ALLARME VIRUS IN EUROPA I CONTAGI GIORNALIERI SUPERANO QUELLI USA


di Patrizia Bolla

Sale l’allarme COVID in Europa. La Spagna questa settimana ha dichiarato lo stato di emergenza. La Germania ha chiesto l’aiuto dell’esercito. Mentre in Italia il 7 ottobre il Consiglio dei Ministri, vista la nota del Ministro della salute e il parere del Comitato tecnico scientifico, ha deliberato la proroga, fino al 31 gennaio 2021, dello stato d’emergenza dichiarato in conseguenza della dichiarazione di “emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale” da parte della Organizzazione mondiale della sanità (OMS). E’ stato inoltre ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 e per la continuità operativa del sistema di allerta COVID, nonché attuazione della direttiva (UE) 2020/739 del 3 giugno 2020.

Ecco le nuove disposizioni

Dalla data di entrata in vigore del decreto-legge (il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale), i dispositivi di protezione individuale dovranno essere indossati non solo nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, come già in passato, ma anche in tutti i luoghi all’aperto. Ciò significa che nei luoghi di lavoro si continuerà ad applicare le vigenti regole di sicurezza. E anche le linee guida per il consumo di cibi e bevande non cambieranno. Gli unici esclusi da tali obblighi i bambini di età inferiore ai sei anni, i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina. Resterà non obbligatorio l’uso della mascherina durante lo svolgimento dell’attività sportiva.

Le regioni potranno adottare misure maggiormente restrittive

Il decreto entra nel merito anche della facoltà delle regioni di introdurre misure derogatorie rispetto a quelle previste a livello nazionale. Si prevede che le regioni, nei limiti delle proprie competenze regionali e di quanto previsto dal decreto-legge n. 33 del 2020, possano introdurre temporaneamente misure maggiormente restrittive, ovvero, nei soli casi e nel rispetto dei criteri previsti dai dpcm.

La sfida di Praga al Covid

Lo scorso giugno nella Repubblica Ceca, migliaia di residenti a Praga hanno cenato all’aperto seduti a un tavolo lungo 500 metri per festeggiare la vittoria contro il virus. Un azzardo che ora che il paese paga registrando il più alto tasso di infezione pro capite nel continente (398 casi ogni 100.000 residenti. “Devo dire chiaramente che la situazione non è buona”, ha riconosciuto questa settimana il ministro degli interni ceco, Jan Hamacek.

C’è chi dice che la colpa sia del Governo

Tutta colpa del Governo, questo è quanto asseriscono molte persone, compresi alcuni epidemiologi che ora puntano il dito contro la cattiva gestione di chi comanda per non essere riuscito ad approfittare della pausa estiva per prepararsi adeguatamente a un possibile ritorno del virus autunnale. Motivo per cui le tensioni stanno aumentando. Il premier Conte dal canto suo, di dpcm in dpcm, ha sempre detto di avere seguito i consigli degli esperti e di essersi regolato di conseguenza cercando di evitare misure troppo drastiche, cercando contestualmente di preservare la salute pubblica. Vero è che finché non ci sarà un vaccino che possa impedire al COVID di uccidere altre persone, la situazione resterà critica. Anche perché va anche detto che appena le misure anti-COVID sono state allentate molti hanno abbandonato l’uso di indossare la mascherina anche a distanza ravvicinata, ed è venuta meno anche l’attenzione basica dell’igiene.

I contagi giornalieri in Europa hanno superato quelli degli Usa

Secondo recenti dati della Johns Hopkins University, in Europa, in particolare in Hopkins Belgio, nei Paesi Bassi, nel Regno Unito, in Spagna e in Francia, ogni giorno vengono diagnosticati più casi di COVID-19 rispetto a quelli segnalati negli Stati Uniti. Venerdì la Francia, con una popolazione di circa 70 milioni di abitanti, ha registrato un record di 20.300 nuovi contagi.

Gli esperti affermano che in Europa i numeri risultano in aumento semplicemente perché sono stati ampliati i test che hanno fatto emergere un numero maggiore di asintomatici positivi al COVID-19 rispetto alla prima ondata, quando solo i malati potevano sottoporsi a un test.

Ma la tendenza è comunque allarmante, dato che la stagione influenzale non è nemmeno iniziata.

“Stiamo assistendo a 98.000 casi segnalati nelle ultime 24 ore. Questo è un nuovo record regionale. Questo è molto allarmante “, ha affermato Robb Butler, direttore esecutivo dell’ufficio regionale europeo dell’OMS. Sebbene in parte ciò sia dovuto all’aumento dei test, “È anche preoccupante in termini di recrudescenza del virus”.

Il dott. Martin McKee, professore di salute pubblica europea presso la London School of Hygiene and Tropical Medicinale intervistato da AP ha dichiarato che è preoccupante che molti paesi tuttora non abbiano ancora la capacità di disporre di una adeguata quantità di test, che consentano il tracciamento del virus per per affrontare questa seconda ondata di pandemia tenuto conto che la prima non è mai veramente finita.

Italia i nuovi cluster causati da chi ha viaggiato per andare in vacanza

Per le vacanze estive era stata consigliato agli italiani di prediligere le vacanze made in Italy perché considerate più sicure visto che l’Italia rispetto ad altri Paesi è stato il luogo dove la lotta ai contagi è stata più tempestiva ed efficace. Peccato che le migrazioni di regione in regione abbiano creato nuovi cluster in quei luoghi che precedentemente risultavano free COVID con il risultato che ora è il Sud, in particolare la Campania in forte impasse.

Basta solo citare il numero totale di posti letto negli ospedali destinati al COVID-19, 671 in tutto, di cui 530 sono già occupati, ha detto il governatore della Campania Vincenzo De Luca, che ha già avvertito che se le infezioni dovessero essere più di un migliaio al giorno, sarà inevitabile chiudere di nuovo tutto.

L’OMS questa settimana ha acceso i riflettori sui fattori sociali, psicologici ed emotivi che potrebbero manifestarsi in seguito alla decisione di autorizzare ulteriori decisioni su blocchi, chiusure e altre restrizioni. E ha sottolineato che occorrerà mettere in atto decisioni che saranno sostenute e rispettate e ritenute accettabili per le nostre popolazioni.


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