•  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

di Mark Fawcett

Da alcune ore, gli articoli di impeachment dalla Camera sono passati al Senato. Oggi vedere i pubblici ministeri camminare solennemente uno in fila all’altro dall’ala sud del Campidoglio, dove si trova la Camera all’ala nord dove si trova il Senato con in mano la documentazione che potrebbe distruggere la reputazione del 45esimo presidente degli Stati Uniti, ha fatto un certo effetto.

“La Camera ha approvato la Risoluzione 798 della Camera, una risoluzione che nomina e autorizza i dirigenti della pista di impeachment di Donald John Trump , Presidente degli Stati Uniti”

Trump si è lamentato su Twitter dicendo che è tutto un “imbroglio”, anche se pare ci siano nuove prove delle ‘sue forzature’ nei confronti del presidente ucraino. E la Pelosi mentre firmava i documenti, si è lasciata scappare una frase che la dice lunga sulle sue intenzioni: “Oggi faremo la storia”. Insomma probabilmente essere arrivati così a buon punto e avere raggiunto un traguardo fino a poco tempo fa inimmaginabile è chiaro che ha fatto perdere anche un po’ di diplomazia alla Pelosi. Com’è anche chiaro che per lei non c’è altra strada che l’impeachment anche al Senato per Trump.

Oggi a mezzogiorno il Senato si trasformerà in una corte volta a giudicare i fatti che determineranno se si è trattato di impeachment oppure no. La Costituzione chiede al giudice supremo John Roberts di presiedere il processo, amministrando il giuramento ai senatori che serviranno da giurati e giureranno di consegnare “giustizia imparziale”.

Il leader della maggioranza al Senato, Mitch McConnell, scrive Ap, si è impegnato a far sì che il Senato “si alzi al di sopra del meschino fazionismo” e “fervore di fazioni e serva i migliori interessi a lungo termine della nostra nazione”. Il processo inizierà martedì prossimo 21 gennaio, dopo le celebrazioni del novantesimo della nascita di Martin Luther King Jr. Mercoledì scorso, la Camera ha votato ed è stata favorevole a consegnare le accuse nei confronti di Trump. “Questo è l’impeachment”, ha detto Pelosi prima del voto. “Il presidente ha violato il suo giuramento, ha minato la nostra sicurezza nazionale, ha messo a repentaglio l’integrità delle nostre elezioni”. La squadra del presidente si aspetta l’assoluzione al Senato. Trump ha dato messaggi contrastanti sul fatto che preferisca un procedimento lungo o rapido e i senatori sono sotto pressione con le nuove prove emergenti che prevedono nuove audizioni.

“La sfida è ottenere un processo equo”, ha detto Schiff in un’intervista con The Associated Press. “Non dovrebbe essere una sfida, se i senatori saranno davvero all’altezza del loro giuramento per essere imparziali”.

L’accusa di Lev Parnas

Donald Trump “sapeva esattamente cosa stava succedendo” a proposito delle presunte pressioni esercitate dal suo avvocato Rudolph Giuliani sull’Ucraina perché indagasse sul figlio di Joe Biden per danneggiare il candidato di punta repubblicano per la Casa Bianca: l’accusa, che peggiora la situazione per Donald Trump a pochi giorni dall’apertura al Senato del processo per impeachment proprio sul dossier ucraino, viene dallo stretto collaboratore di Giuliani Lev Parnas, che ha rilasciato un’intervista all’emittente americana Msnbc. Secondo Parnas, il presidente “mente” quando dichiara di non saperne nulla, e invece sapeva che se a Kiev non ci fosse stata un’inchiesta su Hunter Biden, che era dirigente di una compagnia del gas ucraina, i fondi per l’aiuto militare richiesto dal presidente Zelensky sarebbero stati sospesi. Accuse negate tutte da Trump, che continua a parlare di macchinazione e di “caccia alle streghe”.


  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Translate »
error: Content is protected !!