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Con una risoluzione approvata oggi con 572 voti favorevoli, 34 contrari e 91 astensioni, il Parlamento ha fatto un bilancio dei risultati dei negoziati UE-Regno Unito su un nuovo partenariato e preso atto della richiesta delle parti negoziali di intensificare i colloqui durante il mese di luglio. Tuttavia nonostante i copiosi consensi raccolti dal Regno Unito su questo fronte non hanno ammorbidito toni e abbassato le pretese. Il Regno Unito, secondo i deputati del Parlamento Europeo fa orecchie da mercante su molti aspetti e vuole negoziare solo nei settori che sono di suo interesse. E questo per l’Eu è inaccettabile. Ed è “inaccettabile” per l’UE che il Regno Unito possa scegliere a suo piacimento alcune politiche e spingere per accedere al mercato unico dopo la Brexit. Nella risoluzione si ribadisce inoltre il pieno e fermo sostegno del Parlamento al capo negoziatore dell’UE, Michel Barnier, nelle trattative con i negoziatori britannici, in base al mandato politico conferitogli dagli Stati membri dell’Unione e dal Parlamento. Si chiede poi al Regno Unito di rispettare gli impegni assunti nella Dichiarazione politica, firmata dal Primo Ministro Boris Johnson e ratificata sia dall’UE che dal Regno Unito. Ma visto che a seguito di quattro cicli di negoziati, non sono stati conseguiti reali progressi e le divergenze restano sostanziali, tenuto conto il poco tempo a disposizione per raggiungere un accordo (la deadline è prevista per la fine di dicembre 2020) le profonde preoccupazioni dell’Eu sulle future relazioni con il paese oltre Manica sono più che legittime.

Nel referendum del 23 giugno 2016 la maggioranza degli elettori del Regno Unito ha votato a favore dell’uscita dall’Unione Europea (Brexit). Nove mesi dopo il governo ha intrapreso il processo ufficiale di uscita dall’UE attivando l’articolo 50 del trattato di Lisbona.
Dopo tre anni e mezzo di trattative, l’accordo di uscita è stato approvato il 29 gennaio dal Parlamento, e dal 1 febbraio 2020 il Regno Unito ha ufficialmente lasciato l’Unione Europea.

Cosa contiene l’accordo per la separazione del Regno Unito dall’UE

L’accordo di separazione tra Regno Unito e UE definisce molte aree fra cui in primo luogo i diritti dei cittadini UE residenti nel Regno Unito e quelli dei cittadini britannici residenti in altri paesi UE. Inoltre l’accordo contiene gli impegni economici britannici assunti in quanto stato membro, la gestione delle questioni di frontiera (soprattutto tra Regno Unito e Irlanda) e la sede delle agenzie che hanno la sede nel Regno Unito. Anche gli impegni internazionali assunti dal Regno Unito in quanto stato membro dell’Ue, come l’accordo di Parigi sul clima, sono oggetto dell’accordo.

Cosa potrebbe coprire l’accordo sul futuro delle relazioni tra UE e Regno Unito

L’accordo sul futuro delle relazioni tra Londra e l’Unione europea dovrebbe delineare l’insieme di condizioni attraverso le quali le due parti si impegnano a cooperare su un’ampia serie di temi: dalla difesa alla lotta contro il terrorismo, dalla tutela dell’ambiente alla ricerca all’istruzione.

Un punto centrale dei negoziati è quello relativo al futuro delle relazioni commerciali. L’accordo potrebbe considerare l’applicazione di possibili dazi per il commercio e il metodo per risolvere potenziali dispute commerciali.

Obblighi di recesso


La rigorosa applicazione del Protocollo su Irlanda e Irlanda del Nord e la fedele attuazione dell’Accordo di recesso, anche per quanto riguarda i diritti dei cittadini, sono prerequisiti ed elementi fondamentali per garantire la fiducia necessaria per la corretta conclusione di un accordo.


Concorrenza su un piano di parità e pesca


L’approvazione da parte del Parlamento di qualsiasi futuro accordo commerciale con il Regno Unito è subordinata al fatto che il governo britannico accetti condizioni di parità (disposizioni e norme comuni), tra l’altro nel campo della protezione ambientale, delle norme sul lavoro e degli aiuti di Stato, e che venga concluso un accordo soddisfacente sulla pesca. Tale esigenza è dovuta alla prossimità geografica del Regno Unito, al grado di interconnessione e al già elevato livello di allineamento e interdipendenza con le norme UE. Infine, nella risoluzione si osserva come finora il governo britannico non abbia avviato trattative su delle disposizioni che garantiscano condizioni di concorrenza eque.


La risoluzione approvata sarà disponibile qui (cliccare su 18/06/2020).


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