parlamento deplora, in tale contesto, che il Regno Unito abbia annunciato che non sarà più applicato il principio della libera circolazione delle persone tra l’Unione e il Regno Unito; reputa che qualsiasi accordo sulle relazioni future tra l’UE e il Regno Unito debba prevedere ambiziose disposizioni in materia di circolazione delle persone; ribadisce che tali diritti dovrebbero essere commisurati al grado di cooperazione futura in altri settori; ricorda che i diritti alla libera circolazione sono direttamente collegati anche alle tre altre libertà fondamentali del mercato interno e sono particolarmente rilevanti per i servizi e le qualifiche professionali

19.    Il Parlamento chiede che siano garantiti i diritti futuri alla libera circolazione in tutta l’UE per i cittadini del Regno Unito cui si applica l’accordo di recesso, nonché il diritto a vita, per tali cittadini, di fare ritorno nel Regno Unito o nell’UE; invita gli Stati membri dell’UE-27 a garantire che i diritti di voto alle elezioni locali del paese di residenza siano garantiti a tutti i cittadini cui si applica l’accordo di recesso;

20.    Il Parlamento rammenta che molti cittadini del Regno Unito, sia residenti nel Regno Unito che residenti nell’UE-27, hanno espresso una forte opposizione alla perdita dei diritti di cui godono attualmente a norma dell’articolo 20 TFUE; propone che l’UE-27 esamini il modo per attenuare tale perdita di diritti entro i limiti del diritto primario dell’Unione, rispettando pienamente i principi di reciprocità, equità, simmetria e non discriminazione;

21.    Il Parlamento ricorda che il comitato misto di cui all’articolo 164 sarà responsabile dell’attuazione e dell’applicazione dell’accordo di recesso;

22.    Il Parlamento ritiene che sarebbe utile un controllo congiunto da parte del Parlamento europeo e del parlamento del Regno Unito sull’attuazione e l’applicazione dell’accordo di recesso, e accoglierebbe favorevolmente la creazione di strutture comuni a tal fine;

23.    Il Parlamento incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, ai parlamenti degli Stati membri e al governo del Regno Unito

Numero di membri delle commissioni parlamentari da cambiare dopo la Brexit

Oggi i deputati hanno votato sulla dimensione post-Brexit delle 20 commissioni e due sottocommissioni del Parlamento. In seguito alla votazione nella riunione plenaria del Parlamento, il Parlamento europeo ha ridefinito il numero dei membri che siedono nelle sue commissioni e sottocommissioni.

L’elenco dei membri sarà finalizzato dopo la conferma della nuova composizione del Parlamento, a seguito della ridistribuzione dei seggi tra gli Stati membri. L’elenco finale dei nuovi deputati si baserà sulla notifica ufficiale inviata dagli Stati membri.

Regole sulla composizione dei comitati

Secondo il regolamento del Parlamento ( articolo 209 del regolamento ), la composizione delle sue commissioni e sottocommissioni dovrebbe, per quanto possibile, riflettere la composizione del Parlamento nel suo insieme. La distribuzione proporzionale dei seggi tra i gruppi politici non deve discostarsi dal numero intero più vicino, con la Conferenza dei presidenti (vale a dire il presidente del PE e i leader dei gruppi politici) che risolvono eventuali controversie tra i gruppi sul loro peso proporzionale. I gruppi politici e i membri non iscritti decidono internamente chi è nominato in ciascun comitato e sottocomitato. La negoziazione di posti tra gruppi non è consentita.


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Executive Editor Pat Taylor

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