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di Matteo Ciacci

L’UE ha bisogno di un approccio comune per limitare il COVID-19 ed evitare che gli Stati membri designino altri paesi dell’UE come zone rosse, afferma la commissione responsabile per la salute pubblica del PE.

Oggi, la commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare ha tenuto un dibattito con Andrea Ammon, direttore del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), dopo aver fornito un aggiornamento sulla situazione della pandemia COVID-19 in il lavoro dell’UE e dell’ECDC per affrontarlo.

  • Tasso di notifica a livello dell’UE in aumento nelle ultime cinque settimane fino a raggiungere attualmente 46 infezioni da COVID-19 per 100.000 abitanti a settimana
  • Situazione epidemiologica diversa nell’UE, da 2 a 176 casi ogni 100.000 abitanti
  • I test per COVID-19 vanno da 173 a 6.000 per 100.000 abitanti a settimana, il che ha un impatto diretto sul tasso di notifica
  • Seconde infezioni da COVID-19 molto rare e con sintomi più lievi
  • Un protocollo sull’influenza invernale e stagionale è stato stabilito dall’ECDC con gli Stati membri per il 1 ° ottobre, incluso un aumento della vaccinazione antinfluenzale per i gruppi vulnerabili


Molti deputati hanno sottolineato la necessità di raggiungere un approccio comune nel limitare la diffusione del COVID-19 e sostituire l’attuale tendenza di molti Stati membri a designare altri paesi dell’UE come zone rosse e chiudere i confini.


I test COVID-19 devono essere armonizzati a livello dell’UE


I deputati hanno inoltre deplorato che non esista ancora una modalità comune per il conteggio dei casi di COVID-19 o per i test poiché ogni paese segue le raccomandazioni delle proprie agenzie scientifiche senza coordinamento


Ammon ha affermato che l’armonizzazione delle procedure e della frequenza dei test è la chiave per ottenere dati migliori e più comparabili sui livelli di infezione in Europa. Inoltre si è detto favorevole i colloqui per espandere il mandato dell’ECDC di emanare anche raccomandazioni, compito questo attualmente solo di competenza degli Stati membri, anche allo scopo di aumentare le sue risorse. 

La questione della disinformazione sulle vaccinazioni COVID-19 e sull’esitazione nei confronti dei vaccini, anche da parte di alcuni giovani, è stata sollevata come una sfida e il dottor Ammon ha affermato che l’ECDC sta facendo il possibile per ispirare fiducia


Il presidente della commissione Pascal Canfin (Renew, FR) ha informato che il 7 settembre si svolgerà un dibattito con la Commissione sui vaccini COVID-19 e un’audizione pubblica prevista per il 22 settembre.

“C’è troppa confusione. Ogni Stato membro fa da sé. I cittadini e le imprese invece si aspettano modalità di intervento comuni su come definire le zone a rischio e le regole di comportamento”, ha detto il presidente del Parlamento Europeo David Maria Sassoli. “La situazione è seria e solo un’opera di coordinamento da parte della Commissione europea può consentire di uniformare le disposizioni e gli interventi, evitare discriminazioni e rispondere all’esigenza dei cittadini europei di avere un quadro di riferimento ben definito. Dobbiamo evitare il caos e per farlo è urgente che i governi nazionali, titolari della politica sanitaria, chiedano alla Commissione europea di svolgere un ruolo attivo di coordinamento. Sono sorpreso che questo non sia già avvenuto e per questo rivolgo un invito ai governi dei nostri Stati membri perché chiedano alla Commissione europea di svolgere un’attività di coordinamento per definire regole comuni. I cittadini se lo aspettano. Siamo ancora dentro l’emergenza e solo regole europee possono consentire risposte efficaci di contrasto alla ripresa della diffusione del Covid-19”.

Pierpaolo Sileri (viceSalute) a 24Mattino su Radio 24: “Vaccino anti influenzale, siamo pronti a comprare nuove dosi” 

“Vaccini anti influenzali mancano le dosi? ” Siamo pronti a comprare nuove dosi di vaccino. Siamo ai primi di settembre e c’è tempo per provvedere ad ulteriori dosi, tutte le regioni sono attrezzate per questo e la campagna di vaccinazione inizierà in anticipo rispetto agli anni precedenti”, ha detto Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute a 24Mattino su Radio 24. “Siamo preoccupati dalla circolazione del virus e dalla sovrapposizione di sintomi che possono essere fuorvianti e per questo dobbiamo avere a disposizione anche i tamponi, poiché potrebbe servire quando ci sarà il picco influenzale. I tamponi si possono fare anche presso i privati, l’importante è offrire questa opportunità a tutti, prevedendo il pagamento della stessa cifra che chiunque spenderebbe nel pubblico”. E riguardo ai test sierologici distribuiti dai medici di base Sileri ha aggiunto: “Occorre fare i tamponi con giudizio”, annunciando la possibile ufficializzazione di un vaccino il prossimo giugno”. Riguardo l’aumento di casi in Sardegna Sileri ha detto: Ci saranno verifiche, qualche falla c’è stata e va corretta per i prossimi viaggi. Sicuramente in Sardegna c’è stato un problema soprattutto in alcuni locali, ma non c’è un ‘caso Sardegna’”.

Matteo Bassetti (infettivologo): “Con tamponi per asintomatici paralizziamo paese”  

Aumentare il numero di tamponi per asintomatici? “Sono perplesso, se aumentiamo tamponi per asintomatici rischiamo di paralizzare l’Italia”, ha detto Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova a 24Mattino su Radio 24Attenzione a voler tracciare tutti gli asintomatici perché è sconsigliato dal Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta (CDC), sia perché gli asintomatici possono non essere mezzo di trasmissione e sia perché con 300mila tamponi al giorno paralizziamo Paese”. 

“Pericoloso il no vax” 

“Pericoloso quello che sta succedendo nel nostro Paese anche a livello governativo, ci sono delle posizioni espresse da alcuni politici al governo contro i vaccini”, ha proseguito Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di GenovaSono curioso di vedere come si comporterà una certa parte politica in autunno e quando avremo i vaccino per il Covid” riferendosi al Movimento 5 stelle “ho ricevuto attacchi semplicemente dicendo che bisogna vaccinare i bambini che vanno a scuola e controllare la copertura degli insegnati su tutte le malattie che circolano nelle scuole. Ho detto che bisogna vaccinarsi per evitare che virus influenza colpisca assieme al Covid, cose che in altri paesi sono normalità e nel nostro Paese purtroppo no”, ha concluso Bassetti.  


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