WUHAN, UNA RECENTE INDAGINE NEGLI USA CONFERMA CHE IL VIRUS È USCITO DAL NOTO LABORATORIO - WHAT-U

Il laboratorio di Wuhan
(ph. AFP via Getty Images)

Si torna a parlare del laboratorio di Wuhan e lo fa Oltreoceano il senatore Paul Rand del Kentucky sollevando polveroni sugli esperimenti fatti in Cina. Non con i pipistrelli più volte tirati in ballo, ma con topi dotati di recettori umani e usati per studiare un virus particolarmente violento.

La proteina spike di SARS-CoV-2 oramai è noto che sia il principale meccanismo che il virus utilizza per infettare le cellule bersaglio

I ricercatori di EcoHealth Alliance un’organizzazione non governativa con sede negli Stati Uniti con la missione dichiarata di proteggere le persone, gli animali e l’ambiente dalle malattie infettive emergenti, hanno ricevuto fondi dagli Stati Uniti per i loro studi, ma non sono riusciti a raggiungere i risultati richiesti dai termini della sovvenzione, ha detto il vicedirettore principale del NIH Lawrence A. Tabak al rappresentante James Comer , un alto repubblicano del Comitato di sorveglianza della Camera americana.

Il  NIH ha criticato  la natura della ricerca finanziata dagli Stati Uniti presso il laboratorio perché i legislatori del GOP avevano individuato nella fuoriuscita da quest’ultimo la causa dell’infezione che poi si è propagata in tutto il mondo.

EcoHealth Alliance ha raccolto fino a $ 15 milioni all’anno in sovvenzioni da una serie di agenzie federali, tra cui il Dipartimento della Difesa, la Sicurezza interna e l’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale, per fare ricerche sull’origine del virus. Molti ora sono coloro che sollevano dubbi su possibili interessi di parte di Peter Daszak, fondatore di EcoHealth Alliance che per più di 15 anni ha lavorato con Shi Zhengli, il virologo WIV noto come “la signora pipistrello. 

Daszak nei primi giorni della pandemia, è stato tra i primi ad affermare che l’ipotesi della fuoriuscita del virus dal laboratorio fosse impossibile, firmando addirittura una lettera assieme ad altri 27 scienziati che rifiutavano questa tesi che il 19 febbraio 2020 è stata pubblicata sulla rivista medica The Lancet. Per molti ora anche se gli scienziati avevano dichiarato di non avere “interessi di parte”, è possibile che Daszak ce li avesse, perché la scoperta della fuga del virus dal laboratorio avrebbe potuto rovinare la sua reputazione e quindi il lavoro di una vita.

L’ipotesi che il virus del Covid-19 sia ‘scappato’ dal laboratorio di virologia di Wuhan è “assolutamente credibile” ed “è importante cercare di acquisire quanti più dati possibili e capire cosa è successo, aveva detto l’immunologo e virologo Guido Silvestri, docente alla Emory University di Atlanta, durante una puntata della trasmissione ‘Mezz’ora in più’, argomentando la sua tesi. “Non ci sono evidenze oggettive né che il virus sia arrivato naturalmente né abbiamo evidenze che sia stata una ‘perdita’ dal laboratorio di Wuhan. Tuttavia, se si fa un’analisi serrata della sequenza del virus, c’è una zona di dodici nucleotidi della proteina spike che è particolarmente strana da spiegare con un semplice passaggio da un virus all’altro”.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità avvierà una nuova indagine per capire se il Covid sia «fuggito dal laboratorio di Wuhan»: per questo sarà nominato un nuovo team di lavoro, tra cui esperti di biosicurezza, sicurezza di laboratorio, genetica e di scienziati in grado di capire come i virus si diffondano agli esseri umani. Lo riporta il Wall Street Journal. L’equipe vorrà capire se il coronavirus è davvero “sfuggito” dal laboratorio a Wuhan, alla fine del 2019, un’affermazione sempre smentita dalla Cina (che vuole anche che l’Oms esamini se il virus abbia avuto origine in un altro Paese). Tutto questo, arriva dopo che il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha ordinato alle agenzie di intelligence di indagare sulla teoria della «perdita del virus da laboratorio». Un portavoce dell’Oms ha detto che «le priorità del nuovo team devono essere i dati e l’accesso nel paese in cui sono state identificate le prime fughe del virus». La precedente indagine aveva raccomandato alla Cina di esaminare i primi casi sospetti di coronavirus. Ma nella relazione finale i dati forniti dal Paese agli esperti Oms erano stati bollati come «insufficienti».

A fare ulteriormente luce sulla questione la scoperta di un rapporto del 2015 di un piccolo team di investigatori che lavoravano per identificare le origini del COVID-19, commissionato da Matthew Pottinger, il vice consigliere per la sicurezza nazionale durante la presidenza Trump allo scopo di verificare se si era evoluto naturalmente o era opera dell’uomo. Il documento è stato pubblicato su una rivista scientifica, Nature Medicine.

La teoria era stata respinta da molti all’interno della comunità scientifica, e anche da Barack Obama, che aveva escluso l’ipotesi che fossero stati stanziati finanziamenti per la ricerca quando era presidente. Ad esserne fermamente convinti invece erano Donald Trump e Mike Pompeo, il suo Segretario di Stato, quand’era Trump presidente degli Stati Uniti.

L’esperto di malattie infettive Anthony Fauci ha sempre negato che esistesse la possibilità che il coronavirus fosse stato progettato in un laboratorio. 

Ma le e-mail rilasciate in base al protocollo del Freedom of Information Act questa settimana mostrano che è stato avvertito all’inizio della pandemia. Così anche Fauci ora fa passi da gambero affermato che le sue e-mail erano state “estratte dal contesto” e che “non può garantire tutto ciò che è successo nel laboratorio di Wuhan” sollevando le ire dei repubblicani che chiedono che si dimetta per quella che credono sia una mancanza di trasparenza su ciò che sapeva.  Anche riguardo al fatto che il laboratorio di Wuhan aveva già avuto diversi problemi di sicurezza in precedenza e l’allarme che potesse succedere qualcosa di grave nella comunità scientifica cinese – ossia che il virus allo studio avrebbe potuto creare agenti patogeni pericolosi, che avrebbero potuto scatenarsi accidentalmente o in un altro modo nel mondo – era cosa nota.

Nel 2019, in un articolo il principale scienziato del WIV, Yuan Zhiming parlava di carenze diffuse nella formazione sulla biosicurezza nei laboratori cinesi di livello 3 di biosicurezza.

“La Cina ha dozzine di laboratori BSL-3, ma solo un BSL-4, l’Istituto di virologia di Wuhan, anche se prevede di costruirne altri mezza dozzina. Yuan faceva presente che “la maggior parte dei laboratori non dispone di ingegneri e manager specializzati nella biosicurezza” raccontava, sollevando ombre anche sulla questione della manutenzione. “I costi di manutenzione sono generalmente trascurati; diversi [laboratori BSL-3] di alto livello hanno fondi operativi insufficienti per processi di routine, ma vitali… alcuni laboratori BSL-3 funzionano con costi operativi estremamente minimi o in alcuni casi del tutto assenti”. Poi magicamente anche per lui è arrivato il momento di fare un’inversione di rotta.

E lo scorso luglio è apparso alla televisione di stato cinese dove ha affermato che i protocolli di sicurezza erano così rigidi al WIV che “nessuna zanzara avrebbe potuto entrare nell’edificio senza autorizzazione”. 

Per mesi, Rand ha litigato con il dottor Anthony Fauci al NIH , dicendo che il medico aveva ingannato i comitati affermando che i dollari delle tasse americane non avevano supporto la ricerca e il guadagno di chi stava lavorando per rendere i virus più virulenti.

Il direttore del NIH Francis Collins ha dichiarato al Washington Post che è vero che EcoHealth non ha prodotto i risultati richiesti nella ricerca, aggiungendo però che il team di scienziati erano impegnati in uno studio che non era focalizzato sul virus che ha causato la pandemia. Allora la domanda che viene spontanea è capire come mai sono stati spesi così tanti soldi dei contribuenti americani per qualcosa di non così immediatamente utile.   

“È importante affermare fin dall’inizio che i dati genomici pubblicati dimostrano che i coronavirus dei pipistrelli studiati nell’ambito della sovvenzione NIH a EcoHealth Alliance, Inc. e subaward all’Istituto di virologia di Wuhan (WIV) non sono e non avrebbero potuto diventare SARS- CoV-2”, ci ha tenuto a precisare Tabak . “Sia il rapporto sui progressi che l’analisi qui allegata confermano nuovamente questa conclusione, poiché le sequenze dei virus sono geneticamente molto distanti”. Come pare a noi tutti ancora la verità.


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