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di Patrizia Bassi

Dal 1° gennaio 2022, gli utenti di luce e gas diranno addio al mercato tutelato, (N.d.R. che era nato in via provvisoria per aiutare le famiglie e le piccole imprese che non riuscivano a scegliere un operatore del mercato libero) per entrare obbligatoriamente nel mercato libero. Un processo iniziato in Italia nel 1999 con il cosiddetto decreto Bersani, che ha aperto le porte alla liberalizzazione di produzione, importazione, esportazione, acquisto e vendita di energia. L’obiettivo di questo passaggio, che dovrebbe garantire, una maggiore concorrenza e, di conseguenza, una potenziale diminuzione dei prezzi sulle bollette di luce e gas, ha creato negli utenti molta confusione, soprattutto riguardo alle tempistiche, visto che molti erano convinti tra l’altro che il termine fosse questo gennaio e si sono precipitati a cambiare le proprie utenze.

Il responsabile del settore Energia dell’Unione Nazionale dei Consumatori, Marco Vignola

Ora le domande sono davvero tante.  E quindi per sapere come regolarsi What-u ha chiesto l’ausilio di esperti del settore quale il responsabile del settore Energia dell’Unione Nazionale dei Consumatori, Marco Vignola. Si fa un gran parlare in questo periodo della possibile fine dei Mercati di Tutela per l’elettricità ed il gas e la completa apertura al Mercato Libero, anche se al momento non c’è nessuno obbligo di fare cambio visto che la data del passaggio è fissata al 1° gennaio 2022, come si devono regolare i consumatori? “Non devono cadere nel tranello di chi dice loro che è meglio cambiare ora”, spiega Vignola, “visto che la scadenza del passaggio è fissata al 1° gennaio 2022 e questo significa che, fino a quella data, sarà ancora possibile avvalersi dei contratti nei mercati di Tutela per elettricità e gas“.

Mercati di Tutela 

(Servizio di Maggior Tutela per l’elettricità e Servizio di Tutela per il gas)

hanno condizioni economiche e contrattuali regolate dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), e valgono per i clienti che ne hanno diritto e che non scelgono un nuovo contratto nel mercato libero. Le condizioni economiche sono variabili e vengono aggiornate dall’autorità ogni tre mesi

Mercato Libero

 è il cliente, sulla base di quanto offerto dalle società di vendita, a decidere quale venditore o tipo di contratto scegliere e quando e se cambiarli. Le condizioni economiche sono stabilite dal venditore sulla base di un’offerta commerciale

Che cosa accadrà a chi al 1° gennaio 2022 non avrà scelto volontariamente un contratto nel mercato libero? “Al momento purtroppo non è ancora possibile saperlo”. Spesso però le bollette contengono informazioni quasi incomprensibili per la maggior parte delle persone comuni. Come regolarsi per sommi capi sulle scelte future da fare? “Per evitare fregature occorre prepararsi con largo anticipo intanto cercando di capire in base alle nostre necessità quando usiamo maggiormente i nostri elettrodomestici, per scegliere l’opzione oraria più conveniente, anche andando a controllare quelle proposte nel Portale Offerte che è stato messo on-line da alcuni mesi dall’Autorità per l’energia e che già contiene tutte le offerte presenti sul mercato. E poi imparando a leggere e comprendere le caratteristiche tecniche della nostra fornitura e, soprattutto, la correttezza dei consumi fatturati sulla base dei dati di lettura riportati in bolletta confrontandoli con quanto segnato dal contatore”. Molte sono le persone che si sono già fatte convincere a cambiare contratto. Chi ha sottoscritto un contratto nel Mercato Libero potrebbe rientrare nel Mercato di Tutela e con quali costi? “Chi ha già sottoscritto un’offerta nel mercato libero può chiedere di rientrare nel mercato di tutela senza costi tranne quelli previsti per la sottoscrizione del nuovo contratto”. Tra i dubbi che assalgono i consumatori c’è anche quello del cambio contatore. “Il contatore”, assicura Vignola, “non viene cambiato se si cambia fornitore” e nemmeno viene interrotta la fornitura di gas ed elettricità”. E a chi è stato attivato un contratto con inganno che cosa deve fare? Per prima cosa occorre  inviare un reclamo scritto ai canali corretti presenti in bolletta e in caso di mancata risposta entro 40 giorni solari è possibile attivare una procedura di Conciliazione. Prima di accettare qualsiasi offerta (che sia telefonica o porta a porta) occorre controllare con attenzione le condizioni contrattuali e non solo verificare che siano effettivamente quelle per noi più convenienti, ma quelle che offrono informazioni sulla gestione delle eventuali controversie chiare”.

Paolo Cazzaniga, esperto per Altroconsumo di tariffe del mercato della luce e del gas

Per sapere come fare la scelta giusta What-u ha sentito il parere anche di Altroconsumo, parlando con  Paolo Cazzaniga, esperto di tariffe del mercato della luce e del gas. «Il primo problema che emerge nella lettura di una qualunque bolletta è riuscire a comprenderne il linguaggio tecnico». Le diciture “Spesa per il trasporto e gestione contatore” e “Spesa per la materia energia”, le due grandi voci all’interno delle quali si distingue la bolletta, a loro volta, sono «suddivise nel dettaglio in quota al consumo, che rappresenta il prodotto tra i kilowatt consumati e il prezzo dell’energia) “quote fisse” (pagate a prescindere dal consumo) e “quota potenza” (si tratta di un valore fisso che viene moltiplicato per la potenza del nostro contatore). Altre voci ancora riguardano le tasse, suddivise in accise e Iva». Insomma un quadro esplicativo apparentemente molto semplice da comprendere. Ma quali sono le voci da tenere d’occhio sia per il gas sia per l’elettricità? “Bisogna guardare il prezzo della materia prima ossia la componente più volatile del prezzo. Perché mentre le tariffe di trasporto non cambiano passando dalla tariffa tutelata a quella a mercato libero, il prezzo delle commodities invece può avere consistenti variazioni e quindi bisogna attendere il momento giusto per l’acquisto ossia quando il prezzo è più basso”. Il consiglio di Altroconsumo è quello di imparare a capire su cosa occorre concentrarsi per scegliere la propria offerta onde evitare di arrivare il 1 gennaio 2022 senza opzioni. Quindi bisogna esercitarsi a cambiare gestore, esattamente come avviene per la telefonia, non bisogna aspettare che ci sia qualcuno che lo faccia per noi”. “Se una persona non si sentisse in grado di affrontare un cambio gestore “da sola”, prosegue Cazzaniga, “Altroconsumo, attraverso l’iniziativa ‘Abbassa la bolletta’, quest’anno giunta alla sesta edizione, con oltre 60.000 consumatori iscritti e più di 10.000 utenti (risultati edizione 2018/2019 che si è conclusa il 31 marzo) che hanno sottoscritto un nuovo contratto di luce e gas con l’aiuto dei suoi esperti, può essere un valido aiuto”. Ma se si volesse fare un confronto fai-da-te quali sono i primi passi da fare? “Un buon confronto lo si può fare partendo dalle offerte a prezzo fisso, che sono le più facili da capire e che bloccano il prezzo della ‘materia prima’ per un certo periodo. Ad oggi un prezzo fisso buono è inferiore ai €0,04 al kw per 12 mesi, ma si tratta di un’indicazione che cambia molto rapidamente. Difficile fare previsioni di cosa potrà accadere nel prossimo futuro, perché come quando uno deve decidere di fare un mutuo, le variabili cambiano velocemente”. Che cosa succede a chi dal primo gennaio dal 1 gennaio 2022 non sarà passato al mercato libero? il rischio è di dovere pagare tariffe più alte assegnate last minute dall’operatore. Quindi è meglio non rischiare. Bisogna imparare a stare sul mercato libero. Leggere e capire le condizioni contrattuali, in particolare le condizioni tecnico economiche, che descrivono i prezzi applicati. In pratica, prima di firmare bisogna fare gli opportuni controlli”.

DA COSA È DATO IL COSTO DELL’ENERGIA ELETTRICA? CE LO DICE ADOC

Il costo dell’energia elettrica, scrive Adoc, l’Associazione Difesa Orientamento Consumatori, è dato dall’insieme di diverse spese: alcune fisse altre invece variabili, ovvero che dipendono dal consumo elettrico dello specifico cliente. Per comprendere quando viene a costarti la corrente elettrica controlla le voci in bolletta che trovi sotto il nome di costo medio unitario della bolletta e costo medio unitario della spesa per la materia energia:

  • Costo medio unitario della bolletta: consente al cliente di comprendere il costo medio della propria utenza elettrica. Non corrisponde al costo kWh effettivo, in quanto include sia le quote fisse che quelle variabili rispetto al consumo, oltre che eventuali ricalcoli (conguagli);
  • Costo medio unitario della spesa per la materia energia: consente al cliente di valutare il costo medio relativo alle attività svolte dal fornitore (Enel, Eni, Acea, ecc.) per fornire energia elettrica. Anche in questo caso il valore non corrisponde al costo kWh effettivo, in quanto risente della presenza degli importi fissi, espressi in euro/cliente/mese (o euro/POD/mese) e di eventuali corrispettivi differenziati per scaglioni di consumo.

Passiamo poi al grafico a torta che troviamo sulla bolletta. In esso sono descritti nello specifico i corrispettivi fatturati suddivisi in quattro voci di spesa principali:

  • Spesa per la materia prima energia: comprendono il prezzo dell’energia, le perdite di rete, la componente di dispacciamento ed altre voci;
  • Spese per il trasporto e la gestione del contatore: costi per il trasporto e la distribuzione dell’energia sulla rete di trasmissione nazionale per la gestione e lettura dei contatori, nonché per la gestione dei dati delle letture;
  • Spese per gli oneri di sistema: costi fatturati per la copertura delle attività di interesse generale per il sistema elettrico e viene pagato da tutti i clienti finali,
  • Totale imposte ed IVA
  • Canone di abbonamento alla televisione per uso privato: questa voce è presente solo nelle bollette in cui viene addebitata una quota del canone di abbonamento alla televisione dovuto per l’anno in corso.

Nota bene che la concorrenza tra le offerte commerciali nel mercato libero è legata solamente alla spesa per la materia energia, ossia la quota energia ed i servizi di commercializzazione. Gli oneri di sistema, i costi di gestione e trasporto contatore nonché le imposte e l’IVA sono uguali per tutti i fornitori di energia elettrica perché sono costi stabiliti dall’ARERA.

SPESA PER MATERIA ENERGIA

I servizi di vendita sono la quota maggiore, pari circa al 50%, della bolletta dell’utente domestico tipo (potenza impegnata pari a 3 kW e consumi annui pari a 2700 kWh). Questi servizi comprendono i costi delle attività sostenuti dal fornitore per acquistare e rivendere l’energia elettrica al cliente finale. Sono a loro volta suddivisi in:

  • Quota fissa: costo di commercializzazione vendita e dispacciamento;
  • Quota energia: proporzionale ai consumi (€/kWh) energia, dispacciamento, sbilanciamento, perequazione energia.

Ecco i dettagli per ogni singola voce

  • Prezzo dell’energia (PE): corrisponde al costo per l’acquisto dell’energia elettrica. Per il mercato tutelato le perdite sono incluse nel prezzo dell’energia, per il mercato libero invece sono indicate in una voce separata. Per i clienti che si trovano nel mercato libero il PE è definito in base alla soluzione commerciale scelta, mentre per coloro nel servizio di maggior tutela è l’Autorità a fissare ed aggiornare il prezzo ogni tre mesi tenendo conto delle spese dell’Acquirente Unico (l’organismo incaricato degli acquisti per i clienti in maggior tutela) per comprare l’energia sul mercato.
  • Prezzo commercializzazione e vendita (PCV): per i clienti del mercato tutelato è fissato dall’Autorità sulla base dei costi sostenuti in media da un operatore del mercato libero.
  •  Prezzo del dispacciamento (PD): Relativo alle attività necessarie per mantenere la rete elettrica in costante equilibrio, ossia per far sì che l’elettricità consumata corrisponda esattamente a quella immessa prodotta dalle centrali. Il PD viene determinato secondo un valore aggiornato ogni tre mesi dall’Autorità; nei contratti di mercato libero può essere previsto in modo diverso.
  • Prezzo di perequazione energia (PPE): questa componente è prevista solo nel servizio di maggior tutela per coprire le spese effettive di acquisto e dispacciamento dell’energia dell’Acquirente Unico e quanto pagato dai clienti.
  • Spesa per la gestione del contatore: Questa quota copre le spese per le attività di trasmissione dell’energia sulle reti nazionali, di distribuzione a livello locale e di misura, ossia la gestione del contatore. Per questi servizi di rete si paga una tariffa uniformemente applicata su tutto il territorio nazionale, tale tariffa è fissata annualmente dall’Autorità tenendo conto dell’inflazione, degli investimenti realizzati per migliorare la continuità del servizio e degli obiettivi di recupero di efficienza. I servizi di rete sono divisi in:
  • Quota fissa: indipendente dai consumi, si misura generalmente in €/cliente/mese;
  • Quota potenza: in proporzione alla potenza impegnata, misurata in €/kW/mese;
  • Quota variabile: espressa in €/kWh in relazione alla quantità di energia trasportata per soddisfare la richiesta del cliente.
  • Oneri di sistema: Gli oneri generali di sistema sono pagati da tutti i clienti finali con l’eccezione di alcune voci per i destinatari del bonus elettrico. Gli oneri generali di sistema vanno a coprire:
  • ASOS: relativi al sostegno delle energie rinnovabili e alla cogenerazione
  • ARIM: i rimanenti oneri generali

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