TANTI I PUNTI INTERROGATIVI SULLE NOMINE DEL QUIRINALE. DRAGHI? SE LASCIA IL GOVERNO SI TORNA ALLE URNE - WHAT-U

“Draghi è una personalità che indubbiamente trova ampio consenso e infatti non abbiamo mai espresso veti in questo senso”, ha dichiarato in un’intervista a iNews24 la senatrice di Italia Viva, Laura Garavini, che ha poi proseguito: “La questione però è che al contempo servirebbero tutta una serie di garanzie per poter mettere in sicurezza il Paese per quanto riguarda la stabilità e soprattutto per scongiurare un voto anticipato che rischierebbe seriamente di compromettere la realizzazione del Pnrr”. Garavini ha poi dichiarato: “Sull’ipotesi di un bis di Mattarella, auspicata dal M5s, i desideri dei singoli interlocutori non possono prescindere dal rispetto della figura e della volontà del Presidente Mattarella, che in più occasioni ha espresso la sua contrarietà ad un proseguo del suo mandato.

La senatrice di Italia Viva, Laura Garavini

Se è vero infatti che vi è stata un’eccezione alla regola nel riproporre Napolitano nella precedente tornata, è anche vero che è corretto non abusare di quelle situazioni di eccezionalità che rischierebbero di andare a ledere le istituzioni stesse”. Riguardo i numeri del centrodestra la senatrice di Italia Viva ha aggiunto: “Apparentemente il centrodestra ha più numeri e potrebbe effettivamente ambire ad essere il king maker della situazione, ma c’è da dire che fino ad oggi non hanno ancora avuto la capacità di esserlo”. E sulla possibile candidatura di Silvio Berlusconi, ha detto: “Io personalmente non mi sentirei di condividere una scelta del genere e credo che questo valga anche per molti miei colleghi di Italia Viva e di altri partiti sui quali forse il centrodestra spera di poter contare”.

Il deputato di Forza Italia, Andrea Ruggieri

“La candidatura di Berlusconi sarebbe un appoggio convintissimo alla stabilità del governo Draghi e del Paese”, ha dichiarato a iNews24 il deputato di Forza Italia, Andrea Ruggieri. “Berlusconi garantirebbe al cento per cento la stabilità del governo e della legislatura, anche perché è stato lui a mettere a suo tempo Draghi a capo della Banca d’Italia, poi della Banca centrale europea e infine a Palazzo Chigi”. E sulla possibile candidatura di Berlusconi al Quirinale, Ruggieri ha aggiunto: “Silvio Berlusconi ha già saputo interpretare in molti passaggi della vita del Paese lo spirito di unità nazionale. Basti ricordare il discorso di Onna con indosso il fazzoletto dell’ ANPI, che pure con lui non era mai stata tenera, o il discorso al Congresso americano in cui commosse Hillary Clinton e Barak Obama, così come i repubblicani”. Sulle dichiarazioni di Letta che aveva attaccato Berlusconi per le sue parole su Draghi, Ruggieri ha poi concluso: “Io invece definisco molto grave che il fatto che Enrico Letta rilasci interviste commentando le dichiarazioni altrui. Se fossi in lui mi preoccuperei di più della tenuta dei suoi gruppi parlamentari”.

Per l’elezione del Presidente della Repubblica “il gruppo Misto sarà determinante, li abbiamo già contattati. Dalla quarta votazione possiamo farcela”. E’ quanto ha detto alcuni giorni fa Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Forza Italia, in un’intervista a La Repubblica. Alla domanda se il leader del partito, Silvio Berlusconi, sia in corsa per il Quirinale, Tajani ha risposto: “Ufficialmente la decisione verrà presa fra qualche giorno, quando ci sarà il vertice del centrodestra. Per noi è il miglior candidato possibile e non è divisivo come dice la sinistra: ogni presidente ha una sua storia, pensiamo a Mattarella, che è stato un autorevole rappresentante della sinistra Dc prima di salire al Colle”.

Dopo Mattarela si torni a votare. Insomma, dopo la tornata quirinalizia, Giorgia Meloni chiede il volto. «L’elezione del capo dello Stato – sostiene la leader di Fdi in una diretta Facebook – penso che sarà uno snodo fondamentale. Spero che il quadro» del governo «possa cambiare: si deve tornare a votare comunque, perché il mandato di Mario Draghi è legato a quello di Sergio Mattarella e perché non mi pare che il governo abbia ottenuto i risultati sperati». Insomma, Meloni spinge sull’acceleratore e ribadisce l’impegno del suo partito perché il prossimo inquilino del Colle sia un presidente della Repubblica patriota. «Siamo in un Paese in cui ti dicono che sei matto se chiedi un presidente della Repubblica patriota. I patrioti non vanno bene in Italia. Li abbiamo visti i partiti che preferivano le pacche sulle spalle delle consorterie europee, in cambio di svendite di pezzi. Io voglio una persona che abbia a cuore su ogni cosa gli interessi della nazione italiana. Noi abbiamo una sinistra che dice che l’Europa non consentirebbe un governo di centrodestra. Il che vuol dire che noi non siamo una nazione sovrana».

“Un presidente della Repubblica donna?”, Nel caso in cui Berlusconi facesse scelte diverse, noi avremmo più di una donna in grado di ricoprire egregiamente il ruolo di Presidente della Repubblica. Abbiamo diverse donne con i requisiti giusti”, ha detto il leader della Lega Matteo Salvini. Stasera Silvio Berlusconi si è riunito con i capigruppo Fi di Camera e Senato, Paolo Barelli e Anna Maria Bernini. Obiettivo dell’incontro fare un punto sulla situazione politica a partire dall’elezione del prossimo capo dello Stato. Si avvicina il 24 gennaio, giorno in cui si terrà il primo voto per il prossimo Presidente della Repubblica, e i pochi nomi per il successore di Mattarella sono tutti seguiti da un punto interrogativo.

Il deputato del Pd, Stefano Ceccanti

“Berlusconi prima o poi dovrà fare un passo indietro, anche perché non ha i voti per essere eletto” ha detto a iNews24 il deputato del Pd, Stefano Ceccanti, che ha poi proseguito: “Penso che qualcuno farà riflettere Berlusconi e gli farà capire che non è il caso di proseguire. Francamente mi sembra improbabile che si voglia andare ad infilare in qualcosa che non potrà avere un esito positivo”. Sulle trattative per il Quirinale, Ceccanti ha poi spiegato: “Non credo che Letta voglia un mandato in bianco, penso che prima o poi spiegherà la strategia e ci si confronterà su quella. Ovviamente sul fatto della prosecuzione ordinata della legislatura siamo tutti d’accordo, poi cosa voglia dire in termini di candidature, quello bisognerà valutarlo realisticamente”. Sulla possibile candidatura di Draghi al Colle, Ceccanti ha aggiunto: “La candidatura del Presidente del Consiglio è obiettivamente in campo, però al momento nessuno ha trovato la soluzione al rebus di chi lo sostituirebbe al governo. Tutto dipende da se si riuscirà a sciogliere questo nodo, altrimenti sarà più difficile. Al momento siccome questo accordo non è stato trovato, a me sembra che la soluzione più naturale sia quella di una rielezione dell’attuale Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. È vero che il presidente Mattarella ha autorevolmente dichiarato che preferirebbe non essere rieletto, ma se ciò che garantisse una prosecuzione ordinata della legislatura, penso che chiedendoglielo nel modo più opportuno sarebbe convincibile, anche perché obiettivamente ci sono forti argomenti razionali a favore” ha concluso il deputato.


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