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di Colin Anthony Groves

Il processo che vede come imputato l’attuale Primo ministro Benjamin Netanyahu, membro della Knesset e leader del Likud, iniziato il 24 maggio dopo due mesi di ritardo a causa del lockdown a causa dell’epidemia provocata dal Coronavirus riprenderà a gennaio 2021. Netanyahu accusato di corruzione, frode e abuso di ufficio per avere intascato presumibilmente delle tangenti in denaro sonante e sempre presumibilmente di ricevuto doni sontuosi da amici miliardari ed editori in cambio di una copertura giornalistica in suo favore e della sua famiglia, ha sempre negato ogni addebito.

Il premier da sempre definisce queste accuse ‘una caccia alle streghe’ orchestrata da alcuni media e perseguita da un sistema di forze dell’Ordine distorto. W questo è il motivo per cui ha sempre respinto le sollecitazioni degli avversari a dimettersi, deciso a difendersi de visu in tribunale.

Il leader del partito Likud di destra è il primo ministro israeliano più longevo dal 1996 ad oggi.

Nel 1996 il leader del partito conservatore Likud, vinse le elezioni diventando il più giovane Primo Ministro d’Israele e il primo premier nato in Israele. Dopo aver perso le elezioni del 1999 contro Ehud Barak, decise di lavorare nel settore privato. È l’anno 2002 che segna il suo ritorno alla politica, con la carica di Ministro degli Esteri (2002-2003) e quella di Ministro delle Finanze (2003-2005) nei Governi di Ariel Sharon. Ma il 9 aprile 2005 in segno di protesta contro il piano di ritiro da Gaza, Netanyahu presentò le sue dimissioni. Ma dopo soli 8 mesi, per la precisione il 20 dicembre 2005, in seguito all’abbandono di Sharon del Likud per fondare il nuovo partito Kadima, gli fu affidata di nuovo la guida del Likud, e ne venne proclamato il presidente.

Dopo le elezioni parlamentari del 2009, dove il Likud ottenne il secondo posto, Netanyahu formò il suo secondo Governo con una coalizione di partiti di destra, entrato in carica il 31 marzo. Il premier vinse le elezioni nazionali nel 2013 e nel 2015. E poi ottenne la vittoria nel 2019 con due elezioni nazionali, il 9 aprile e il 17 settembre, nelle quali il Likud e i suoi alleati non riuscirono però a ottenere la maggioranza sufficiente in Parlamento per riformare nuovamente la coalizione di Governo, vista la defezione e opposizione di Avigdor Lieberman, leader di un partito di destra. Perciò Netaniahu è rimasto intanto premier ad interim e il 25 settembre 2019 ottenendo l’incarico di formare il governo dal presidente Rivlin a patto di formare un governo di coalizione con Benny Gantz, leader del partito Blu-Bianco, per evitare il ricorso alle terze elezioni anticipate in meno di un anno. Con un risultato nefasto. Perché né lui né Gantz sono riusciti a formare una coalizione, motivo per cui il parlamento è stato sciolto e sono state indette nuove elezioni per il 2 marzo 2020 lasciando Netanyahu al posto di premier, ma ad interim.

Di cosa è accusato Benjamin Netanyahu?
I capi di accusa neo confronti di Netanyahu

1 Frode e abuso di ufficio: è stato accusato di ricevere regali – principalmente sigari e bottiglie di champagne – da potenti uomini d’affari in cambio di favori

2 Netanyahu è accusato di offrire di aiutare a migliorare la diffusione del quotidiano israeliano Yediot Ahronot in cambio di una copertura positiva

3 Corruzione, frode e violazione della fiducia: in qualità di primo ministro e ministro delle comunicazioni al momento del presunto reato, Netanyahu è accusato di aver promosso decisioni normative favorevoli all’azionista di controllo nel gigante delle telecomunicazioni di Bezeq, Shaul Elovitch, in cambio di copertura positiva del sito di notizie Walla di proprietà dello stesso Elovitch.

Anche Israele nella morsa del virus

Israele fino ad oggi ha registrato quasi 50.000 casi di virus dall’inizio dell’epidemia, con 406 morti. E i casi di guarigione sono stati oltre 21.000.

Netanyahu e il suo governo sono stati aspramente criticati per non essere riusciti a dare una ferma risposta alla nuova ondata di virus, che ha fatto salire i casi quotidiani a oltre 2.000. E anche per la nuova crisi economica che sta attraversando il Paese non solo a causa del lockdown imposto dal Covid-19. Seppure il primo e il secondo round di restrizioni hanno influito sull’economia portando la disoccupazione alle stelle dal 3,9% a oltre il 20%.

La rabbia si è trasformata in proteste nelle ultime settimane che sono culminate in violenti scontri con la polizia.


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