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di Andrej Romanov

Ritorna in auge il vaccino russo per combattere il Covid-19, il già noto Sputnik V, che secondo il premier Vladimir Putin sarà il primo in grado di proteggere le persone dal contrarre il Coronavirus. I risultati di due primi studi clinici condotti a Mosca e pubblicati oggi sulla prestigiosa rivista britannica The Lancet, indicano che il vaccino è sicuro ed efficace. Il premier il mese scorso ha presentato questo vaccino come il primo al mondo che poteva davvero sconfiggere il Covid-19 proponendone l’uso di massa.

La mossa ha suscitato clamore nella comunità scientifica perché non c’erano prove per dimostrare che questo vaccino potesse funzionare per davvero e fosse sicuro. Anzi a dire il vero secondo i primi rumors che commentavano i primi esperimenti sembrava proprio di no.

Invece il premier russo ha regalato al mondo uno dei suoi colpi di scena spiazzando tutti. L’altro invece è arrivato dalle spie britanniche che hanno dato la notizia di un attacco informatico russo contro gli scienziati dell’Università di Oxford che stanno sviluppando un vaccino quasi identico, sollevando il timore che Mosca avesse tentato di rubare la ricerca dal Regno Unito.

Gli scienziati russi affermano che il jab abbia stimolato una risposta immunitaria in tutti i partecipanti inoculati e non abbia causato gravi problemi di salute. La produzione di anticorpi osservata nei pazienti suggerisce che il vaccino è stato in grado di preparare il corpo a essere in grado di respingere il Covid-19. 

Scienziati occidentali indipendenti hanno affermato che i risultati sono “in qualche modo rassicuranti”, ma hanno avvertito che poiché i test riguardano un numero ristretto di persone non è possibile dire che vadano bene per tutti, quindi per milioni di russi. Tenuto conto che i primi volontari erano tutti sani e con un’età compresa tra i 20 ei 30 anni. Mentre su un campione di popolazione più anziana lo Sputnik 5 non è stato ancora testato nei due ospedali di Mosca scelti per i test, l’ospedale Burdenko e l’ospedale universitario Sechenov.

Il jab russo è un tipo chiamato vaccino virale vettoriale, il che significa che utilizza un altro virus per trasportare l’agente immunitario – parti danneggiate del vero coronavirus, che può innescare una reazione ma non causare un’infezione – nelle cellule umane.

Il vaccino di Putin utilizza un adenovirus, un tipo di virus meglio conosciuto per causare il comune raffreddore, che è stato indebolito in modo da non poter scatenare la malattia.

Il candidato al vaccino dell’Università di Oxford utilizza lo stesso metodo.

La Russia afferma che il jab ha accelerato i primi studi su scimmie e esseri umani, noti come studi di Fase I e II, ed era sicuro ed efficace nel produrre anticorpi contro il Covid-19.

Ma gli scienziati dietro il vaccino non hanno rilasciato dati scientifici dagli studi, il che significa che i risultati probabilmente non sono stati esaminati da esperti indipendenti.

Inoltre, il jab russo non è stato sottoposto a rigorosi test di Fase 3, considerati l’unico modo per garantire che i vaccini siano sicuri e funzionino effettivamente.

Ci sono attualmente 19 vaccini che sono stati testati per la capacità di generare anticorpi (Fase I), altri 11 che hanno superato questa fase e sono passati ai test spesi (Fase II), otto in Fase III e un vaccino approvato per un uso limitato.


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