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di Paola Di Vella

Alberto Zangrillo, primario dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione Generale e Cardio-Toraco-Vascolare e Referente Direzionale Aree Cliniche dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano lo ha detto chiaramente: “Se non è strettamente necessario rimanete a casa”. Ma c’è chi finora in particolare nella Milano da bere, ha preso sottogamba queste raccomandazioni affollando comunque i locali della movida in particolare sui Navigli per non parlare poi degli impianti sciistici gremiti tra Lombardia, Trentino Alto Adige e Veneto. Molti i negozi chiusi in Lombardia, tra i primi quelli cinesi che coscientemente si sono attenuti alle richieste precauzionali, ma molti anche i negozi aperti che, farmacie e qualche bar a parte, che aveva l’obbligo di fare entrare la gente mantenendo le persone a un metro di distanza l’una dall’altra, non hanno rispettato le misure precauzionali finora consigliate dal Governo, come per esempio l’ingresso contingentato di persone nei loro locali al fine di evitare assembramenti. Così, visto l’aumento dei contagi, il Governo ha deciso una stretta delle misure da adottare e mentre stava discutendo la bozza dei provvedimenti parzialmente decisi, e non ancora definitivi, la bozza di questo decreto non ancora approvato nella versione definitiva è stata pubblicata su alcuni importanti media creando molto caos in particolar modo fra gli abitanti della Lombardia.

“È necessario chiarire quel che è successo una cosa inaccettabile”, ha detto nella notte di domenica 8 marzo, il premier Giuseppe Conte, nel corso della conferenza stampa straordinaria indetta per spiegare che la bozza del decreto del Presidente del Consiglio ancora in discussione per introdurre le nuove misure per contrastare la diffusione del virus, era stata incautamente pubblicata nella versione non definitiva, ovviamente a sua sua insaputa, sui alcuni dei principali quotidiani italiani, provocando il caos. Conte si è detto basito per l’accaduto e ci ha tenuto a precisare che il decreto elaborato nella sua versione definitiva pervenute le osservazioni delle regioni, sarebbe stato approvato e pubblicato fra qualche ora, sulla Gazzetta Ufficiale, facendo di fatto ottenere a tutte le prescrizioni in esso contenute in vigore di legge

Ecco che cosa prevede il nuovo decreto

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Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il nuovo Dpcm recante ulteriori misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19  sull’intero territorio nazionale Alla Lombardia e varie province Modena Parma Piacenza Reggio Emilia Rimini Pesaro-Urbino Alessandria Asti Novara Verbano Cusio Ossola Vercelli Padova Treviso e Venezia verranno applicate delle misure restrittive più rigorose. “In entrata e in uscita da questi territori si muoverà quindi solo per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, spostamenti per motivi di salute, rientro presso il proprio domicilio abitazione o residenza per chi ne avesse necessità. Ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre maggiore di 37 gradi centigradi è fortemente raccomandato di rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali oltre che di contattare il proprio medico curante a prescindere che uno sia positivi o no. Divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione, dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus. Previste anche una serie di misure che riguardano tutte le attività commerciali funzioni imprenditoriali. Per esempio sono sospesi tutti gli eventi le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina sia in luoghi pubblici sia in luoghi privati, tutte le manifestazioni a carattere ludico culturale e sportivo religioso fieristico, in sospeso e tutte tutti gli eventi nei cinema, nei teatri, nelle scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse sale bingo, discoteche, perché non possiamo più permetterci in queste aree aggregazioni di persone. E’ già noto che sono state sospese anche le attività didattiche nelle scuole, nelle università, salvo quelle a distanza. Sospese anche tutte le cerimonie civili e religiose e anche quelle funebri. È consentita solo apertura dei luoghi di culto, ma condizionatamente all’adozione di alcune misure organizzative e tali da evitare assembramenti di persone gli altri istituti luoghi di cultura dalle 6 alle 18 con obbligo a carico del gestore di predisporre le condizioni per garantire la possibilità del rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno 1 metro e in caso di violazione è prevista sanzione che prevede la sospensione dell’attività. Nel decreto”, ha proseguito Conte, “che da domani diffonderemo nella sua versione definitiva da me firmata poi ci sono delle misure che riguardano tutte le restanti regioni e province del territorio nazionale. Anche per queste aree sono state previste delle misure restrittive meno severe rispetto a quelle che ho riassunto in ogni caso sono sospesi anche i congressi, i meeting, gli eventi sociali e spettacoli di qualsiasi natura inclusi quelli cinematografici e teatrali svolti in ogni luogo pubblico e privato. Nel restante territorio nazionale sono sospese attività quali pub, scuole di ballo, discoteche e locali assimilati, è sospesa l’apertura dei musei, degli altri istituti luoghi di cultura lo svolgimento delle attività di ristorazione dei bar è consentito, ma con obbligo da parte del gestore di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonali almeno 1 m pena sanzione e sospensione dell’attività in caso di violazione Sono sospesi anche viaggi istruzioni, iniziative di scambio gemellaggio, visite guidate, uscite didattiche Abbiamo due obiettivi fondamentalmente”, prosegue Conte, “la prima è quella di contenere la diffusione del contagio” “la seconda è evitare il sovraccarico delle strutture ospedaliere”.


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