A POCHE ORE DALL’ELEZIONE DEL PRESIDENTE, PROSEGUONO RIUNIONI. CASELLATI FIGURA CHIAVE PER IL COLLE


Tra poche ore inizierà la quarta votazione al buio. Gli schieramenti sono ancora a caccia del nome. “Tenete i telefonini accesi perché sarà una lunga notte di lavoro”, queste le parole del leader della Lega, Matteo Salvini, prima della riunione sul Quirinale con i grandi elettori del suo partito. Salvini non ha voluto anticipare cosa voterà tra poche ore il centrodestra nella quarta votazione. “Avendo riunito i miei 200 elettori mi sembra più rispettoso parlarne prima con loro che con la libera stampa”, ha risposto. L’unica cosa certa per lui è che Draghi essendo il collante della coalizione, deve rimanere a palazzo Chigi, ossia a capo del governo. “Stiamo lavorando, continuiamo a lavorare per offrire nomi di alto profilo, ma non possiamo permettere che il Paese rimanga ostaggio di “no” e “veti” della sinistra. Abbiamo fatto nomi di altissimo profilo, altri ne faremo. Da Pd e M5s invece sono mancate le proposte”, dice Salvini.

Il segretario del Pd, Enrico Letta, prosegue il suo percorso continuando a proclamarsi stoicamente contrario a un presidente di destra. Di Maio non ha dubbi sulla soluzione: “Serve un nome condiviso o la maggioranza si spacca”. Fratelli d’Italia respinge i gossip sulla mancanza di univocità del centrodestra, che afferma di essere compatto. “FdI continua a ritenere imprescindibile una votazione compatta del centrodestra su un candidato della coalizione, come concordemente valutato nell’ultimo vertice. A Matteo Salvini il mandato di individuare, attraverso le sue molteplici interlocuzioni, il candidato più attrattivo tra quelli presentati ieri”, si legge in una nota di Fratelli d’Italia.

“Secondo me gran parte dei voti a Sergio Mattarella vengono dal Movimento 5 Stelle, all’interno del quale ormai la situazione è tale che il gruppo parlamentare è svincolato dalle scelte di Giuseppe Conte” dice ai microfoni di iNews24, Elena Fattori, senatrice ex 5 Stelle, oggi di Sinistra italiana, analizzando il testa a testa tra Sergio Mattarella e Guido Crosetto nella terza giornata del voto per eleggere il presidente della Repubblica.

“Da ex 5 Stelle ho l’impressione che Conte faccia molta fatica a rappresentare la volontà dei suoi parlamentari, perché non ne capisce i desiderata. In fondo, i parlamentari sono quelli eletti, mentre Conte è ancora un “corpo estraneo”. Il voto a Mattarella rappresenta la volontà del gruppo parlamentare che fin dall’inizio aveva dato delega a Conte di spingere verso questa direzione”.

Con i voti a Crosetto che hanno superato i 63 previsti dei grandi elettori di FdI (114 preferenze), secondo Fattori, “è chiaro che il partito della Meloni sta raccogliendo consensi perché vincerà le prossime elezioni. Quindi sembra ovvio che ci siano movimenti verso FdI e questi voti lo dimostrano. Nel segreto dell’urna probabilmente ci sono parlamentari che confluiranno in futuro o che comunque hanno simpatia per Fratelli d’Italia”. Sulla decisione di questa mattina di votare Crosetto annunciata da Giorgia Meloni la Fattori ha aggiunto: “Solo ieri Fratelli d’Italia hanno fatto il nome di Carlo Nordio, invece oggi hanno cambiato idea e non si capisce il perché. Allora la rosa dei nomi del centrodestra non è stata una proposta seria”. 

Su Casellati e Casini la senatrice di Sinistra italiana, dice che “sono due nomi che si spera raccolgano consensi sia da destra sia da sinistra. “Io, da ex 5 Stelle, non ho votato Casellati come presidente del Senato nonostante fosse quella l’indicazione del Movimento. Sono due figure “di Palazzo” ma nessuna ha la levatura per essere Capo dello Stato in un periodo così difficile”. 

La situazione politica di questi ultimi giorni, afferma Elena Fattori, “è complessa. L’assetto istituzionale è stato stravolto da Mario Draghi che da presidente del Consiglio stava trattando per la sua elezione a Capo dello Stato. Ciò ha scombinato l’equilibrio secondo cui il voto del presidente della Repubblica prescinde dalle maggioranze parlamentari. È del tutto inopportuno dal punto di vista istituzionale ed ha scombinato tutte le trattative. Aggiungiamo a questo, che i partiti di questa legislatura sono molto deboli. Il Movimento 5 Stelle ha perso molti dei suoi parlamentari e anche gran parte dei consensi. Ma in generale, nessuno dei leader rappresenta appieno il proprio gruppo parlamentare. Questa situazione così instabile, con una maggioranza che per mantenersi in vita tenta di eleggere un presidente della Repubblica che la mantenga, ha reso la situazione molto complessa”.

Fattori poi si è espressa negativamente sulla possibilità di eleggere Draghi Capo dello Stato: “Draghi è il presidente del Consiglio e un passaggio a Capo dello Stato costituirebbe un precedente pericoloso, anche in virtù del fatto che Giorgetti ha invocato la repubblica presidenziale di fatto. È un sovvertimento delle istituzioni che sarebbe difficile da superare nelle prossime legislature. E su questo credo che siano d’accordo molti altri parlamentari”. E lo stesso discorso, secondo la senatrice, vale anche per la Casellati: “Se la scalata da una carica istituzionale all’altra diventa routine, rischia di ridursi a un modo per “fare carriera”.


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