COVID, NUOVA STRETTA PER I NO VAX, SPERANZA DAL 22 NOVEMBRE VACCINO PER FASCIA 40-59 ANNI


Il ministro della Sanità Roberto Speranza

L’immunologo americano Anthony Fauci i giorni scorsi non ha escluso che si possa declassare la pandemia di coronavirus dall’attuale stato di emergenza ad uno stato endemico negli Usa l’anno prossimo se aumenteranno ulteriormente i tassi di vaccinazione e se coloro che sono già immunizzati riceveranno le dosi di richiamo.

Attualmente oltre il 70% degli americani adulti è pienamente vaccinato e secondo Fauci se la popolazione continuerà a vaccinarsi e se il governo renderà disponibili per tutti le dosi per i richiami, il coronavirus potrebbe essere sotto controllo nel Paese entro la primavera del 2022. “Secondo me”, ha detto Fauci, “se vogliamo che diventi endemica, dobbiamo portare l’infezione a un livello così basso da non avere un impatto sulla società, sulla vita quotidiana, sull’economia. La gente continuerà a infettarsi. La gente potrebbe ancora essere ricoverata in ospedale, ma il livello sarebbe così basso che non ci penseremo continuamente e non influenzerà ciò che faremo”, ha aggiunto.

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, che ieri ha partecipato in videoconferenza, al G7 dei ministri della salute, ha analizzato la situazione epidemiologica e le misure di contenimento da mettere in campo per arginare l’epidemia.

Vaccini, Speranza: “Anticipo al 22 novembre della campagna per i richiami per fascia 40-59 anni”

“La curva del contagio sale nel nostro Paese e, ancora di più, nei Paesi europei vicini all’Italia. Il vaccino è lo strumento principale per ridurre la diffusione del virus e le forme gravi di malattia. È giusto, quindi, anticipare al 22 novembre la campagna per i richiami vaccinali per la fascia d’età 40-59 anni”. Queste le parole di Speranza.

Green pass la stretta che il Governo sta studiando per i no Vax

Rivedere le regole a partire da quelle sul green pass, con misure più severe per i non vaccinati, e spingere sulla terza dose il più rapidamente possibile: le Regioni insistono sulla necessità di un cambio di passo nella lotta al Covid e chiedono una “riflessione urgentissima” con il governo alla luce dell’aumento dei casi, per salvare il Natale ed evitare le restrizioni e chiusure previste per le zone gialle o arancioni.

Una richiesta che il governo si dice disponibile ad accogliere “a breve”, forse già lunedì, anche se la linea di palazzo Chigi al momento non cambia: le uniche misure sul tavolo sono l’estensione dell’obbligo della terza dose al personale sanitario e la riduzione della durata del certificato verde, provvedimenti che il Consiglio dei ministri dovrebbe discutere nella riunione di giovedì prossimo.

“Non utilizzare delle strategie di rafforzamento del Green Pass” significa “aprire il forno e far implodere il soufflé”, secondo il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta. “Ma un green pass rafforzato deve colpire soprattutto i non vaccinati, gli irriducibili che devono essere reclusi ed esclusi dalla vita collettiva e dall’economia” ha aggiunto: “Mi impegno ha sostenere questo in Cdm.

Pro e contro

“La Commissione europea sta preparando un aggiornamento sulla raccomandazione sulla libertà di movimento e questo includerà elementi sulla validità dei certificati di vaccinazione Covid (green pass). Il documento “sarà presentato presto”, queste le parole del portavoce dell’Esecutivo comunitario, ricordando che il regolamento del certificato Covid ha la durata di un anno e che si “sta già valutando una sua estensione”.

Martedì prossimo i deputati europei valuteranno in un dibattito con il Presidente Charles Michel e la Commissione i risultati del Consiglio europeo del 21-22 ottobre. Durante il Vertice, i temi principali discussi dai capi di Stato e di governo hanno riguardato la risposta dell’UE alla crisi COVID-19, in particolare per quanto riguarda i progressi nelle strategie di vaccinazione, l’aumento dei prezzi dell’energia e i modi per mitigare l’impatto sulle imprese e sui consumatori dell’UE e la situazione dello Stato di diritto. Oltre a questo, i leader hanno discusso la migrazione, le relazioni esterne e la transizione digitale.

Salute dell’UE: i deputati chiedono una politica farmaceutica dell’UE a prova di futuro

Un’altra emergenza riguarda le politiche sanitarie dell’UE che dovrebbero garantire sostegno per offrire farmaci accessibili e convenienti, prevenirne la carenza, facendo tesoro delle lezioni apprese durante la pandemia puntando a un’industria farmaceutica competitiva, innovativa e neutrale.

Questi i focus della commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI) che martedì ha adottato, con 62 voti favorevoli, 8 contrari e 8 astensioni, le sue raccomandazioni sull’attuazione della strategia farmaceutica dell’UE e le prossime revisioni del quadro legislativo.

Affrontare le cause profonde delle carenze

I deputati hanno sottolineato la necessità di aumentare l’accessibilità e la disponibilità dei farmaci dandosi obiettivi primari come quelli di affrontare le cause profonde delle carenze di alcuni farmaci, garantire la trasparenza sui prezzi e sui finanziamenti pubblici, promuovere negoziazioni collettive sui prezzi e introdurre misure per sostenere una maggiore presenza sul mercato dei farmaci generici e biosimilari. “Occorre che la Commissione, gli Stati membri e l’Agenzia europea per i medicinali sviluppino un sistema di allerta precoce per la carenza di medicinali, basato su una piattaforma digitale europea trasparente e centralizzata”, hanno detto più deputati.

Aumentare la resilienza e la sostenibilità dell’UE

Il rapporto sottolinea inoltre la necessità che il lavoro dell’industria farmaceutica sia rispettoso dell’ambiente e neutrale dal punto di vista climatico durante tutto il ciclo di vita del prodotto, pur garantendo ai pazienti l’accesso a trattamenti farmaceutici sicuri ed efficaci.

Ecco che cosa includono le altre raccomandazioni:

  • introduzione di una guida terapeutica dell’UE per gli antimicrobici e campagne coordinate di sensibilizzazione sulla resistenza antimicrobica (AMR);
  • promozione di prodotti farmaceutici “Made in Europe” rafforzando la produzione e la resilienza dell’offerta dell’UE;
  • sviluppo di capacità adeguate per la produzione sostenibile di sostanze attive, materie prime e medicinali che riducano la dipendenza da fonti esterne;
  • facilitazione dell’avvio di grandi sperimentazioni cliniche coordinate a livello europeo;
  • istituzione di un forum farmaceutico politico di alto livello più ampio.

“Il rapporto migliora la strategia farmaceutica dell’UE in vista della prossima revisione e aggiornamento della legislazione farmaceutica dell’UE, mettendo i pazienti al centro delle politiche sanitarie. Dobbiamo affrontare con fermezza le esigenze mediche insoddisfatte e favorire l’accesso ai farmaci, promuovendo al contempo la sostenibilità dei nostri sistemi sanitari nazionali. Allo stesso tempo, dobbiamo rafforzare i partenariati pubblico-privato dell’UE per un’industria farmaceutica strategicamente autonoma e resiliente, supportata da un sistema di incentivi efficace e governata da un sistema normativo stabile, aggiornato e centrato sulla sicurezza”, ha detto Il relatore Dolors Montserrat (PPE, ES). Il 25 novembre 2020 la Commissione aveva adottato una strategia farmaceutica per l’Europa , un’importante iniziativa nell’ambito dell’Unione europea della sanità il cui obiettivo era dare alla politica farmaceutica dell’UE una visione a lungo termine rafforzando la posizione dell’UE come leader globale garantendo al contempo l’accesso a farmaci a prezzi accessibili per i pazienti.

Questo mese durante la sessione plenaria, tutti i deputati voteranno la relazione, il cui risultato confluirà poi nelle proposte della Commissione per l’aggiornamento della legislazione farmaceutica dell’UE nel 2022.


   


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