UN NUOVO RAPPORTO DELL'OMS CONDANNA I PAESI CHE INTRODUCONO GRASSI TRANS NEGLI ALIMENTI, TRA QUESTI ANCHE L'AUSTRALIA - WHAT-U

Secondo un nuovo rapporto dell’OMS pubblicato il 7 dicembre sono 40 i paesi attualmente nel mondo che hanno in vigore politiche di best practice e quindi hanno messo in pratica procedure e azioni al fine di eliminare i grassi trans dalla produzione industriale di particolari alimenti. Il rapporto ha mostrato che 940 milioni di persone che vivono in paesi ad alto reddito sono protette da politiche di best practice riguardo l’introduzione di questo additivo mortale, contrariamente a chi vive in paesi a basso reddito.

Cos’è il grasso trans?

Il grasso trans è un composto artificiale che può essere trovato in torte, biscotti, biscotti, cibi confezionati, oli da cucina e creme spalmabili ed è collegato ad un aumento del rischio di attacchi di cuore e morte per malattie cardiache. L’eliminazione dei grassi trans dall’approvvigionamento alimentare globale potrebbe salvare vite umane e ridurre l’onere per l’assistenza sanitaria prevenendo gli attacchi di cuore.

Quest’anno, politiche di best practice sono entrate in vigore in Brasile, Perù, Singapore, Turchia e nel Regno Unito e nell’Unione Europea. Dal maggio 2020, anche in Bangladesh, India, Paraguay, nelle Filippine e in Ucraina, segnando importanti progressi per l’iniziativa dell’OMS di raggiungere l’obiettivo globale di eliminare i grassi trans prodotti industrialmente entro il 2023.

Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (WHO)
(ph. Salvatore Di Nolfi/Keystone via AP)

“Mi congratulo con tutti i paesi che hanno sviluppato regolamenti e stanno implementando le migliori pratiche di eliminazione dei grassi trans”, ha affermato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus,“ma il tempo stringe sul nostro appello per raggiungere l’obiettivo globale di eliminare i grassi trans prodotti industrialmente entro il 2023. La prima eliminazione globale di un fattore di rischio per le malattie non trasmissibili è alla nostra portata; tutti i paesi devono agire ora per proteggere la loro gente da questo composto dannoso e non necessario”.

Il terzo rapporto annuale sui progressi sull’eliminazione globale dei grassi trans evidenzia progressi incoraggianti nei paesi a basso e medio reddito. Bangladesh, India, Filippine e Ucraina sono diventati i primi paesi a reddito medio-basso ad approvare le politiche di eliminazione dei grassi trans. Un passo importante se si calcola che l’India con un territorio di 3.287.263 km quadrati e circa 1 miliardo 390 milioni di abitanti è il secondo Paese più popolato al mondo dopo la Cina.  

Ora altri Paesi hanno intrapreso lo stesso cammino che probabilmente porterà all’approvazione di politiche di eliminazione dei grassi trans a breve termine: anche la Nigeria sta adottando una politica che dovrebbe essere approvata presto, “diventando così il secondo paese in Africa dopo il Sudafrica a dare il meglio di sé”, ha affermato il direttore dell’OMS.

Tom Frieden, presidente e CEO di Resolve to Save Lives. Nell’ottobre 2017 il giudice del tribunale penale di Brooklyn Edwin Novillo ha condannato
Frieden che ha rischiato fino a un anno di carcere per i seguenti capi di accusa: “abuso sessuale di terzo grado” e “accuse di molestie di secondo grado”. All’epoca l’avvocato difensore di Frieden, Laura Brevetti, ha rifiutato di commentare i fatti fuori dal tribunale.

“I governi hanno la responsabilità di proteggere la propria gente da questo ingrediente tossico e questo passo ora è ancora più urgente”, ha affermato Tom Frieden, presidente e CEO di Resolve to Save Lives, campagna lanciata da Vital Strategies, un’organizzazione internazionale che riunisce ricercatori, esperti e specialisti che lavorano a stretto contatto con  governi e protagonisti  della società civile nella lotta ai più complessi problemi della salute pubblica con l’obiettivo di rafforzare i sistemi sanitari pubblici per far fronte alle sfide sanitarie più importanti e difficili di questo secolo. “Dare priorità all’eliminazione dei grassi trans ridurrà le morti prevenibili per malattie cardiache e la riduzione delle malattie cardiovascolari renderà anche le persone più resistenti alle malattie infettive, incluso il COVID-19”.

I progressi però devono essere accelerati per raggiungere l’obiettivo dell’OMS 2023 di eliminare i grassi trans prodotti industrialmente dall’approvvigionamento alimentare globale. Nell’ultimo anno, molti paesi sono stati messi alla prova a causa delle risorse limitate dovute alla pandemia di COVID-19, che hanno poi limitato gli sforzi politici per eliminare i grassi trans. Conti alla mano, attualmente risulta che solo 42 paesi a reddito alto e medio-alto abbiano adottato politiche di best practices proteggendo la propria gente da questo ingrediente tossico. Restano nella lista nera ben 10 paesi che incuranti degli appelli dell’Oms continuano a introdurre nelle loro produzioni alimentari grassi trans. In primis l’evoluta Australia oltre a Egitto, Iran, Messico, Azerbaigian, Ecuador, Pakistan, Repubblica di Corea, Bhutan e Nepal.

L’OMS si è spesa in molte raccomandazioni affinché i paesi sviluppino, implementino e applichino politiche di protezione della salute dei loro popoli, fissando limiti ai grassi trans o vietando gli oli parzialmente idrogenati (una delle principali fonti di grassi trans negli alimenti). E ha incoraggiato i produttori di alimenti a mettere in pratica gli impegni assunti per eliminare i grassi trans dai loro prodotti venduti ai produttori alimentari di tutto il mondo.

Cosa occorre fare prima possibile?

  • Investire nel monitoraggio e nella sorveglianza
  • Sostenere regolamenti regionali o subregionali per espandere i benefici delle politiche sui grassi trans
  • Sfruttare le politiche esistenti sulle best practices che vengono attuate da un certo numero di paesi per accelerarne i progressi
  • Fornire supporto tecnico per costruire capacità normative che incoraggino lo sviluppo, l’attuazione e l’applicazione di politiche di best practices

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