HONG KONG, DOPO LEGGE SULLA SICUREZZA NAZIONALE RECORD DI RICHIESTE DI RINNOVO DI PASSAPORTI BRITANNICI PER DIRE ADDIO AL PAESE

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di Susie Wong

La legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino il 30 giugno che hanno scatenato proteste che sono proseguite fino a giugno, hanno scatenato un’impennata di richieste (da 14.297 a 154.218) da parte degli hongkonghesi (un aumento di otto volte rispetto al numero registrato nel 2018) di rinnovo dei passaporti nazionali britannici.

A luglio di quest’anno, coloro che sono riusciti ad ottenere i rinnovi dei loro documenti si sono trovati in possesso di un documento più prezioso quando la Gran Bretagna ha intrapreso un importante cambiamento politico per consentire agli hongkonghesi di intraprendere il percorso verso la cittadinanza.

Il numero delle persone che ha chiesto il rinnovo del passaporto nello stesso periodo è passato da 14.297 a 119.892. A fine giugno le richieste di rinnovo hanno toccato quota 32.813

Dopo l’entrata in vigore della legge sulla sicurezza nazionale, il primo ministro britannico Boris Johnson a luglio ha annunciato che milioni di hongkonghesi con passaporti BN (O) avrebbero potuto reinsediarsi nel Regno Unito e gli sarebbe stato offerto un percorso per la cittadinanza.

Che in pratica significa che gli hongkonghesi titolari di passaporto BN (O), e ai loro coniugi e ai figli è stata offerta dal Regno Unito la possibilità di diventare a tutti gli effetti cittadini britannici dopo cinque anni di residenza permanente in Gran Bretagna.

Un invito che ha irritato e non poco la governance cinese che ha accusato Londra di violare la Dichiarazione congiunta sino-britannica.

I passaporti BN (O) sono stati rilasciati agli hongkonghesi nati prima del passaggio di consegne del 1997 e, in base alle norme precedenti, era loro permesso visitare la Gran Bretagna per un massimo di sei mesi, senza però poterci di lavorare o richiedere la cittadinanza.

La legislazione sulla sicurezza di Hong Kong punisce gli atti di secessione, sovversione, terrorismo e collusione con un paese straniero o elementi esterni che mettono in pericolo la sicurezza nazionale, anche con l’ergastolo

Andrew Lo, CEO di Anlex, una società di consulenza in materia di immigrazione con sede a Hong Kong, ha detto al South China Morning Post che le richieste di informazioni sull’emigrazione in Gran Bretagna sono aumentate da 20 a 30 volte dopo luglio. La sua azienda ora riceve in media più di 10 richieste al giorno e ha aggiunto che oltre una dozzina dei suoi clienti da luglio ha deciso di trasferirsi nel Paese d’Oltremanica.

“Poche persone hanno scelto di emigrare in Gran Bretagna a causa del suo alto costo della vita, ma molte persone hanno espresso interesse dopo che il governo britannico ha fatto una generosa offerta ai titolari di BN (O) a luglio”, ha detto Lo.

I dati del governo britannico al 7 luglio hanno rivelato che il Regno Unito attualmente sta vagliando 126.000 domande di passaporto, il 31% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. E a queste alla fine di agosto se ne sono aggiunte altre 284.0000 (+172%).

Angela Ko, un’esperta di marketing, ha spiegato al South China Morning Post, di avere rinnovato il suo passaporto BN (O) lo scorso anno per motivi di viaggio, ma le proteste e la legge sulla sicurezza nazionale le hanno fatto pensare seriamente di stabilirsi in Gran Bretagna in modo permanente.

“Lo farei per la mia salute mentale più di ogni altra cosa, perché l’anno scorso è stato così deprimente per chiunque leggesse le notizie”, ha detto il 31enne.  Ko ha detto che farà domanda per un programma di master in un’università britannica il prossimo anno accademico e poi cercherà lavoro nel Regno Unito per ottenere la cittadinanza nel Paese.

Lea Chu, proprietaria di una piccola casa editrice ad Hong Kong, ha presentato una domanda per rinnovare il suo passaporto BN (O) a giugno.

“I miei genitori hanno fatto la fila per ore nel 1996 prima del passaggio di consegne per farmi ottenere il passaporto, ma poi io, come molte persone a Hong Kong, non l’ho rinnovato fino a quest’anno, quando le cose sono davvero peggiorate”, ha detto il 27enne .”Non vorrei più vivere qui se Hong Kong non fosse più quel luogo libero e rispettoso dei diritti umani che conosco”.

Come lei ora sono molti sono i millennial pronti a dire addio al Paese, a rinunciare alla residenza, stufi della vita a Hong Kong dopo che il governo non ha mostrato di avere la capacità (e leadership) per risolvere i problemi difficili che ha dovuto affrontare.

“Continueremo a lottare”, ha detto Joshua Wong, il noto attivista arrestato giovedì scorso con l’accusa con l’accusa di aver partecipato a una manifestazione non autorizzata nell’ottobre del 2019 e per aver violato in quell’occasione la legge che vietava l’uso delle maschere durante tutte le manifestazioni e i raduni pubblici. Il suo caso verrà discusso in tribunale il prossimo 30 settembre. Wong rischia fino a un massimo di cinque anni di carcere per aver partecipato a una manifestazione non autorizzata e fino a un anno di carcere per aver usato una maschera.


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