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di Barbara Fazzoni

Dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi arriva la prima regolamentazione in Italia degli affitti brevi o meglio per essere precisi della “Locazione breve di immobili con finalità turistica”. Il contratto viene reso disponibile per offrire un servizio per chi dà la casa in affitto per brevi periodi e si rivolge a tutti coloro che vogliono mettere a reddito il loro immobile o parte di esso con locazioni brevi con l’obiettivo di semplificare il rapporto tra Guest e Host. Difatti si tratta di un contratto semplice e di immediata comprensione, che può essere sottoscritto direttamente tra le parti e che tra l’altro ha avuto anche l’approvazione di importanti associazioni, a partire da Rescasa e poi Altroconsumo, UNC, OspitaMI, Lega Consumatori, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Casa del Consumatore, Assoutenti, ACU (Associazione Consumatori Utenti), ADICONSUM e Udicon. I passi successivi vedranno la costituzione, sempre presso la Camera di Commercio di Tavoli di lavoro con la partecipazione delle piattaforme informatiche e dei property manager. Tra le novità per gli affitti brevi a scopo turistico, c’è quella del pagamento della tassa di soggiorno sulla base delle norme territoriali, la reciproca presentazione dei documenti per la sicurezza, l’inventario aggiornato dei beni in casa per l’effettivo e costante controllo delle dotazioni, la segnalazione con esposizione delle “regole pratiche” su temi significativi come fumo, parcheggio, animali, l’obbligo di esibire in casa il regolamento, la gestione della disdetta, da parte di entrambe le parti, con l’eventuale  parziale rimborso del pagamento, la necessità di pulizia iniziale/finale  e rispondenza alle immagini online dell’alloggio, la correttezza e velocità nell’accoglienza e nel rilascio dell’immobile  alla data e negli orari previsti. 

Sul fronte controversie, un’altra garanzia è quella di potere fruire di un servizio di grande utilità, che tra l’altro non obbliga ad adire immediatamente o per forza alle vie legali, che è il Servizio di conciliazione della Camera Arbitrale di Milano per esperire una mediazione, che offre l’opportunità di risolvere in breve tempo controversie con l’aiuto di abili mediatori

Beatrice Zanolini, consigliere della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi

Per saperne un po’ di più e farci raccontare le ultime novità What-u ha intervistato Beatrice Zanolini, consigliere della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, che sta seguendo in prima persona l’evoluzione di queste novità sugli affitti brevi.

Perché se ne parla?

“Con oltre 2 mila immobili adibiti a locazioni turistiche a Milano, con più di 4 mila camere e 10 mila posti letto, la nostra CCIAA ha ritenuto opportuno farsi promotrice di un contratto tipo e di linee guida di riferimento partendo dal proprio territorio. Il mercato della locazione abitativa è in continua evoluzione e non sempre trova risposte adeguate, in termini sia normativi che di prodotto, soprattutto in ambito di locazioni brevi e turistiche anche per via della crescita esponenziale e veloce del settore. Le leggi sono ormai troppo datate per la locazione a lungo termine e ancor più lo è il codice civile al quale fa riferimento il settore delle locazioni brevi. Per questo, come Camera di commercio insieme alle associazioni coinvolte, siamo andati a delineare uno standard che può aiutare a normare il mercato degli affitti brevi, soprattutto quelli di tipo turistico. Il nostro contratto tipo, che tutela e indirizza sia “host” che “guest” è stato anche tradotto in quattro lingue per essere chiari e trasparenti nei confronti degli utenti stranieri in continuo aumento. Abbiamo scelto le lingue più utilizzate per chi visita Milano: inglese, tedesco, russo e cinese”.

Cosa cambia per chi affitta e per chi prende in locazione?

“Il contratto tipo vuole essere una guida pratica per affrontare in modo corretto un settore che spesso, purtroppo, porta a situazioni spiacevoli anche per assenza di norme chiare e univoche. Si parte dalla tassa di soggiorno che è dovuta in caso di attività legata all’ospitalità turistica. Per la sicurezza di host e guest suggeriamo la presentazione reciproca e dettagliata dei documenti. È bene fare chiarezza sulle “regole pratiche” da parte dell’host, su temi significativi come fumo, parcheggio, animali; se si tratta di inserire l’attività in un contesto condominiale è ancor più necessario rispettare le regole. Tra gli altri suggerimenti c’è la redazione di un inventario dei beni in casa, agevolando poi le verifiche a fine locazione. Consigliamo poi l’obbligo di esibire in casa un testo del regolamento da rispettare, così che non ci siano dubbi su come comportarsi durante il soggiorno e allo stesso tempo come garanzia per il guest. A volte è di difficile gestione la disdetta: noi proponiamo il parziale rimborso. A tutela del guest indichiamo la necessità di pulizia e la rispondenza alle immagini online, la correttezza e velocità nell’accoglienza. Ma si chiede anche di lasciare liberi i locali nella data e negli orari previsti”.

Quasi 3 mila “home sharing” a Milano Monza Brianza Lodi con oltre 4 mila camere e 10 mila posti letto, di cui 2.488 a Milano con 4.155 camere e 9.534 posti letto. Di “Home sharing” si parla nella pronuncia della Corte Costituzione nr. 84/2019 ed il Decreto della Regione Lombardia n. 13056 del 17 settembre 2019, con il quale è stato approvato il Modello di comunicazione della messa sul mercato del proprio alloggio per finalità turistica

Milano città pilota e poi quali saranno a suo avviso i prossimi passi?

“Il contratto tipo ora c’è, è una realtà e siamo certi che questo possa portare presto gli operatori a farne uso perché rappresenta una tutela con diritti e doveri delle parti. Attendiamo di vedere la diffusione di queste buone pratiche e il recepimento sui nostri territori di Milano, Monza Brianza, Lodi. Si tratta di un primo passo e possiamo aspettarci anche una estensione a livello nazionale. Anzi ce la auspichiamo. Nel caso, siamo pronti a  portare la nostra esperienza per gli altri territori che vogliano imitare questo modello milanese”.

Obiettivi nel medio termine?

“Questo contratto è il primo nel suo genere a livello nazionale, non è obbligatorio e si riferisce, per ora, al rapporto tra privati. Dalla presentazione del progetto, dopo poche settimane, abbiamo inserito le traduzioni per permettere un uso concreto per gli ospiti stranieri. Ora inizia per noi, insieme alle associazioni partecipanti, la fase della gestione delle richieste e di accompagnamento per chi è attivo negli affitti brevi, per la gestione delle situazioni nei singoli casi e siamo pronti a perfezionare e migliorare questo strumento in corso d’opera. Sono convinta che proprio dalle situazioni che si presenteranno in concreto possiamo dare applicazione alle regole  inserite nel contratto tipo. La nostra Camera di commercio si conferma in tal senso come punto di riferimento per l’attrattività internazionale del nostro territorio, valorizzando le eccellenze e promuovendo attivamente una cultura di rispetto delle regole”.

I capitoli del nuovo contratto.   1. Check in, 2. Check out, 3. Canone e termini di pagamento, 4. Caratteristiche dell’ALLOGGIO e spese incluse nel CANONE, 5. Servizi di fornitura di biancheria e pulizia, 6. Pagamenti aggiuntivi, 7. Sicurezza, 8. Regolamento di Utilizzo, 9. Obblighi di riparazione e manutenzione, 10. Obblighi di custodia, 11. Cauzione, 13. Ritardo o inadempimento dell’HOST, 14. Ritardo o inadempimento del GUEST, 15. Controversie con tentativo di mediazione

Nella foto al centro Beatrice Zanolini, consigliere della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi

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