USA, IL TEXAS PUNTA I PIEDI SULL’ABORTO


ph. Getty Images

Continua la saga tra il Texas (che è contro l’aborto) e il Dipartimento di Giustizia (che è pro aborto) e proprio oggi lo stato del Texas ha puntato i piedi per chiedere alla Corte Suprema di non accogliere la richiesta del Dipartimento di Giustizia di bloccare la legge che vieta l’aborto dopo che è stato rilevato il battito cardiaco fetale.

Il Texas che ha presentato un ricorso sostiene che il Dipartimento di Giustizia non è legittimato a contestare la legge del suo stato, di uno stato americano dove, tra l’altro, sono gli stessi privati ​​cittadini che intentano cause civili contro gli abortisti se eseguono un aborto successivamente al rilevamento di un battito cardiaco fetale.

QUOTE  La legge del Texas vieta l’aborto a circa sei-otto settimane di gravidanza, che è il momento in cui viene rilevato per la prima volta un battito cardiaco fetale

Il giudice distrettuale statunitense Robert Pitman, nominato da Obama, per primo ha bloccato la legge del Texas, schierandosi con il governo federale. Ma lo stato ha fatto appello al quinto circuito, che ha rapidamente ribaltato la sua sentenza.

Migliaia sono state le donne che si sono recate negli stati vicini al Texas, ma favorevoli all’aborto, per sottoporsi ad aborti per varie ragioni.

La Corte Suprema ha si è rifiutata di bloccare la richiesta del Dipartimento di Giustizia di bloccare la legge che vieta l’aborto  e ora il caso è passato ed è pendente presso il 5° Circuito dove sarà tre giudici soppeseranno sia il caso del Dipartimento di Giustizia sia la causa intentata dai fornitori di aborti: il giudice Edith Jones, nominato da Reagan e i giudici Kyle Duncan e Kurt D. Engelhardt, entrambi nominati da Trump, notoriamente contro l’aborto. La Corte Suprema è stata chiamata in causa anche per decidere se il divieto di aborto del Mississippi dopo 15 settimane di gestazione vada contro la sentenza Roe e il caso sarà discusso a dicembre con una sentenza attesa per giugno.

Dall’Europa una levata di scudi contro chi ostacola l’aborto. Il Parlamento europeo ha duramente criticato l’ormai famoso Senate Bill 8, la legge approvata dal Texas che vieta l’aborto dopo sei settimane di gestazione e che non prevede alcuna eccezione, neanche in caso di stupro, incesto o per condizioni di salute del feto che mettano a rischio la vita della donna dopo la nascita. Di qui la richiesta degli eurodeputati indirizzata direttamente al governo dello Stato americano del Texas affinché revochi immediatamente quello che, di fatto è un divieto totale di abortire. 

Il testo degli europarlamentari è stato votato poche ore dopo la sospensione della controversa legge disposta da un giudice federale. La risoluzione è stata approvata dal Parlamento europeo con 381 voti a favore, 253 contrari e 36 astensioni. Tra le delegazioni italiane, hanno votato a favore del testo gli eurodeputati del Partito democratico, del Movimento cinque stelle, dei Verdi e di Italia viva. Contrari i parlamentari europei della Lega, di Fratelli d’Italia e di Forza Italia. 


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