BRITNEY SPEARS CHIEDE AL SUO AVVOCATO DI SCRIVERE A SUA SORELLA JAMIE PERCHÉ NON USI IL SUO NOME PER PROMUOVERE IL SUO LIBRO - WHAT-U

Da sinistra Britney e Jamie Lynn Spears

Non c’è pace nella famiglia Spears sempre al centro delle cronache per querelle che nascono da rapporti che con il tempo si sono evidentemente rovinati senza via di ritorno. Questa volta i “je accuse” non partono dal papà della star della pop music e nemmeno da Britney, ma dalla sorella  Jamie Lynn che nel penultimo libro appena uscito Things I should have say accusa Britney “di averla gettata in pasto ai lupi” anche se lei l’ha sempre difesa anche quando si lamentava della tutela legale del papà durata oltre 13 anni, che a detta della Spears, le ha impedito di fare scelte importanti, come per esempio quella di avere un bambino perché costretta a fare uso ci contraccettivi.

Tra i desideri della Spears quella di avere un bambino e non essere costretta- a suo dire – a usare contraccettivi

Fatti che sembrano assurdi e che sembrano delle repliche di accadimenti del Medioevo. “Volevo sposarmi e avere un bambino. Volevo farmi togliere la spirale e avere un bambino, ma i miei tutori non me lo hanno fatto fare perché non volevano che io avessi un bambino», ha detto Britney, 40 anni compiuti il 2 dicembre, in tribunale.

“Sono traumatizzata. Non sono felice, non riesco a dormire. Sono arrabbiata, piango tutti i giorni”, aveva detto a caldo la popstar alla giudice alla quale ha anche raccontato di essere stata costretta ad assumere il litio contro la propria volontà dopo l’interruzione delle prove per uno spettacolo in programma a Las Vegas nel 2019, poi cancellato.

Una vita di ombre e luci come quando è stata ospite in Italia di Donatella Versace. “È stato il più bel viaggio di lavoro mai fatto prima”, aveva detto Britney, precisando a chi le ha chiesto quando sarebbe tornata a cantare di avere dubbi sul suo ritorno su un palcoscenico. “Non ne ho idea. Sono in un periodo di transizione nella mia vita e mi sto divertendo. Tutto qui e per ora non penso ad altro”. Britney Spears non canta in pubblico dal 2018 quando girò Nord America e Europa con il tour Piece of Me. Dopo aver visto il documentario girato su di lei dal New York Times ha confessato di “aver pianto per due settimane per esser stata messa in piazza per tutta la sua vita”, e poi ha detto di essere disponibile a farsi intervistare da Oprah Winfrey.

Nel suo discorso bomba in tribunale, Britney, aveva affermato che la sua famiglia “avrebbe dovuto essere in prigione” per aver fatto soldi con la sua controversa tutela e per avere limitato la sua vita quotidiana dal febbraio 2008  fino al novembre 2021.

Sabato scorso Britney su Twitter ha detto che “è così pacchiano per una famiglia combattere pubblicamente in questo modo”. Poi però gli umori sono di nuovo cambiati repentinamente.

Britney Spears nelle ultime ore ha evidentemente riflettuto sul fatto che a sua sorella che sta promuovendo il suo libro parlare di lei, creando gossip, può solo che giovare sul fronte della visibilità. Quindi nel dubbio o meno di essere strumentalizzata ha chiesto aiuto al suo avvocato il famoso e potente Mathew S. Rosengart di scrivere una lettera a sua sorella, pubblicata da Page Six, per chiedere espressamente a Jamie di “lasciarla fuori dalla mischia”.

“Cara signora Spears: come lei ben sa, rappresento sua sorella Britney Spears e scrivo su sua richiesta in merito alla questione di cui sopra. Scrivo con una certa esitazione perché l’ultima cosa che Britney vuole è portare più attenzione al suo libro inopportuno per le sue affermazioni fuorvianti o oltraggiose su di lei”, inizia la lettera. Sebbene Britney non ha letto e non ha intenzione di leggere il suo libro, lei e milioni di suoi fan sono rimasti scioccati nel vedere come lei l’abbia sfruttata per un mero guadagno monetario”.

La lettera continua ricordando a Jamie Lynn degli “abusi e illeciti” che Britney ha subito durante i suoi 13 anni di tutela, istituita dal padre per ottenere il controllo degli affari personali, dalla salute alla gestione del patrimonio.

“Voi più di tutti conoscete gli abusi e le trasgressioni che Britney ha dovuto sopportare durante la tutela. Come ho affermato in precedenza, dopo aver sopportato una tutela di 13 anni che l’ha privata dei diritti civili e delle libertà fondamentali, Britney non sarà più vittima di bullismo da suo padre o da chiunque altro”. 

Nella lettera il legale accusa Jamie Lynn di “aver trasmesso lamentele false o fantastiche” per raccogliere pubblicità per il suo libro di memorie. Comportamento sbagliato, specialmente se progettato per vendere libri. È anche potenzialmente illegale e diffamatorio”. 

In un messaggio su Twitter pubblicato durante il fine settimana, la vincitrice del Grammy ha chiesto a Jamie Lynn di smettere di “dire bugie” su di lei durante il suo tour per promuovere il libro.

Poi in un messaggio successivo, Britney ha spiegato  di amare Jamie Lynn “incondizionatamente”,  anche se sta ancora elaborando il dolore per quella che vede come una mancanza di azione (e di aiuto) della sua sorella per porre fine alla tutela del padre.

Anche dopo che Jamie Lynn ha chiesto a Britney di affrontare la loro faida “in privato” al telefono, l’ex star di “Zoey 101” è apparsa nel podcast “Call Her Daddy” per trasmettere momenti più privati ​​della vita dell’icona pop. (La seconda parte del podcast “Call Her Daddy” di Jamie Lynn andrà in onda mercoledì, anche se la lettera di Britney potrebbe impedirne il rilascio.)


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