•  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

di Beppevi

Il mondo pallonaro (e non in senso solo lato) italiano è ricominciato. A dire il vero sembra tutto come prima, anzi no. Napoli-Inter è stata una gara divertente, a tratti persino entusiasmante, peccato che a gioire siano stati solo i giocatori partenopei, poiché  i tifosi erano a fare gli scongiuri fuori dal San Paolo (da quelle parti ci riescono molto bene) o appollaiati su divano, davanti al televisore con parenti, amici e conoscenti, nonostante il Covid-19 non fosse tanto d’accordo. Ma tant’è. Dopo il match soporifero tra Juventus e Milan del giorno prima, con esito abbastanza scontato, è toccato a Rino Gattuso e Antonio Conte suonarsele di santa ragione con l’hurrà finale del primo. Ora mister undici milioni, arrivato a Milano con le stimmate del salvatore della patria e quindi del vincitore, dovrà studiare come riuscire a rimettere in carreggiata una macchina potente, ma poco manovrabile. La stagione, al momento, appare molto deludente dalle parti del Naviglio nerazzurro, si proverà di tutto per non farla diventare fallimentare. Domenica l’Inter riceverà la Sampdoria (match della 25ma giornata rinviato, dopo che Juventus e Lazio avevano già giocato); vincere permetterebbe a Samir Handanovic e compagni di partecipare alla volata finale per il titolo, poiché la Beneamata tornerebbe a sei lunghezze dalla Juventus e cinque dalla Lazio. Tempo per rovesciare una stagione in chiaroscuro ce n’è, guai non esserne consapevoli. L’undici visto contro gli azzurri di Gattuso, ha dato l’impressione di essere una squadra interessante, con un grande cruccio: nei momenti nevralgici delle partite, non possiede il cinismo e, soprattutto, la classe, una volta andata in vantaggio, di chiudere il match. Tale aspetto è il tallone d’Achille di questa compagine che, proprio in situazioni analoghe ha perso la qualificazione agli ottavi di Champions (vedi Borussia Dortmund e Barcellona) e in campionato ha mancato la maniglia della testa per i punti persi contro Lazio, Cagliari, Parma, Fiorentina, Lecce; non proprio squadre irresistibili, a parte i biancocelesti, ora secondi in classifica.

Parlando di Europa, qualcosa di grosso bolle nel pentolone. Nelle competizioni europee, il Comitato esecutivo dell’Uefa, infatti, sta pensando a un vero e proprio terremoto per cercare di chiudere le competizioni continentali di quest’anno con meno problemi possibili. In Champions League. Dopo il recupero degli ottavi di finale non ancora giocati per l’emergenza Covid-19, Lisbona ospiterà la fase finale, la Final Eight. Tutte le partite concentrate nella stessa città e finalissima che dovrebbe essere giocata nella capitale portoghese probabilmente il 23 agosto 2020. Nella stessa città lusitana si disputeranno anche i retour match di Juventus-Lione e Barcellona-Napoli, che chiuderanno il quadro degli ottavi di finali. Istanbul, che era la sede designata per l’ultimo atto di questa manifestazione, ospiterà la finalissima nel 2021. L’ufficialità della decisione arriverà tra il 17 e 18 giugno, e non dovrebbero esserci ripensamenti.

La Final Eight di Europa League, invece, sarà ospitata da quattro città tedesche: Duisburg, Gelsenkirchen, Düsseldorf e Colonia. Inter-Getafe e Roma-Siviglia, uniche sfide di cui non si era disputata nemmeno la gara d’andata, si giocheranno in partita secca sempre in terra teutonica. La Supercoppa Europea infine si terrà a Budapest.


  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Translate »
error: Content is protected !!