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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in videoconferenza, alla sessione di apertura della seconda giornata della 46^ edizione del Forum Ambrosetti dal tema “Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive”. (foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ospite della seconda giornata della 46^ edizione del forum Ambrosetti ha detto: La drammatica crisi provocata dalla pandemia è stata uno spartiacque per l’Unione Europea che, in meno di sei mesi, ha compiuto scelte coraggiose e innovative che soltanto qualche settimana prima del suo inizio apparivano decisamente ‘fuori portata’. La pandemia ha avuto l’effetto di un duro richiamo alla realtà, rendendo ancor più evidente – a tutti, cittadini e Governi – che trincerarsi in una propria presunta autosufficienza non era una risposta contro un nemico sconosciuto e aggressivo”.

Il presidente poi parlando della diffusione del virus, di Paese in Paese, in maniera inarrestabile, ha detto che di fronte a un’ondata di lutti e di sofferenze e alla necessità di osservare regole che hanno profondamente inciso sulle nostre abitudini e sui modelli economici e sociali, l’Unione ha mostrato la sua forza propulsiva, la sua capacità di ritrovare l’autentico spirito dei padri fondatori, basandosi sulle fondamenta rappresentate – nel merito – da valori come la solidarietà e la responsabilità e – nel metodo – da canoni quali la sussidiarietà. Mattarella poi ha ha citato la Presidente dell’Unione Europea, Ursula Von der Leyen ricordando che l’11 marzo scorso, esattamente 2 giorni dopo l’inizio del lockdown totale, sottolineava con determinazione la vicinanza dell’Unione al nostro Paese, con parole semplici e significative che hanno attenuato il senso di solitudine, di smarrimento, che accompagna sempre i momenti più dolorosi della vita di ogni comunità.

Quello stesso giorno, in Italia, si contavano già quasi 900 vittime

“La Commissione Europea ha interpretato, con autorevolezza, il compito che i Trattati le hanno assegnato, divenendo centro di elaborazione di linee guida che hanno rafforzato la coesione europea”, ha detto Mattarella, “nel segno di quel metodo comunitario che, più di ogni altro aspetto, ricalca la lungimiranza dei padri fondatori”, ribadendo che è proprio in momenti di grande incertezza, “che diventa doveroso pensare al futuro, indicare vie d’uscita soprattutto a quanti, in una congiuntura senza precedenti in tempi di pace, vedono offuscarsi propri tradizionali punti di riferimento”.

Poi Mattarella ha ricordato l’iniziativa risultata decisiva di Berlino e Parigi si sono fatte promotrici della proposta di un piano di rilancio, finanziato attraverso debito comune. “Un piano al quale non è stata estranea l’azione italiana, per coagulare un ampio fronte di Paesi, principalmente del Sud dell’Unione, fra i quali la stessa Francia, la Spagna, il Portogallo, la Grecia”, ha spiegato. “Il piano per la ripresa, finalmente approvato da tutti i Capi di Stato e di Governo nel Consiglio Europeo di luglio, rappresenta per quantità di risorse – e per la qualità delle nuove formule adottate – una svolta di portata straordinaria che manifesta un livello di ambizione all’altezza dello storico valore dell’integrazione del Continente”.

Futuro dell’Unione dopo la Brexit

“Il dibattito sul futuro dell’Unione sarà necessariamente influenzato, in profondità, dal complesso delle decisioni che stiamo adottando oggi per combattere le ricadute sociali, economiche, sanitarie della crisi. E anche dalla necessità delle scelte da compiere dopo l’ormai avvenuta Brexit”, ha detto Mattarella.

“Gli interventi nati in momenti di necessità”, prosegue Mattarella, “e che rafforzano l’Unione devono adesso essere orientati al superamento delle debolezze strutturali dell’edificio europeo, messe in luce da vicende come la stessa pandemia ma anche – ad esempio – dalla gestione dei fenomeni migratori”.

Riluttanza di alcuni membri all’assunzione del debito comune

Mattarella ha qui colto l’occasione per sottolineare un altro grande risultato. Quello di avere vinto la riluttanza di una parte dei membri, particolarmente ostile al coordinamento della politica fiscale e all’assunzione di debito comune. “Non a caso”, ha detto, “il via definitivo all’emissione di titoli avverrà dopo che la “decisione sulle risorse proprie” verrà ratificata dai Parlamenti di tutti gli Stati membri. E questo passaggio rappresenta un vero banco di prova…”.

Bisogna fare i conti anche con la scarsità delle risorse presenti a livello comunitario

“…Il legame tra Quadro pluriennale di spesa, fondi straordinari e debito comune”, ha proseguito, “comporta la presa d’atto della limitatezza di risorse presenti a livello comunitario per sviluppare politiche incisive, che non facciano dell’Unione una mera istanza di trasferimento di fondi”.

“I nostri concittadini europei vivono con ansia il presente – fra timore di “seconde ondate” di contagio e accresciute difficoltà economiche – e guardano con incertezza al futuro: il processo di approvazione dei meccanismi di “governo” del Fondo per la ripresa devono procedere, quindi, necessariamente, con massima rapidità, in modo da rendere disponibili le necessarie risorse già all’inizio del 2021. Con la medesima sollecitudine deve intervenire la preparazione dei “piani nazionali di rilancio” che saranno sottoposti all’attenzione degli organi comunitari. Anche da questo punto di vista entra in gioco – per i singoli Stati – il valore della responsabilità”.

Generazioni future

“Le prossime generazioni guarderanno in modo critico al periodo che stiamo vivendo. Chiederanno come sono state destinate e amministrate somme così ingenti e, nel caso di inattività o scarsa efficacia della nostra azione, si domanderanno perché una generazione che ha potuto godere, per un periodo così lungo, di circostanze favorevoli non sia, invece, riuscita a realizzare infrastrutture essenziali per la crescita e riforme necessarie per l’efficienza del sistema sociale ed economico, accrescendo solo la massa di debito”, ha aggiunTo Mattarella. “Condizioni così propizie agli investimenti come quelle attuali – si pensi ai tassi di interesse – sono difficilmente ripetibili. Se agiremo con assennatezza l’Unione Europea uscirà da questo periodo fosco e confuso con basi più solide, con maggiore capacità di soddisfare le esigenze dei propri cittadini e con più ampia influenza al livello internazionale”.


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