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di Beppevi

Serve anche la festa dei lavoratori per provare a far ripartire il calcio. L’Assemblea riunita oggi pomeriggio ha sancito all’unanimità che “bisogna concludere il campionato attuale”. Il governo ieri ha aperto alla possibilità di imporre lo stop al campionato, oggi la Lega nel corso della sua assemblea ha presentato un protocollo sulla ripresa del torneo (non sugli aspetti medici ma logistici) e un paio di bozze del nuovo calendario. Il protocollo è un documento

molto dettagliato che descrive come disciplinare i viaggi in pullman e in aereo, l’ingresso negli stadi delle squadre e delle altre persone ammesse, le procedure di sanificazione dei centri di allenamento e degli impianti, la preparazione dei terreni di gioco e la gestione delle relazioni con i broadcast e i media. Ci saranno regole chiare che esuleranno da quelle sanitarie. Che in verità sono essenziali poiché senza di esse non sarà possibile ripartire con le sedute anche individuali nei centri sportivi. Se non si potrà iniziare il 4, le società si augurano di poter iniziare il 14 gli esami, in vista del 18. 

L’idea dei presidenti è di ripartire il 9-10 giugno con le semifinali di Coppa Italia, in modo da avere 16 “finestre”, una in più rispetto alle 15 necessarie per completare le 12 giornate di campionato, i 4 recuperi, le semifinali e la finale del trofeo nazionale. La priorità dell’Uefa è di terminare i campionati, anche con i playoff, e le coppe nazionali possono essere non assegnate. Se la Coppa Italia non avrà un vincitore, il quadro delle 7 italiane in Europa nel 2020-21 sarà dunque completato con la settima classificata in campionato, che farà i preliminari di EL. L’ipotesi di protrarre i tornei nazionali oltre il 2 agosto dopo la fine della Ligue 1 a Nyon perde consensi Il presidente dell’UEFA, Aleksander Ceferin, vuole giocare le coppe ad agosto.

Protocollo – La giornata di domenica sarà fondamentale per la ripresa degli allenamenti delle squadre di Serie A. Il Governo convocherà davanti alla Commissione tecnico-scientifica i rappresentanti della Federcalcio per confrontarsi sulla ripresa delle sedute, come da protocollo. In queste ore, peraltro, la FIGC attende di ricevere i rilievi sollevati dalla Commissione governativa, in modo da arrivare preparati all’appuntamento e, magari, accelerare i tempi.

Come già detto dal Ministro delle politiche giovanili e dello sport, Vincenzo Spadafora, sono in arrivo integrazioni e correzioni del lavoro svolto, con particolare attenzione sul tema dei positivi. Secondo il documento elaborato dalla Figc, in caso di nuova positività, l’isolamento andava previsto solo per il contagiato, mentre per tutti coloro con cui era entrato in contatto sarebbero bastati tamponi ripetuti a distanza di tempo (come previsto dal modello tedesco). La Fmsi, invece, rifacendosi al Dpcm del governo, prevede la quarantena di due settimane sia per il malato sia per gli altri. Sdoganata questa norma, il percorso verso la ripresa del campionato sarà un rebus difficile da risolvere. Difficile non immaginare un nuovo stop, qualora saltasse fuori un nuovo contagiato. Da non escludersi una situazione simile anche alla ripartenza a settembre.


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