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di Matteo Cianci

Il Consiglio dei ministri ha prorogato, con 286 voti a favore, 221 contrari e 5 astenuti, lo stato di emergenza per il Coronavirus in scadenza domani 31 luglio, fino al 15 ottobre. Ed è caos in aula. Ieri in mattinata il premier Giuseppe Conte in Aula con un lungo intervento aveva spiegato che “la proroga, se si epura la discussione da posizioni ideologiche, è una scelta inevitabile, per certi aspetti obbligata, fondata su valutazioni squisitamente tecniche. Non sto dicendo ovviamente che è preclusa una valutazione politica, anzi oggi vi viene richiesta, ma voglio dire che il governo sta operando questa valutazione sulla base di mere istanze organizzative, operative, non certo perché si vuole fare un uso strumentale per atteggiamento liberticida, reprimere il dissenso o ridurre la popolazione in uno stato di soggezione. Sono affermazioni gravi che non hanno nessuna corrispondenza nella realtà”.

“Se non si condivide la necessità di prorogare l’emergenza lo si dica in modo franco al governo ma non si faccia confusione sulla popolazione, perché oggi sui social c’è qualche cittadino convinto che prorogare lo stato d’emergenza significhi rinnovare il lockdown dal primo agosto. E non è affatto così”. 

“Vi posso assicurare”, ha detto Conte, “che da parte del Governo, mia personale, di tutti i ministri non vi è nessuna intenzione di drammatizzare, né di alimentare paure ingiustificate nella popolazione. La scelta di prorogare lo stato di emergenza non è affatto riconducibile alla volontà di voler creare una ingiustificata situazione di allarme”. Aggiungendo che da parte del Governo che non c’è intenzione di adottare “nuove misure restrittive “ma, se del caso”, ha proseguito il premier, “confermare quelle misure precauzionali minime che ci stanno consentendo di convivere con il virus. La risoluzione approvata ieri al Senato”, ha sottolineato il premier, non lede la nostra immagine all’estero, anzi: l’Italia viene vista come un paese sicuro”. Insomma Conte tesse le lodi del Governo che ancora una volta, a suo avviso ha fatto la scelta giusta per il bene del Paese.

Dello stesso parere non è la leader di Fdi Giorgia Meloni, che alla Camera si è spesa contro il premier in un lungo affondo, di oltre 10 minuti, contro l’adozione di un nuovo stato di crisi parlando di deriva liberticida da parte del Governo.

“Non userò mezzi termini perché a differenza di quello che ho sentito dire da molti colleghi io penso che quello che sta accadendo sia gravissimo e sia il tassello di una vera e propria deriva liberticida che questo governo ha messo in campo con la scusa del Coronavirus. Non c’è un’altra ragione che spiega la scontatezza con la quale lei viene nel parlamento della Repubblica italiana a spiegare a dei legislatori che senza la proroga dell’emergenza non potrebbe fare cose che lei può fare tranquillamente con strumenti ordinari come se non esistessero i decreti legge che avete usato per fare qualunque cosa in Italia e quindi ci spiega che noi le dobbiamo dare dei poteri speciali”, ha sottolineato Meloni.

Meloni poi ha continuato dicendo che in Europa, l’Italia è la sola nazione che abbia prorogato lo Stato d’emergenza facendo pensare in questo modo che abbia una situazione sanitaria in termini di contagio peggiore del resto d’Europa. E battendo il chiodo sulla scelta degli strumenti legislativi scelti dal Governo ha aggiunto: “Lo scorso agosto in 24 ore perché bisognava passare dal Conte 1 a Conte 2 il Parlamento è stato convocato in 24 ore per i vostri giochi di Palazzo quindi se il Parlamento può essere convocato in 24 ore per alcune emergenze non si capisce per quale motivo lei abbia difficoltà a convocarlo per altro”. Meloni poi ha acceso i fari sulle conseguenze di questa proroga parlando dei problemi che potrebbe accusare il turismo italiano che a dispetto di quello spagnolo, greco, croato e francese rischia di subire un altro contraccolpo. Accusando Conte di volere attivare un nuovo Stato d’emergenza solo per consolidare il suo potere perché lo stato di emergenza gli consente di fare quello che vuole senza regole e controlli. “Questo è quello che voi state chiedendo al parlamento della Repubblica italiana e non si può fare finta che sia un’altra cosa”, ha sottolineato la Meloni, che ha accusato il Governo di avere usato poteri straordinari non per pagare in tempo la cassa integrazione e per far arrivare la liquidità alle imprese o per aiutare le famiglie. “In pieno locktown avete fatto un’infornata di 300 nomine pubbliche per sistemare qualche compagno di classe dei ministri del governo”. E poi ha proseguito dicendo: “Nei decreti rilancio e cura Italia cose che non c’entra la proroga della concessione di Fiumicino ai Benetton che vale un regalo da oltre un miliardo e cosa c’entrano €4.000.000 di euro stanziati per combattere la fobia e l’intolleranza verso gli orientamenti sessuali con il Covid ?”. Puntando il dito anche sugli sbarchi “che stanno permettendo a centinaia di persone, molte delle quali malate di Covid, di girovagare per il nostro Paese come se nulla fosse quando ai commercianti italiani sono state chieste misure restrittive senza sé e senza ma, ed alcuni di loro, quelli che non sono riusciti a farle rispettare loro malgrado hanno pure dovuto pagare multe salatissime”.

L’accusa di volere prorogare lo stato di emergenza per giovarsi di poteri extra ordinem è sbagliata”, ha replicato Conte. “Qualora il Cdm adottasse la delibera di proroga dello stato di emergenza, non per questo il presidente del Consiglio sarebbe autorizzato a emanare dpcm. Il potere del presidente del Consiglio dei ministri non deriva dalla dichiarazione dello stato di emergenza, né, dunque, si protrarrebbe per effetto della sua proroga, ma si radica nella normativa di rango primario. La dichiarazione dello stato di emergenza costituisce certamente il presupposto di fatto, il requisito sostanziale, ma non potrebbe in alcun modo legittimare l’adozione dei dpcm, se non fosse affiancata da una fonte abilitante di rango legislativo. Dunque, per poter continuare a essere esercitato dopo il 31 luglio, quel potere richiederà comunque un ulteriore intervento normativo, ovvero un nuovo decreto legge, che sarà sottoposto all’esame parlamentare per la sua conversione in legge. Con quel decreto, dovranno essere differiti i termini contenuti nei decreti legge n. 19 e n. 33” adottati nel corso dello stato d’emergenza, “coerentemente con il termine prorogato”. 

“Massimo impegno per il nostro Paese”, ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. “Anche nei momenti di difficoltà dobbiamo dimostrare di avere una marcia in più. Vi assicuro che faremo il massimo per sostenere i cittadini e lavoreremo per dare gli strumenti utili a chi ha voglia di fare, a chi crea occupazione, a chi deve trovare lavoro. Questo è il compito dello Stato. Questo deve fare un governo che ama il proprio Paese”.


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