ECCO TUTTO QUELLO CHE OCCORRE SAPERE PER IL VOTO DI DOMENICA SUI PARLAMENTARI


Il quesito sottoposto a referendum, come da decreto di indizione del presidente della Repubblica del 28 gennaio 2020, è il seguente:

«Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – Serie generale – n° 240 del 12 ottobre 2019?»

Si aprono domenica alle 7 i seggi per le consultazioni elettorali . Si vota per il Referendum costituzionale, le Suppletive del Senato, le Regionali e le Amministrative.

Per il Referendum sono chiamati alle urne 46.415.806 elettori, in un totale di 61.622 sezioni. Per le Suppletive del Senato gli aventi diritto al voto sono 427.824 per la Sardegna (Collegio uninominale 03 Sassari) in 581 sezioni e 326.475 per il Veneto (Collegio uninominale 09 Villafranca di Verona) in 393 sezioni.

Le elezioni regionali (in Valle d’Aosta, Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Campania, Puglia) interesseranno 18.471.692 elettori e un totale di 22.061 sezioni.

Le Amministrative si svolgeranno, invece, in 957 comuni, di cui 608 nelle regioni a statuto ordinario e 349 nelle regioni a statuto speciale: per un totale di 5.703.817 elettori alle urne e 6.756 sezioni.

Domenica 20 settembre, i seggi saranno aperti fino alle 23, lunedì dalle 7 alle 15. Alla chiusura dei seggi seguiranno gli scrutini delle suppletive, del referendum e delle regionali. Gli scrutini delle elezioni amministrative cominceranno alle ore 9 di martedì 22 settembre 

Che cosa di vuole ottenere con questa votazione

Gli italiani sono chiamati al voto per esprimere il loro parere sul numero dei parlamentari che lavorano per la Camera e il Senato ossia le due Camere del Parlamento  la cui funzione principale, sebbene non unica, è l’esercizio del potere legislativo ovvero l’emanazione delle leggi secondo i dettami fissati dalla relativa Costituzione, rappresentando dunque l’organo principale di una democrazia rappresentativa.

Il parlamento (in alcuni Stati chiamato con altri nomi quali DietaCongressoAssemblea nazionaleAssemblea federale e altri ancora) è il corpo legislativo o assemblea legislativa dello Stato, ossia un organo complesso, costituito essenzialmente da uno o più organi collegiali di tipo assembleare (camere), la cui funzione precipua, sebbene non unica, è l’esercizio del potere legislativo ovvero l’emanazione delle leggi secondo i dettami fissati dalla relativa Costituzione, rappresentando dunque l’organo principale di una democrazia rappresentativa.

Chi vota “sì” significa che è d’accordo per il taglio dei parlamentari e chiede che la riforma venga confermata e che entri in vigore. Chi vota “no” ne chiede invece l’abrogazione ossia l’annullamento

Riduzione dei Parlamentari

L’Italia attualmente è il paese con più rappresentanti eletti in numero assoluto (945 tra deputati e senatori) di tutta l’Europa occidentale. La riforma prevede di ridurre i seggi alla Camera da 630 a 400 e quelli al Senato da 315 a 200. Facendo due conti ad oggi ci sono un deputato ogni 96 mila abitanti e un senatore ogni 188 mila abitanti. Con il taglio ci sarebbe un deputato ogni 151 mila abitanti e un senatore ogni 302 mila e l’Italia con questa modifica resterebbe comunque nella media degli altri paesi dell’Europa occidentale.

Con l’approvazione della riforma anche i parlamentari eletti dagli italiani all’estero verrebbero ridotti passando da 12 a 8 e i senatori da 6 a 4. Un taglio lo subirebbero anche i senatori a vita, perché verrebbe stabilito un tetto massimo (5) al numero dei senatori nominati dai presidenti della Repubblica.

Si voterà un ‘referendum confermativo’, cosa significa?

Nel referendum confermativo, detto anche costituzionale o sospensivo, si prescinde dal quorum, ossia dal quoziente, in numeri o in percentuale, dei voti espressi o dei votanti, richiesto affinché un’elezione o una delibera sia valida.

Per la conta delle preferenze espresse dai cittadini si procede al conteggio dei voti validamente espressi indipendentemente se abbia partecipato o meno alla consultazione la maggioranza degli aventi diritto, a differenza pertanto da quanto avviene nel referendum abrogativo.

Come nasce un referendum confermativo?

Si procede ad un referendum confermativo di una legge costituzionale nel caso in cui entro tre  mesi dalla pubblicazione della legge stessa, ne facciano richiesta un quinto dei membri di una camera, oppure 500.000 elettori oppure cinque consigli regionali. La votazione ha luogo in una domenica compresa fra il 50° e il 70° giorno successivo all’indizione del referendum stesso.

Differenza tra un referendum confermativo e abrogativo

Attraverso il referendum abrogativo si decide se abrogare o meno una legge mentre con il referendum confermativo il popolo decide se confermare o meno una legge di riforma costituzionale già approvata dal Parlamento, ma senza la maggioranza qualificata dei due terzi.


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