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di Beppevi

La squadra bianconera, soprattutto nel post-lockdown, ha rischiato di perdere lo scettro dopo otto anni, complice un’Inter che, alla fine, non è riuscita ad approfittarne.

Finale di stagione coi fiocchi, come direbbe un neofita, affacciatosi per la prima volta nel mondo pallonaro. Le cose sarebbero state così, se tutto fosse stato anticipato di due mesi, ma il Covid-19 ha avuto le sue esigenze, lo sport per un momento le ha seguite, poi si è industrializzato e tutto si è ristabilito (con conseguenze di qualsiasi genere). La voce grossa l’ha fatta il Milan, che nel post-lockdown ha disputato 12 partite totalizzando ben 30 punti, mentre al secondo posto si è piazzata l’Atalanta (27) e al terzo l’Inter con la Roma (25), poi il Napoli (23), che precede la Juventus (20). La squadra di Maurizio Sarri (che molti lo danno con le valigie in mano, per un gioco che non ha convinto nessuno) ha perso ben quattro volte nelle ultime 12 partite, ma si è conclamata per la nona volta consecutiva campione d’Italia. Lo scudetto più sofferto, se andiamo ad analizzarlo, figlio di una stagione sgangherata, che solo per l’eccellenza della qualità della rosa è finita bene. Parlando di numeri, è interessante notare come nelle precedenti dodici stagioni abbia sempre vinto la squadra con la miglior difesa. Dalla stagione 2007/2008 (in cui ha trionfato l’Inter) a quella 2018/2019 il campionato è stato vinto da chi ha subito meno gol. Non sempre, però, l’undici che si è aggiudicato il campionato ha avuto il miglior attacco. Infatti, alla difesa più forte è corrisposto il maggior numero di gol segnati soltanto in quattro occasioni: 2008/2009 e 2009/2010 con l’Inter vincente, 2013/2014 e 2014/2015 con la Juventus scudettata. Questo scorcio di stagione però ha suffragato la squadra più forte d’Italia degli ultimi nove anni ma con più difficoltà. Per la prima volta la compagine che ha vinto il campionato ha numeri peggiori di almeno tre squadre in senso assoluto. È addirittura il quinto posto con 76 gol, dietro ad Atalanta (98), Inter (81), Lazio (79) e Roma (77), mentre la sua difesa non è stata proprio impenetrabile, poiché i 43 gol subiti fanno rumore. Meglio dei bianconeri hanno fatto Inter (36) e Lazio (42). Per non parlare della differenza reti, dove CR7 e compagni hanno totalizzato un +33, contro +37 della Lazio, +45 dell’Inter e +50 dell’Atalanta. Nessuno in Europa ha avuto questi dati da vincitore, anche se, a dire il vero, queste cifre sono maturate nelle ultime due giornate, dove i Sarri-boys, a titolo aritmeticamente vinto, hanno subito due sconfitte realizzando un solo gol a fronte di cinque subiti. Hanno mandato in rete 15 giocatori (due in doppia cifra), contro i 18 dell’Inter. Negli Stati Uniti, dove i numeri sono importanti, se non fondamentali, si recita un adagio: “The statistics are half lie and half truth” (le statistiche sono mezze bugie e mezze verità), ma mai come in questa stagione il regno bianconero ha traballato.

Pazza Inter – Dalle parti della Madonnina, nonostante la vittoria di Bergamo e il secondo posto conquistato, Antonio Conte ha trasmesso il suo “mal di pancia”. A dirla tutta, come dice Mattia Grassani, avvocato esperto di diritto sportivo, sulla Gazzetta dello Sport, ci sono tutti i presupposti per un licenziamento per giusta causa: “Con il suo comportamento, Conte ha violato i doveri di fedeltà, riservatezza e obbedienza su di lui incombenti. Il lavoratore dipendente, ostinatamente riottoso, reiteratamente critico e in aperta polemica con il datore di lavoro commette grave inadempimento del contratto di prestazione sportiva vigente e ne assume le conseguenze. E la correzione di ieri non cancella né sminuisce la gravità del comportamento tenuto dal tesserato dell’Inter”. Una stagione, nella quale il tecnico nerazzurro pare abbia percepito la grande occasione sfumata e con un gesto di frustrazione abbia cercato di mandare dei messaggi al club, reo nel corso di questa stagione di non essere riuscito a mettere sotto contratto due giocatori voluti con insistenza dall’allenatore leccese: Edin Dzeko e Arturo Vidal. Non solo. Conte, nelle esternazioni di sabato sera ha continuato a criticare la società per non aver saputo preservare l’ambiente da continui attacchi mediatici anche contro i singoli giocatori (vedi Marcelo Brozovic). Il club prenderà a suo tempo dei provvedimenti, dopo l’Europa League, chance ghiotta per l’ex allenatore della Juventus per farsi perdonare. E subito dopo il match con il Getafe (domani ndr), qualcuno avrà le idee più chiare.


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