ITALIA, CONTAGI AUMENTATI NELLA FASCIA DI ETÀ 0-9 ANNI - WHAT-U

La fascia di età che registra il più alto tasso di incidenza settimanale per 100.000 abitanti sul fronte contagi è ancora la fascia d’età 0-9 anni con un’incidenza pari a 1.388 per 100.000 abitanti, subito seguita dalla fascia d’età 10-19 dove si registra un’incidenza pari a 1.117 per 100.000 abitanti, entrambe però in continua diminuzione rispetto alle settimane precedenti. Al momento, l’incidenza più bassa, ma sempre molto elevata, si rileva ancora nelle fasce di età 70-79 e 80-89 con un’incidenza di 335 e di 363 casi per 100.000 abitanti, anch’esse in diminuzione rispetto alla settimana precedente.

Il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva calcolato ai sensi del DM 30 aprile 2020 continua a diminuire arrivando all’11,6%, al giorno 15/02/2022, rispetto al 14,2%, al giorno 08/02/2022. Il numero assoluto di persone ricoverate in terapia intensiva diminuisce, passando da 1.376 (08/02/2022) a 1.119 (15/02/2022), con un decremento relativo del 18,7%.

Anche il tasso di occupazione in aree mediche COVID-19 a livello nazionale è in leggera diminuzione ed è pari al 23,8%. Il numero di persone ricoverate in queste aree è diminuito da 18.337 (08/02/2022) a 15.602 (15/2/2022) con un decremento relativo del 14,9%.

Due Regioni/PPAA sono classificate a rischio Alto, secondo il DM del 30 aprile 2020, a causa dell’impossibilità di valutazione per incompletezza dei dati inviati; cinque Regioni sono classificate a rischio ModeratoLe restanti 14 Regioni/PPAA sono classificate a rischio basso.

La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in leggera diminuzione (17% vs 18% la scorsa settimana).

Insomma l’epidemia conferma un trend in decrescita, pur rimanendo in una fase delicata. 

“L’Italia è stata più prudente di altri per rendere la situazione meno impattante sul servizio sanitario nazionale. Ma la pandemia finirà quando non se ne parlerà più o quando sarà tollerabile l’extra-mortalità, che purtroppo andrà avanti ancora per un po’. Speriamo di limitarla il più possibile con i vaccini e i nuovi farmaci per tamponare gli effetti sulla salute delle persone”, ha detto a iNews24, Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, sulla scelta degli altri Paesi di allentare i controlli per l’ingresso dei turisti. 

Sull’obbligo del Green pass per i lavoratori over 50, il virologo afferma: “Il Green pass è una scelta politica ma si basa su presupposti tecnici che di fatto hanno lo scopo di garantire al massimo la copertura vaccinale di tutti. Copertura che in questa fase serve ancora. Abbiamo visto che la quarta ondata senza le vaccinazioni sarebbe stata devastante per il servizio sanitario nazionale. Se è vero che il vaccino ha qualche défiance nell’evitare il contagio con le varianti, è vero anche che evita le forme gravi. Con questo obbligo lo Stato conferma che c’è ancora bisogno di proteggere le persone a rischio”.

“Credo che non sarà fattibile una quarta dose universale, per gli aspetti organizzativi, gestionali e di adesione delle persone. Ma si passerà a una vaccinazione raccomandata come quella anti-influenzale, dedicata ai soggetti più esposti. Da punto di vista delle ipotesi avremo un’estate più tranquilla. Ma questo Coronavirus il prossimo inverno colpirà ancora le persone suscettibili, anche se saranno di meno visto che molte si sono infettate con Omicron. La copertura, lo sappiamo, non è per la vita”, continua Pregliasco sulle quarte dosi. 

Infine, un intervento sulla variante Omicron 2: “Non sembra avere caratteristiche troppo diverse da Omicron, ma lo scopriremo più avanti. In generale dobbiamo tener conto che potrebbero arrivare nuove varianti e per questo dobbiamo tenere alta la guardia, in modo da individuarle precocemente”.


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