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di Marghete Stidman

Niente pensa di morte, almeno per ora, per Dzhokhar Tsarnaev uno degli attentatori della Maratona di Boston, l’attentato compiuto a scopo terroristico il 15 aprile del 2013 durante la maratona annuale di Boston, nel quale 3 persone rimasero uccise e oltre 200 ferite, perché il giudice che aveva in carico il caso non ha adeguatamente schermato i giurati per potenziali pregiudizi.

Lo hanno deciso 3 giudici della prima Corte d’Appello del Circuito degli Stati Uniti che hanno chiesto un nuovo processo per stabilire se il 27enne Tsarnaev, che ora si trova dietro le sbarre in una prigione di alta sicurezza a Florence, in Colorado debba essere essere giustiziato oppure debba restare in carcere per tutta la vita.

Un portavoce dell’ufficio del procuratore degli Stati Uniti a Boston non ha commentato la decisione. I pubblici ministeri potevano chiedere alla corte d’appello di esprimersi nuovamente sul caso o di rivolgersi direttamente alla Corte suprema degli Stati Uniti.

Tsarnaev è stato condannato con 30 accuse, tra cui la cospirazione e l’uso di un’arma di distruzione di massa.

La madre di Krystle Campbell, la 29enne uccisa nell’attacco, ha espresso indignazione per la decisione della corte.

“Semplicemente non lo capisco”, ha detto Patricia Campbell al Boston Globe. “È terribile che gli sia permesso di vivere la sua vita. È ingiusto. L’ha pianificato. Ha fatto una cosa cattiva e brutta. “

Gli avvocati di Tsarnaev hanno riconosciuto all’inizio del processo che lui e suo fratello maggiore, Tamerlan Tsarnaev, avevano lanciato le due bombe al traguardo della maratona. Ma hanno anche sostenuto che Dzhokar Tsarnaev deve essere considerato meno colpevole di suo fratello, che invece è colui che ha deciso e pianificato l’attacco. Ma al momento sul banco degli imputati, visto che Tamerlan è morto in uno scontro a fuoco con la polizia pochi giorni dopo il bombardamento, c’è solo Dzhokar e su di lui ora vengono caricate tutte le colpe di quel gesto efferato.

I pubblici ministeri hanno sostenuto che il giudizio dei giurati nei confronti di Dzhokar sia stato influenzato da un odio pregresso verso i musulmani, considerati colpevoli da molti americani, della maggior parte degli attentati negli Usa.

Inoltre per giudici d’Appello, la copertura mediatica “pervasiva” con “scatti e video agghiaccianti” dell’attentato e la successiva caccia all’uomo” oltre al fatto che il giudice (di primo grado) O’Toole non “avrebbe scavato abbastanza nei fatti” avrebbe fatto pendere pendere ingiustificatamente il piatto della bilancia dalla parte di Dzhokar.

Il giudice Juan Torruella ha scritto che il caso non avrebbe mai dovuto essere processato a Boston.

Contrario sulla mancata condanna a morte, il presidente Donald Trump che ha scritto su Twitter:

“Hanno appena inviato questa condanna per la pena di morte ai tribunali inferiori, quindi ne discuteranno a lungo. Questo è ridicolo”.


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