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di Patricia Sinclair

Roman Polanski non potrà più fare parte dell’organizzazione che conferisce gli Academy Awards, ossia i rinomati Oscar assegnati ogni anno dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, (N.d.R. l’Accademia delle arti e delle scienze cinematografiche) come riconoscimento internazionale dell’eccellenza nei risultati cinematografici.

Ieri l’epilogo della vicenda. Il giudice della Corte Superiore di Los Angeles Mary Strobel ha stabilito che l’Accademia che aveva esplulso Polanski dal suo Comitato il 3 maggio 2018, con la decisione che faceva riferimento al caso al caso di stupro su minore avvenuto nel 1977, ha adotatto un comportamento corretto, dandogli un preavviso sufficiente per la sua estromissione. Harland Braun, l’avvocato di Polanski, ha detto che il regista 87enne non ha intenzione di appellarsi alla decisione di Strobel.

“L’appartenenza di Roman all’accademia è praticamente inutile e non sprecheremmo le spese legali per un appello senza uno scopo reale”, ha detto Braun in una e-mail martedì all’Associated Press. “Roman è uno dei più grandi registi della storia del cinema. La sua arte sopravviverà molto tempo dopo che l’Accademia sarà una reliquia dimenticata “.

Al momento dall’Accademia non è arrivato alcun commento. L’ultima dichiarazione risale al gennaio dello scorso anno quando con una nota aveva fatto sapere che “le procedure adottate per espellere il signor Polanski erano eque e ragionevoli”.

Polansky è stato un membro dell’Accademia per quasi 50 anni e quando fu esplulso i suoi film avevano ricevuto molte nomination. L’estromissione di Polanski dal gruppo significa che non potrà più votare per le nomination e i vincitori, ma lui e i suoi film potranno ancora vincere gli Oscar.

D’altra parte le regole dell’Accademia parlano chiaro e sono inequivocabili: “Gli standard affermano che l’organizzazione non è luogo per “persone che abusano del loro status, potere o influenza in un modo che viola gli standard di decenza”. Venendo meno a questi principi si profila solo la strada dell’allontanamento e radiazione.

La storia

L’11 marzo 1977, tre anni dopo aver girato ‘Chinatown’ , Polanski fu arrestato al Beverly Wilshire Hotel per l’ aggressione sessuale della 13enne Samantha Gailey.  La ragazzina aveva incontrato Polanski durante un servizio fotografico per Vogue il giorno nella piscina nella casa di Bel Air di Jack Nicholson . Polanski fu incriminato per sei capi d’accusa, compreso lo stupro. Il regista all’epoca si dichiarò non colpevole di tutte le accuse. Molti dirigenti di Hollywood lo difesero. L’avvocato della Gailey per accorciare i tempi processali, propose a Polansly il patteggiamento dicendogli che cinque delle sei accuse sarebbero state archiviate. Lui che all’epoca era molto impegnato nella produzione cinematografica intravide in quella strada un modo più veloce per uscire da quella brutta storia. Perciò accettò di dichiararsi colpevole dell’accusa di “rapporto sessuale illegale con un minore”. Successivamente dovette sottoporsi a una sorta di CTU e ad una valutazione psichiatrica presso la California Institution for Men a Chino. Finì in prigione solo 42 giorni, Solo in seguito fu informato, dice lui, che nonostante il patteggiamento, il giudice, Laurence J. Rittenband aveva comunque deciso di condannarlo Polanski a 50 anni di prigione. Il regista decise di non comparire alla sua condanna e disse al suo suo amico, il regista Dino De Laurentiis : “Ho deciso. Me ne vado di qui”. Il 31 gennaio 1978, il giorno prima della sentenza, Polanski lasciò il paese e con un aereo raggiunse Londra, dove aveva una casa. E il giorno seguente partì per la Francia. Come cittadino francese , è stato protetto dall’estradizione e da allora ha vissuto principalmente in Francia. Da quando è fuggito dagli Stati Uniti prima della sentenza definitiva, le accuse sono ancora pendenti.

Nel 1988 la Gailey fece di nuovo causa a Polanski che si concluse con un accordo finanziario riservato nel 1997. La vittima, che ora è sposata, nel 2008, ha dichiarato: “Non desidero che Polansky debba subire ulteriori punizioni peri fatti che gli sono stati addebitati”. 

Il 26 settembre 2009, Polanski è stato arrestato mentre si trovava in Svizzera su richiesta delle autorità degli Stati Uniti. L’arresto attirò una rinnovata attenzione sul caso e suscitò molte polemiche, in particolare negli Stati Uniti e in Europa. Polanski è stato difeso da molti personaggi di spicco, tra cui molte celebrità di Hollywood e anche molti politici europei, che hanno chiesto il suo rilascio. 

Polanski è stato incarcerato vicino a Zurigo per due mesi e poi è stato messo agli arresti domiciliari nella sua casa di Gstaad in attesa della decisione dei ricorsi contro l’estradizione. Il 12 luglio 2010, gli svizzeri hanno respinto la richiesta degli Stati Uniti, hanno dichiarato Polanski un “uomo libero” e lo hanno rilasciato. A partire dall’agosto 2020, sul regista pende un avviso dell’Interpol emesso nel 1978 sempre per il reato che gli era stato addebitato nel 1977.

Il 30 ottobre 2015, il giudice polacco Dariusz Mazur ha negato la richiesta degli Stati Uniti di estradare Polanski (un cittadino con doppia cittadinanza franco-polacca) per un processo completo, sostenendo che sarebbe “ovviamente illegale”. L’ufficio del procuratore di Cracovia ha rifiutato di contestare la sentenza della corte, concordando che Polanski aveva scontato la sua punizione e non aveva bisogno di tornare di nuovo in un tribunale statunitense. Il ministero della giustizia nazionale polacco ha accolto l’appello, sostenendo che gli abusi sessuali su minori dovrebbero essere perseguiti indipendentemente dai risultati del sospetto o dal periodo di tempo trascorso dal momento in cui il sospetto crimine ha avuto luogo. Nel dicembre 2016, la Corte Suprema della Polonia ha respinto il ricorso del governo, ritenendo che il procuratore generale non avesse dimostrato una condotta scorretta o un errore legale flagrante da parte del tribunale di grado inferiore.

(Ph. JOHANNES EISELE/AFP/Getty Images)

Incolpato anche da Weinstein

Nel Duemila, Harvey Weinstein accusò Polansky di essere “stupratore di bambini”, tornando a parlare di questa vecchia storia durante la cerimonia degli Oscar. Polansky successivamente disse che lo aveva fatto per impedirgli di vincere un Oscar nel 2003.


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