TRUMP DOPO LA VITTORIA CACCIA DALLA CASA BIANCA IL SUO DELATORE

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Ora è arrivato per lui il momento della resa dei conti

La foto risale al 19 novembre 2019, e mostra il tenente colonnello Alexander Vindman mentre presta giuramento davanti al Comitato di intelligence della Camera a Capitol Hill a Washington durante un’udienza (Foto AP / Andrew Harnik, File)

di Colin Anthony Groves

Chissà quante volte il presidente Trump avrà prima sperato, e poi pensato, man mano che il processo di impeachment andava avanti, fino all’approdo più agognato del caso in Senato, a un finale di questo tipo. Ossia la cacciata dalla Casa Bianca, quasi stile Lehman Brothers, del  suo delatore, il tenente colonnello Alexander Vindman. E quel giorno è arrivato proprio ieri quando al pluridecorato tenente che ha svolto un ruolo centrale nel caso di impeachment sostenuto dei democratici contro il presidente Donald Trump, è stato licenziato e scortato fuori dalla Casa Bianca. Un “atto di vendetta”, ha detto il suo avvocato David Pressman, solo perché ha detto la verità. “Una verità che è costata cara al suo cliente che ha dovuto rinunciare al suo lavoro, alla sua carriera e alla sua privacy”, ha sottolineato il legale. “Ha fatto ciò che ogni militare dovrebbe fare ogni giorno: ha seguito gli ordini, ha obbedito al suo giuramento e ha servito il suo paese”, ha proseguito Pressman. “E per questo, l’uomo più potente del mondo, ha deciso di vendicarsi”. Un’accusa che la Casa Bianca ha deciso di ignorare perché alla fin fine chi vince vince e quando i fatti prevaricano le parole, anche il silenzio fa gioco nei piani di vendetta. Vindman ha fatto il suo dovere, ha testimoniato perché pensava fosse “corretto” quanto fosse “scorretto” da parte di un presidente degli Stati Uniti d’America “chiedere che un governo straniero indagasse” sull’ex vicepresidente Joe Biden e sui rapporti di suo figlio con la compagnia energetica Burisma in Ucraina. Ma questi fatti oramai appartengono al passato dice Trump, che post-assoluzione, ha festeggiato la vittoria con i sostenitori repubblicani nella East Room, dichiarando poco dopo di “non essere contento di Vindman”, ai giornalisti sul South Lawn della Casa Bianca. “Pensate che dovrei essere felice con lui? Non sono. … Prenderò delle decisioni”. E così detto e fatto nel giro di poche ore ha dato il “benservito” a Vindman, un veterano dell’esercito da oltre 20 anni, che ha indossato la sua uniforme piena di medaglie, tra cui un cuore colore viola, quando ha reso la sua testimonianza. E caduto dalla padella alla brace hanno detto i sostenitori di Trump che hanno sollevato obiezioni sulla sua integrità, sulla sua fedeltà, lasciando trapelare che Vindman in passato ha ricevuto offerte di lavoro dal governo ucraino (N,d,R. : seppure da lui respinte).

Un account Twitter utilizzato dalla campagna di rielezione del presidente, @TrumpWarRoom, ha affermato che la condotta di Vindman è stata grave, perché il tenente colonnello ha fatto trapelare informazioni al whistleblower, la cui denuncia ha dato il via alle indagini e alla guerra dei democratici contro Trump”. Ma ora per Trump è arrivata la resa dei conti. Il leader delle minoranze del Senato Chuck Schumer ha affermato che il licenziamento di Vindman è stato un altro esempio di come la “Casa Bianca fugga dalla verità”. “Questa azione non è un segno di forza. Mostra solo la debolezza del presidente Trump. “Hillary Clinton, il candidato presidenziale democratico del 2016, ha ricordato come Vindman, durante la sua testimonianza davanti al panel di impeachment della Camera, affermò di aver rassicurato il padre preoccupato che sarebbe stato “bene dire la verità”. Aggiungendo scrivendolo in un tweet: “Che è spaventoso che questa amministrazione non possa dimostrare che Trump ha torto”. Al segretario alla Difesa Mark Esper i giorni scorsi è stato chiesto cosa aveva fatto il Pentagono per assicurarsi che Vindman non avrebbe subito alcuna ritorsione e la risposta è stata: “Proteggiamo tutti i nostri membri del servizio dalla punizione o qualcosa del genere”, ha detto Esper. “L’abbiamo già affrontato nella politica e in altri mezzi.” Ma al momento per Vindman l’unica strada da percorrere è stata quella di uscita dalla Casa Bianca

Pressman ha rilasciato una dichiarazione di una pagina per ribadire che Vindman ha fatto parte di un gruppo di uomini e donne che coraggiosamente “hanno messo la loro fiducia nel paese prima della paura”, pagando un prezzo”. Al colonnello Vindman fu chiesto di partire per dire la verità. Il suo onore, il suo impegno a destra, ha spaventato i potenti”.


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