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di Colin Anthony Groves

Il nome Christian Brueckner, principale sospettato della scomparsa di Madeleine McCann, ritorna a gran cassa sulle cronache perché pochi giorni fa nel suo appartamento sono stati trovati ‘scatti’ e video definiti dagli inquirenti ‘degli orrori’, memorizzati in un suo vecchio pc e in un suo altrettanto vecchio smartphone. Centinaia le fotografie e i video pedo-pornografici che riguardano centinaia di bambini, scaricati da Internet, e purtroppo non tutti provengono da download effettuati dalla Rete. La polizia nell’ultima residenza di Brueckner ha anche trovato una pistola a salve Reck P6E con munizioni, che l’uomo non avrebbe potuto avere perché non aveva il porto d’armi.

391 foto e 68 video pedo-pornografici memorizzati

Il Mail on Sunday scrive che Christian Brueckner ha utilizzato una fotocamera digitale Casio Exilim per archiviare 391 foto e 68 video pedo-pornografici che mostrano stupri e abusi su minori. Aggiungendo che si tratta dello stesso dispositivo che, sempre secondo il quotidiano britannico, utilizzava per scattare foto di se stesso, mentre abusava sessualmente della figlia di cinque anni di un’ex fidanzata. Difficile non pensare con lo strazio nel cuore a quello che può essere accaduto alla povera Madeleine, che la procura tedesca dà oramai per morta, ma di cui ad oggi non è stata trovata alcuna traccia del suo cadavere.

Ora queste fotografie e questi video sono diventati prove schiaccianti contro Brueckner, 42 anni, che si trova già in carcere per scontare un reato legato alla detenzione di stupefacenti.

Brueckner che era fuggito in Portogallo dopo essere stato assolto nel 2016, ha ammesso la sua colpevolezza quando è stato estradato in Germania un anno dopo ed è stato condannato a una pena detentiva di 15 mesi.

La sentenza di dieci pagine del tribunale distrettuale di Braunschweig rivela che le fotografie riguardano bambini di età inferiore ai 14 anni vittime di abusi da parte di adulti o costretti a compiere atti sessuali. Dopo la confisca della macchina fotografica, Brueckner ha detto agli inquirenti “che aveva salvato quelle immagini con il solo obiettivo di usarle in seguito per eccitarsi sessualmente”.

Trovati anche ‘scatti’ dell’ex fidanzata mentre faceva sesso con lui

La sentenza aggiunge che c’erano diverse foto nude di un’altra ex fidanzata di Brueckner – non la madre del bambino di cinque anni – e fotografie di lei mentre faceva sesso con lui.

Sospettato di un altro abuso su un minore

Riguardo invece l’abuso del bambino di cinque anni pare sia avvenuto il 16 giugno 2013, a Braunschweig, più o meno nello stesso periodo in cui Brueckner è entrato nel radar degli investigatori tedeschi come sospettato della scomparsa di Madeleine.

Aveva detto a un amico che sapeva com’era scomparsa Maddie

Brueckner all’epoca aveva confessato a un amico proprio mentre la Tv tedesca stava mandando in onda un appello per avere notizie sulla scomparsa di Maddie, che lui sapeva com’era scomparsa dal suo appartamento di Praia da Luz in Portogallo, l’allora bambina nel maggio 2007. Tra l’altro purtroppo solo successivamente la polizia ha fatto ricerche più accurate sulle celle telefoniche che hanno evidenziato che il sospettato era vicino all’appartamento di Maddie la sera in cui è stata rapita.

Una lunga fedina penale

Una lunga fedina penale, quella di Breukner che non lascia righe vuote nell’elenco dei reati. La sentenza ha anche rilevato che al momento del suo arresto nel 2014, Brueckner era in libertà vigilata per un reato di droga che aveva commesso a Niebull, una città tedesca vicino al confine danese.

E mentre era indagato per abusi sui minori, nel maggio del 2015, è stato sorpreso mentre cercava di rubare del diesel da un camion in un parcheggio. Arrestato per guida in stato di ebbrezza nel settembre dello stesso anno, due mesi dopo, pare abbia aggredito la sua allora fidanzata a una fermata dell’autobus a Braunschweig.

Condannato per uno stupro di una donna di 72 anni

Dopo essere stato incarcerato per gli abusi sui minori, Brueckner, è stato condannato per lo stupro di una donna americana di 72 anni a Praia da Luz a sette anni di carcere. E anche in questo caso L’uomo filmò l’abuso mostrandolo successivamente a un amico. I suoi avvocati hanno cercato di revocare tale condanna sostenendo che sia stato fatto un errore procedurale per la sua estradizione dal Portogallo alla Germania nel 2017.

Continuano le ricerche e gli scavi nell’ultima casa dove ha vissuto

Il mese scorso, la polizia ha iniziato a fare ricerche accurate, anche con scavi nel giardino della casa a circa 60 chilometri da Hannover, dove Brueckner ha vissuto per un certo periodo dopo essere tornato in Germania, poco dopo la scomparsa di Maddie in Portogallo. 

Il suo arrivo in Italia  e il successivo arresto 

Anche i carabinieri in Italia hanno avuto modo di conoscere Brueckner di persona. «Girovagava ridotto come un clochard per le vie di Milano», racconta oggi un maresciallo dei Carabinieri. «Il suo errore fu quello di recarsi al Consolato tedesco per avere un passaporto. Lui era ricercato in Germania, su di lui pendeva un mandato di arresto, ma per arrestarlo in Italia occorreva emettere un MAE, ossia un mandato di cattura europeo, che doveva emettere il giudice che aveva applicato la misura cautelare della custodia in carcere. Di prassi per l’emissione di questo atto ci vuole qualche giorno. Per cui tenuto conto della sussistenza del pericolo di fuga, (N.d.R. e del costo che uno Stato deve sostenere per produrre questo atto, che è uno dei motivi per cui viene emesso quando si hanno certezze assolute sulla cattura della persona), gli addetti del Consolato per il ritiro del documento, gli diedero appositamente appuntamento qualche giorno dopo. E quando Brueckner arrivò al Consolato per il ritiro del passaporto, i militari del nucleo operativo dell’Arma gli notificarono il mandato di arresto europeo». Lo scorso 12 maggio Madeleine avrebbe potuto festeggiare il suo diciassettesimo assieme alla sua famiglia, ma oramai, di anno in anno, sono in molti coloro che pensano che questo sia un sogno irrealizzabile per i McCann. Le ricerche per ora proseguono.


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