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di Colin Anthony Groves

Per il presidente degli Stati Uniti Donald Trump la ragion di Stato, non conosce contagi e in barba agli avvertimenti ieri a Tulsa in Oklahoma, ha iniziato il suo primo raduno senza andare per il sottile, come sa fare lui, definendo le imminenti elezioni come una scelta netta tra eredità nazionale e radicalismo di sinistra. “La scelta nel 2020 è molto semplice”, ha affermato Trump. “Vuoi inchinarti davanti alla folla di sinistra, o vuoi alzarti alto e orgoglioso come gli americani?” Poi Trump si è lamentato anche della gestione dei test, “ne vengono fatti troppi” e poiché evidenziano picchi che lo disturbano perché fanno apparire il suo operato poco efficace, preferisce parlare dei numeri dei contagi sempre di più in ribasso come dello stato dell’Oklahoma, scelto come prima tappa del suo tour elettorale. “Ecco la parte cattiva”, ha dichiarato Trump. “Più volte faremo i tamponi, più casi di contagi spunteranno”, ha detto. “Così ho detto alla mia gente, ‘Rallentate i test”. Trump tra l’altro si è anche arrabbiato perché prima della manifestazione, la stampa è stata messa al corrente che sei membri
dello staff che stavano aiutando a organizzare l’evento sono risultati positivi al Covid-19.
Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAD), tra i più grandi esperti di malattie infettive dell’amministrazione Trump, ha invece messo in guardia gli americani contro la compiacenza mentre nuovi casi di Covid-19 aumentano in diversi stati degli Stati Uniti dove le misure di blocco sono state allentate. Fauci martedì scorso ha detto che è troppo presto per etichettare i nuovi casi di Covid-19 come una cosiddetta “seconda ondata”. “Quando guardo la TV e vedo le foto di persone che si radunano nei bar, penso che tutto ciò sia molto rischioso”, ha detto Fauci a The Daily Beast.

Questa settimana, in ben 3 stati, in Florida, in Texas e in Arizona, si sono registrati aumenti record di infezioni di Covid-19

“Stiamo assistendo a un nuovo aumento di infezioni in misura maggiore di quanto avvenuto in precedenza in alcuni stati, compresi gli stati del sud-ovest e del sud”, ha proseguito Fauci, aggiungendo: “Non mi piace parlare di una seconda ondata in questo momento, perché non siamo usciti dalla nostra prima ondata”. E poi alla domanda se avrebbe partecipato all’evento della campagna del presidente Trump a Tulsa, in Oklahoma, questo fine settimana, (facendo riferimento a questo sabato, 20 giugno, il dr. Fauci è stato intervistato dal Daily Beast il 17 giugno u.s.) Fauci ha risposto: “Sono in una categoria ad alto rischio. Personalmente, non lo farei. Certo che no.”

I commenti del Dr. Fauci ovviamente non sono stati di gradimento di Trump perché in netto contrasto con le sue dichiarazioni e quelle del vicepresidente Mike Pence, che questa settimana, per dare manforte al suo presidente, ha dichiarato: “Grazie alla guida del presidente Trump e del governatore Kim Reynolds e di tutte le brave persone dello stato di Hawkeye, sono orgoglioso di riferirvi, qui e in tutta l’America, abbiamo rallentato la diffusione. Abbiamo appiattito la curva. Abbiamo salvato vite umane. Ed è per questo che stiamo riaprendo l’America. L’abbiamo fatto”, ha aggiunto. E se Trump spinge a decelerare sul fronte test il suo avversario alle presidenziali, il democratico Joe Biden, su Twitter scrive: “Accelerare i test”. Quali siano il reale mood dell’elettorato americano ad oggi è difficile comprenderlo. Quello che è certo è che Trump a Tusla non ha avuto le presenze che si aspettava, perché molti posti a sedere nel centro congressi dove ha tenuto il suo primo speech di 101 minuti erano vuoti. Ma Trump, si sa, non è certo uno che si fa intimorire facilmente. E sa perfettamente quello di cui vuole sentire parlare il suo elettorato. Così durante il suo discorso ha concentrato l’attenzione degli spettatori su alcuni aspetti delle recenti cronache. “La folle folla di sinistra sta cercando di vandalizzare la nostra storia, profanare i nostri monumenti, i nostri bellissimi monumenti”, ha detto Trump. “Vogliono demolire il nostro patrimonio in modo da poter imporre il loro nuovo regime repressivo al suo posto”. Poi tanto per dare il solito colpo al cerchio e uno alla botte e accontentare i suoi seguaci più patriottici, ha lanciato l’idea di prevedere la pena detentiva per chiunque bruci una bandiera americana. Ripetendo il suo motto: “Make America Great Again”.


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