JOE BIDEN FINISCE NEL MIRINO DEL JUDICIAL WATCH PER LE SUE SPESE DI VIAGGIO


Anche il presidente degli Stati Uniti Joe Biden è finito nell’occhio del mirino del Judicial Watch, un’associazione costituita nel 1994 dall’avvocato Larry Klayman, guidata dal 2003 da Tom Fitton, costituita da attivisti conservatori americani che intenta azioni legali per il Freedom of Information Act (FOIA) per indagare sulla presunta cattiva condotta di funzionari governativi. L’associazione in passato ha principalmente preso di mira i democratici. Sotto le sue forche caudine sono passati Bill Clinton, Barack Obama, Hilary Clinton, e anche il repubblicano ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Ma oggi è Biden ad avere attirato l’attenzione su di sé a causa del costo dei suoi viaggi per i quali pare abbia totalizzato una spesa di “almeno” $ 2.252.600,50 dal 29 aprile all’8 agosto, secondo Fitton , presidente dell’organizzazione di controllo che ha ottenuto la documentazione per fare i dovuti check sulle spese del presidente finanziate con i fondi del governo degli Stati Uniti dal Secret Service attraverso le richieste del Freedom of Information Act. Autonoleggi, soggiorni in hotel, viaggi aerei e ferroviari, tutti costi passati al setaccio.

“Finora l’Air Force non ha risposto alle richieste di informazioni sui costi di viaggio dell’Air Force One per alcuni viaggi di Biden. Nessuna risposta è arrivata anche per altri viaggi effettuati dal presidente Usa nel fine settimana a Delaware”, si legge nel rapporto pubblicato questa settimana. “I costi di viaggio e sicurezza presidenziali sono di evidente interesse pubblico. È frustrante che dopo anni di controversie attraverso due amministrazioni presidenziali, i servizi segreti e l’aeronautica stiano ancora ostacolando i costi dei viaggi presidenziali”, ha affermato Fitton in una nota.

SONDAGGIO DEL GIORNO DEL WASHINGTON POST

• Il 50% degli adulti statunitensi afferma di essere “molto insoddisfatto” di come stanno andando le cose negli Stati Uniti oggi; D’accordo l’81% dei repubblicani, il 52% degli indipendenti e il 14% dei democratici.

• il 24% in generale è “piuttosto insoddisfatto” di come stanno andando le cose; D’accordo il 14% dei repubblicani, il 24% degli indipendenti e il 33% dei democratici.

• il 22% è “abbastanza soddisfatto”; Il 5% dei repubblicani, il 21% degli indipendenti e il 45% dei democratici sono d’accordo.

• il 3% è “molto soddisfatto”; Lo 0% dei repubblicani, il 3% degli indipendenti e il 5% dei democratici sono d’accordo.

FONTE: un sondaggio della Quinnipiac University su 1.378 adulti statunitensi condotto dall’11 al 15 novembre


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