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L’ex consigliere della Casa Bianca Steve Bannon
(ph. AP / Al Drago)

di Peter Sheridan

L’ex consigliere della Casa Bianca Steve Bannon è stato arrestato oggi con l’accusa di avere usato parte del denaro che molti donatori americani avevano versato per il programma di raccolta fondi online “We Build The Wall” per scopi personali.

Questo è quanto pare sia stato scritto nell’atto d’accusa presentato presso il tribunale federale di Manhattan. Bannon avrebbe ricevuto oltre 1 milione di dollari, usando una cifra non ancora ufficialmente quantificata, per pagare segretamente un complice Brian Kolfage, ora coimputato, per coprire buchi di migliaia di dollari dovuti a sue spese personali.

I pubblici ministeri federali hanno affermato che Bannon assieme ad altre 3 persone “avrebbe orchestrato un piano per frodare centinaia di migliaia di donatori” approfittando di un portafogli pronto uso come quello che poteva offrire una campagna di crowdfunding online, inventata di sana pianta da lui, che ha raccolto più di 25 milioni di dollari. L’obiettivo paventato dall’uomo era quello fare credere che la raccolta fondi andasse a implementare le somme necessarie per costruire il tanto osannato muro lungo il confine meridionale degli Stati Uniti. Negli obiettivi, sempre millantati dal sito, c’era anche il rimborso di ogni singola somma, “fino all’ultimo centesimo” nel caso in cui la raccolta non fosse andata a buon fine.

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I pubblici ministeri affermano che Bannon abbia utilizzato la finta campagna ‘non profit’ e una società di comodo per nascondere i pagamenti che riceveva Kolfage “utilizzando fatture false tramite accordi fittizi con i fornitori “. 

Secondo i pubblici ministeri, Kolfage aveva anche ordinato che i pagamenti venissero intestati tutti alla moglie, per bypassare la tracciabilità dei pagamenti.

Kayleigh McEnany, il segretario stampa della Casa Bianca, ha dichiarato che Trump era assolutamente estraneo a questa attività.

“Come tutti sanno, il presidente Trump non è coinvolto in questo progetto”, ha detto McEnany.

McEnany ha continuato citando le passate dichiarazioni pubbliche di Trump sul finanziamento del muro con fondi privati.

Il presidente, il mese scorso, ha dichiarato su Twitter di “non essere d’accordo con la realizzazione di questa piccolissima (minuscola) sezione di muro, in una zona delicata, da parte di un gruppo privato che raccoglieva denaro con la pubblicità. È stato fatto solo per farmi sembrare cattivo, e forse ora non funziona nemmeno. Avrebbe dovuto essere costruito come il resto del Muro, più di 500 miglia”.

McEnany ha aggiunto che il presidente “ha sempre ritenuto che il Muro debba essere un progetto del governo e che è troppo grande e complesso per essere gestito privatamente”.


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