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di Matteo Cianci

La regia dei 209 miliardi che arriveranno con il Recovery Fund sarà affidata al CIAE, ossia al Comitato Interministeriale per gli Affari Europei il cui compito è quello di concordare le linee politiche del Governo italiano, nella fase di predisposizione degli atti dell’Unione Europea. Un lavoro che svolge ovviamente non in modalità fai-da-te, ma per il quale si avvale della supervisione del Comitato Tecnico di Valutazione (CTV) che assicura, nel quadro degli indirizzi del Governo, il coordinamento tecnico tra i soggetti chiamati a partecipare alla fase di formazione degli atti dell’Unione Europea. L’ultima parola però spetterà sempre al premier Conte che dopo la sua crociata in Europa ora deve fare i conti con le opposizioni.

E se Salvini lo attacca sul fronte immigrazione sottolineando su Facebook, che “gli Italiani ne hanno le scatole piene di vedere sbarcare nullafacenti e delinquenti, a volte pure infetti”, la Meloni lo attacca sul fondo Salva Stati e sul Mes, che nelle ultime ore ha fatto una scalata pazzesca nelle priorità e preferenze del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, piazzandosi ai primi posti, degli impegni segnati sulla sua agenda. Provocando l’irritazione dei 5 Stelle che all’inizio di Mes non ne volevano nemmeno sentire parlare di Mes. Ma ora, visto che l’arrivo dei soldi del Recovery Fund ha scadenze più lunghe, sono maggiormente disposti a fare buon viso a cattivo gioco.

Quando arriveranno i fondi del Recovery Fund? Gentiloni, commissario per l’Economia in Europa, ha detto: “Nella seconda metà del 2021″, nel frattempo l’Italia ha a disposizione il MES”.

“L’erogazione delle risorse previste dal Recovery Fund”, ha spiegato il commissario, “è una decisione storica, la più importante sul piano economico dopo l’introduzione dell’euro”, ma avrà inizio nella seconda parte del 2021 ad eccezione di un 10% che verrà anticipato con l’approvazione del piano. Prima però dobbiamo aspettare il percorso di ratifica dei Parlamenti, quindi dovremo riuscire a rispettare il calendario con l’approvazione dei piani di riforme dei singoli Paesi entro aprile e andare sui mercati con titoli europei comuni”.

“Il pacchetto“, ha poi spiegato Gentiloni, “è composto da 390 miliardi di aiuti a fondo perso, 360 miliardi di prestiti sempre del Recovery Fund e poi dai crediti agevolati del MES e di Sure, rispettivamente fino a 240 e 100 miliardi. In tutto 700 miliardi di prestiti”.

La Meloni: “Il Governo perde tempo”

“In un periodo storico così difficile e che rischia di diventare drammatico, il Governo continua nella sua folle crociata contro il contante”, ha scritto la Meloni su Facebook. “Mentre troppe aziende rischiano la chiusura, Conte pensa ad investire soldi pubblici per incentivare l’utilizzo della moneta elettronica: le banche gongolano per l’ennesimo regalo targato M5S-PD. Ci opporremo con tutte le nostre forze in Parlamento per evitare questo spudorato trasferimento di denaro dei cittadini verso il circuito finanziario”. E poi sullo scostamento di bilancio ha aggiunto: “O il governo mi mette nero su bianco che cosa vuole fare con queste risorse o non votiamo proprio niente. I soldi degli italiani non si buttano per pagare le consulenze dei ministri o in bonus monopattino mentre si rischia un’ecatombe occupazionale. Manderemo al governo le nostre proposte concrete e puntuali. Basta prese in giro”.

Alla Camera l’onorevole Francesco Lollobrigida di Fdi al termine della lunga requisitoria che aveva come unico soggetto destinatario il premier Conte ha detto che il risultato raggiunto dal premier non è esaltante.

“L’Italia”, ha detto Lollobrigida, “da 500 miliardi ne ha presi 390 concedendo ulteriori vantaggi come il balzello del 25% sui prelievi fiscali sui dazi doganali che andranno a vantaggio del porto di Rotterdam, un regalo molto apprezzato dal premier Rutte che ringrazia. Partirà invece parte dal primo gennaio 2021 la Plastic Tax Europea, €0,80 al chilo che si va a sommare alla Plastic tax che avete inserito nella finanziaria e che metterà in ginocchio le imprese, porterà disoccupazione e porterà anche un aggravio dei costi dei prodotti da scaffale prodotti in plastica”. Lollobrigida ha poi parlato della grancassa delle riforme e ha aggiunto: “Che se in nome delle riforme si dovranno tagliare spese inutili, come il ‘reddito cittadinanza’ le ‘tasse inique’, Fdi sarà alleato del Governo. “Ma se invece si parlerà di altro aumento della pressione fiscale, del ritoccare il nostro sistema pensionistico in peggio, dell’introduzione della patrimoniale (N.d.R. ossia un’imposta che va a colpire il patrimonio mobiliare e immobiliare del contribuente, sia persone fisiche sia giuridiche e può essere variabile o fissa, ovvero modulata in funzione dello stesso patrimonio di patrimoniale) ci avrete come fieri avversari presidente”.


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