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Il consigliere della Casa Bianca Pat Cipollone parla durante il processo di impeachment contro il presidente Donald Trump al Senato presso il Campidoglio degli Stati Uniti a Washington, sabato 25 gennaio 2020. (Tv del Senato via AP)

di Colin Anthony Groves

La task force di avvocati messa in campo dal presidente Donald Trump in sua difesa nel processo di impeachment che lo vede suo malgrado (ma anche no) protagonista delle cronache internazionali, sabato ha dichiarato che le accuse contro il presidente sono solo un tentativo di farlo fuori sul fronte politico e determinare la sua sconfitta alle prossime elezioni. Trump non ha nessuna colpa, ha fatto il suo dovere e da presidente degli Stati Uniti ha solo cercato di fare delle verifiche su possibili scambi di favori e informazioni riservate con l’Ucraina. Così le indagini che Trump aveva chiesto di fare su Joe Biden per andare a fondo sui suoi affari in Ucraina non avrebbero avuto il fine di conoscere la verità per farlo fuori come avversario politico, ma l’obiettivo di capire se le sue attività oltreconfine stavano danneggiando gli Stati Uniti. Et voilà il ribaltone è servito. Pat Cipollone, in realtà il suo vero nome è Pasquale, l’avvocato americano che ricopre il ruolo di Consigliere della Casa Bianca per il presidente Trump ieri ha dichiarato alla stampa: “Sono qui per perpetrare l’interferenza più massiccia in un’elezione nella storia americana”, ha detto ai senatori il consigliere della Casa Bianca Pat Cipollone. “E non possiamo permettere che ciò accada”. Gli avvocati del presidente stanno portando una difesa aggressiva che non lascia spazio ai ‘sé’ e ai ‘ma’ e offrono una visione  che ritrae Trump assediato da oppositori politici determinati a garantire che non venga rieletto a novembre. Jay Sekulow, un altro avvocato della squadra legale di Trump, ha detto che i democratici stanno sollevando un polverone sui rapporti di Trump con l’Ucraina semplicemente perché ci avevano provato con la Russia, ma non ci sono riusciti perché il rapporto del consigliere speciale Robert Mueller, dove erano descritti nel dettaglio i legami tra “la campagna di Trump del 2016 e la Russia”, ha scagionato il presidente da qualsiasi accusa e smontato la cospirazione dei democratici. Dalla Casa Bianca, Trump ha twittato la sua risposta: “Qualsiasi persona di buon senso che guardi il processo al Senato oggi sarebbe in grado di vedere quanto ingiustamente sono stato trattato e che questa è davvero la bufala di impeachment totalmente partigiana che TUTTI, compresi i democratici, lo sanno che lo è per davvero”.

L’assoluzione di Trump, dato che i repubblicani hanno la maggioranza in Senato, sembra già scontata. Per la sua rimozione sarebbero necessari almeno due terzi dei consensi che facendo due conti al momento non sembra ci siano.  Il democratico Adam Schiff, Presidente del Comitato di intelligence della Camera, membro della Camera dei Rappresentanti per lo stato della California, continua a puntare il dito contro Trump e dice: “Bisogna dare all’America un processo equo”.

“Donald Trump”, ha scritto Sciff su Twitter, “deve essere condannato e rimosso dalla sua carica. Perché sceglierà sempre il proprio interesse personale rispetto al nostro interesse nazionale. Perché in America, il diritto conta. La verità conta. Altrimenti, nessuna Costituzione può proteggerci. Altrimenti, ci siamo persi”.

Insomma per i democratici il controllo del potere presidenziale è indiscutibile perché a loro dire “la posta in gioco è la sicurezza delle elezioni americane, il posto dell’America nel mondo”. Sabato mattina, i dirigenti della Camera alle 9:30 sono arrivati numerosi in Campidoglio, come se avessero organizzato un corteo, per consegnare al Senato 28.578 pagine per rafforzare il “je accuse” contro Trump. Per contro, i repubblicani hanno accusato i democratici di aver citato prove e omesso informazioni favorevoli al presidente, lanciando una luce nefasta su azioni e decisioni che il presidente era legittimato a prendere. 

Schiff in seguito ha detto ai giornalisti: “Quando il tuo cliente è colpevole, quando il tuo cliente è morto per i diritti, non vuoi parlare del tuo cliente, vuoi attaccare l’accusa”.

I repubblicani hanno replicato sostenendo che non c’erano e ci sono prove che Trump abbia trattenuto gli aiuti militari promessi all’Ucraina in cambio di informazioni segrete sui Bidens , sottolineando che l’Ucraina non sapeva nemmeno che il denaro era stato messo in pausa fino a poco prima del suo rilascio. Gli avvocati di Trump continuano a dire che il presidente è stato vittima non solo dell’invidia dei democratici, ma anche di agenti e pubblici ministeri troppo zelanti. La prossima settimana il Senato deciderà le sorti di Trump. I democratici continuano a chiedere che vengano acquisite nuove testimonianze, incluse quelle del capo dello staff in carica Mick Mulvaney e dell’ex consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, che però hanno già rifiutato di comparire davanti alla Camera. 


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