•  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

di Beppe Vigani

Se il governo accetterà il protocollo stilato dalla commissione medica della Figc, si ripartirà. Il calcio mondiale fa i conti: perdite di molti miliardi. Nonostante contagi, morti e una vita che sta proseguendo in modo surreale, i vertici della Lega, e l’accordo delle autorità nazionali, hanno deciso: il calcio ricomincia dalla Coppa Italia, coronavirus permettendo. Il giorno X sarà il 27-28 maggio (semifinale di ritorno per la coccarda tricolore), poi se il dio del pallone sarà benevolo, si disputerà anche il campionato. Si parla dell’ultimo giorno 31 dello stesso mese. Champions ed Europa League, come in un casello autostradale, in coda. Nella riunione della commissione medica della Federcalcio di ieri, presieduta dal professor Paolo Zeppilli, si è parlato di un iter necessario per arrivare al raggiungimento dell’obiettivo. Dopo il protocollo (in attesa per settimana prossima), si passerà alla decisione del Governo, che valuterà il permesso all’attività professionistica (compresi i campionati di B e C). Se gli step continueranno positivamente, si passerà all’esame del doppio tampone con altri test (cardiaci e polmonari) a gruppi diversificati. Da questo punto potranno partire anche gli allenamenti sfalsati delle squadre di Serie A, B e C. Da qui inizia la parte più complicata. I centri delle rispettive squadre saranno chiusi all’esterno, nella prima settimana un metro (se non due) di distanziamento sociale, in seguito allenamenti a pieno regime. Dulcis in fundo, nuovo protocollo per il ritorno alle partite ufficiali.

È inutile entrare in merito a decisioni, che spaccheranno in due l’opinione pubblica, ma è indubbio che il virus che sta flagellando il mondo intero, abbia messo sotto scacco anche lo sport più famoso e praticato del pianeta. Non sono quantificabili le perdite economiche. Tra rescissioni, tagli di stipendi, la disponibilità economica dei club si ridurrà drasticamente per alcuni. Gli analisti del settore hanno stimato una perdita totale di circa dieci miliardi sulla quotazione dei calciatori. A causa della crisi economica e del calo della Borsa (molti club sono quotati sui mercati finanziari) la mancanza di liquidità porterà molto probabilmente i prezzi ad abbassarsi rispetto a qualche mese fa. Il taglio del valore sarà in media del 20-25-30% per i veterani e solo del 10% per i calciatori più giovani. Conti alla mano, Lionel Messi oggi varrebbe un centinaio di milioni invece che 150, mentre Cristiano Ronaldo 50 (-25), Lautaro Martinez 100 (-20), Kilyan Mbappe con un valore stimato di 150 milioni (-40), Virgil van Dijk 120 (-30). Se poi dovessimo parlare di mancati introiti del pubblico, tagli pubblicitari, tagli dei diritti tv, ecco che le cose cominciano a prendere dimensioni gigantesche. In Italia si sfiora il miliardo, in Premier League sono andate in fumo più di un miliardo di sterline (solo il Manchester United rischia di perdere 116 milioni).


  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Translate »
error: Content is protected !!